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Cosimo Mele sindaco di Carovigno dopo lo scandalo coca: "E' il mio riscatto"

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Dopo l'arresto nel 1999 con l'accusa di avere incassato tangenti per l'assegnazione di appalti pubblici e assunzioni e soprattutto lo scandalo del festino con donne e coca nel 2007, sembrava che la carriera politica di Cosimo Mele fosse destinata a finire per sempre e invece l'ex deputato dell'UDC ha portato a casa la poltrona di sindaco di Carovigno (Brindisi) alle ultime elezioni amministrative.

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"E' il mio riscatto, parte da qui, dalla mia città che mi ha sempre voluto bene. Ricomincio da qui", ha dichiarato il neo eletto, che del comune pugliese è originario, festeggiando un successo tutt'altro che scontato. Sostenuto da sette liste civiche, al primo turno infatti Mele ha incassato il 35% dei voti, contro il 43,11% della sfidante del centrodestra, Antonia Gentile, ma al ballotaggio ha ribaltato la situazione in suo favore, finendo con l'affermarsi per 53,5% preferenze a 46,58%.

Un risultato che conferma la fiducia in Mele da parte dei suoi concittadini, che hanno festeggiato l'elezione a sindaco dell'ex UDC con caroselli per le vie di Carovigno e lasciando messaggi sulla bacheca della pagina Facebook ufficiale del neo primo cittadino. "SINDACO siamo fieri della dimostrazione UMANA mostrata nella circostanza che ti restituisce quello che meriti", scrive Domenico e Angelo commenta: "Che dire hai restituito pan per focaccia... alla fine hai trionfato".

Tutti infatti ben ricordano lo scandalo che ha rischiato di tagliare fuori per sempre dalla scena politica Mele, eppure a prevalere è la convinzione che il nuovo sindaco di Carovigno sia un vittima del sistema. Nessuno infatti sembra credere alla ricostruzione fatta dagli inquirenti della notte tra il 27 e il 28 luglio 2007, secondo la quale l'allora deputato UDC organizzò un festino con due donne - pare prostitute - all'Hotel Flora di via Veneto a Roma e una di loro si sentì male dopo avere assunto cocaina, accusando Mele di avergliela ceduta.

Il neo sindaco di Carovigno ha sempre negato il consumo e ancora di più lo spaccio di sostanze stupefacenti e per quei fatti sono ancora in corso due processi: uno per accertare le responsabilità di Mele e l'altro contro la donna che ha 'inguaiato' l'ex UDC, che a quanto pare gli avrebbe chiesto dei soldi per ritrattare le sue dichiarazioni.

Uno scandalo che all'epoca ha costretto Mele a dimettersi dal partito, con il collega Lorenzo Cesa che ha parlato di "un fatto personale ma incompatibile con i valori dell'UDC", e che l'ha tagliato fuori dalla politica nazionale, ma non da quella locale, da cui l'ex deputato è ripartito, prima con le elezioni provinciali del 21 e 22 giugno 2009 a Brindisi (ottenendo un'onorevole terza piazza) e poi con quelle amministrative attuali, che hanno sancito la sua rinascita. Almeno fino al verdetto del processo.

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