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Crisi di governo all'orizzonte, Berlusconi chiama Casini

Da giorni ormai si vocifera di una crisi di governo imminente e così per tentare di compattare la maggioranza intorno a sè il presidente del consiglio Silvio Berlusconi avrebbe pensato di far entrare nella coalizione i centristi di Pier Ferdinando Casini.

Ma a frenare è proprio il leader dell'Udc che intervistato dal Corriere della Sera dice: 'per quanto mi riguarda non c'è alcun interesse a partecipare a questo esecutivo: sarebbe ridicolo e umiliante. Bossi è un esperto di ribaltoni. Io no. Penso sempre ai miei elettori'.

Aggiungendo di ritenere 'offensivo pensare che possa interessarmi una vendetta contro Fini per la scelta che porto' due anni e mezzo fa alla creazione del Pdl. Non ho mai coltivato nella mia vita politica miserie simili'.

E se la Lega Nord dice no all'ipotesi di un ingresso dell'Udc nel Governo, il coordinatore del Pdl e ministro della Cultura Sandro Bondi a Repubblica dichiara invece che 'il leader della Lega possiede il buon senso e la sensibilità politica per guardare con rispetto a questo processo politico, che non intacca minimamente l'attuale alleanza'.

Aggiungendo che 'è legittimo che il Pdl continui a perseguire un diverso rapporto con l'Udc, fino a non escludere la possibilità di un riavvicinamento e di una nuova alleanza di governo. Fermo restando il rispetto per la coraggiosa scelta di autonomia di Casini'.

In tutto ciò si registra il silenzio di Gianfranco Fini e dei suoi alleati, ormai nemici all'interno della maggioranza.

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