Excite

Corte di Strasburgo contro la vedova di Nassiriya: "Non può donare embrioni alla ricerca".

  • Twitter

di Simone Rausi

Si torna a parlare di embrioni, ricerca e fecondazione in vitro, temi sempre parecchio complessi e assai dibattuti nei tribunali di tutta Europa, anche a causa di una giurisprudenza confusa e in continua evoluzione. Questa volta, a finire sotto i riflettori, è il caso di Adele Parrillo, vedova di Stefano Rolla ovvero il soldato che morì nel grave attentato di Nassiriya.

Fecondazione assistita: la corte di Strasburgo boccia la legge 40

Nel 2002 la coppia aveva provato ad avere un bambino attraverso la fecondazione in vitro ma, appena qualche mese dopo, Rolla morì in quella nuvola di fumo che lanciò in aria diversi blindati italiani ad un giorno dalla fine della missione di Nassiriya. la Signora Parrillo, allora, rifiutò l’impianto degli embrioni chiedendo però di poter congelare questi ultimi così da donarli alla ricerca e sostenere lo sviluppo di nuovi trattamenti per patologie rare e altamente invalidanti. Un gesto nobile che, però, dovette scontrarsi con lo scoglio della legge italiana. Nel nostro Paese, infatti – secondo quanto disposto dalla legge 40/2004 - è vietato fare esperimenti di qualsiasi tipo su embrioni umani.

Oggi, oltre un decennio dopo, è arrivata la sentenza della Corte di Strasburgo. I giudici hanno stabilito che l'articolo 13 della legge 40/2004 non viola in alcun modo i diritti umani. La richiesta della vedova, ad ogni modo, è stata comunque bocciata in quanto non è possibile attribuire alla signora Parrillo la proprietà degli embrioni, senza considerare che non esiste alcuna certezza che il compagno della donna, morto a Nassiriya, avrebbe voluto donare gli embrioni alla scienza. La Corte ha quindi riconosciuto all’Italia un ampio margine di manovra: la questione è infatti parecchio delicata e non esiste un consenso unanime a livello europeo.

La palla quindi passa in mano alla Consulta Italiana che dovrà esprimersi da qui a qualche mese. L’avvocato della signora Parrillo ha espresso, per conto della sua assistita, tanta delusione per la decisione di Strasburgo ma anche speranza per quelle che potranno essere le decisioni da prendere all’interno dei confini italici. Sul tema si è espressa anche la Lorenzin che ha dichiarato: “E’ ragionevole. Aspettiamo adesso un pronunciamento definitivo della Corte Costituzionale nei prossimi mesi, che riguarderà, in generale, la legittimità o meno di tale divieto rispetto alla nostra Carta Costituzionale”.

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017