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Crisi di governo, Berlusconi ha la fiducia e va avanti

Alla Camera con 314 no, 311 sì e 2 astenuti, il governo Berlusconi ce l'ha fatta. Dopo aver ottenuto la fiducia al Senato con 162 voti a favore, 135 contrari e 11 astenuti, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è riuscito a spuntarla anche alla Camera. Alle 17.00 è atteso il suo arrivo al Quirinale dove incontrerà il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (rileggi la diretta).

Le immagini del voto al Senato e alla Camera

Alla Camera sono stati decisivi i voti di Massimo Calearo, Domenico Scilipoti e Bruno Cesario, oltre alle due defezioni all'interno di Fli. I due ex Pd, Calearo e Cesario, e l'ex Idv Scilipoti hanno votato per il governo.

Al 'no' alla sfiducia della finiana Maria Grazia Siliquini si è aggiunto all'ultimo quello di Catia Polidori, commentato così da Luca Barbareschi: 'La Polidori è stata minacciata per le sue aziende. Le hanno detto che le chiudevano le sue aziende'. Che poi ha aggiunto: 'Meglio perderle per strada, persone di questo tipo. Questa è corruzione di pubblico ufficiale. Sappiamo per certo che la Polidori, la cui azienda di famiglia è il Cepu, ha ottenuto rassicurazioni che la favoriscono'.

Il voto della Polidori ha suscitato una forte tensione nell'Aula della Camera tra Futuro e libertà e la Lega. A quanto pare a un certo punto alcuni deputati della Lega hanno iniziato ad inveire contro il finiano Giorgio Conte che, secondo quanto riferito da una deputata del Pdl, avrebbe urlato 'troia' all'ex finiana Polidori subito dopo il suo 'no' alla sfiducia.

Il video della rissa alla Camera per la Polidori

La Polidori ha fatto sapere: 'Ho votato contro la sfiducia perché è fondamentale non privare il Paese di un governo che possa garantire la stabilità che il momento attuale richiede. Rimango coerente con me stessa per aver dichiarato dal 29 luglio in poi che, pur approvando l'azione di stimolo promossa da Futuro e libertà sin dalla sua fondazione, non avrei mai votato contro il governo'. La deputata ha poi annunciato l'intenzione di lasciare il gruppo finiano e ha aggiunto: 'Da ex presidente di un'associazione di imprese reputo assolutamente indispensabile la permanenza di un governo in piena capacità durante l'attuale emergenza del debito, tale da prevalere su qualsiasi emozione ed evitare motivi di polemica. L'Europa non ci perdonerebbe l'impossibilità di far fronte alle esigenze legate agli equilibri che ci vengono richiesti, in un momento in cui dobbiamo rispondere dei nostri conti pubblici'.

Subito dopo la bocciatura delle mozioni di sfiducia al governo Berlusconi dai banchi del Pdl e della Lega si è levato un coro rivolto contro il presidente della Camera Gianfranco Fini: 'Dimissioni, dimissioni'. Il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha così commentato l'esito del voto: 'Non cambia nulla il governo non ce la fa. La crisi politica esce drammatizzata'. Subito dopo il voto alla Camera è stato organizzato un vertice Pd al quale hanno preso parte Bersani, il vicesegretario Enrico Letta, la presidente dell'assemblea Rosy Bindi, poi Walter Veltroni, Beppe Fioroni, Ignazio Marino e il capogruppo della Camera Dario Franceschini.

L'esito del voto di fiducia per il governo alla Camera è stato commentato anche dall'esponente del Pd Massimo D'Alema. Attraverso i microfoni di Sky Tg24 D'Alema ha detto: 'Berlusconi ha scelto la rissa l'inganno e la compravendita. Non è una bella pagina di storia parlamentare fatta di trasformismo e compravendita dei voti: uno spettacolo che non può che alimentare il peggio qualunquismo'. E ha aggiunto: 'Berlusconi si conferma un fattore di corrompimento della cosa pubblica in un momento in cui il Paese deve affrontare una gravissima crisi finanziaria'.

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha dichiarato: 'La vittoria numerica di Berlusconi è evidente quanto la nostra sconfitta, resa ancor più dolorosa dalla disinteressata folgorazione sulla Via di Damasco di tre esponenti di Futuro e Libertà. Che Berlusconi non possa dire di aver vinto anche in termini politici sarà chiaro in poche settimane'. E il leader dell'Idv Antonio Di Pietro ha affermato: 'Di là del computo dei venduti, c'è una sconfitta politica del governo e dunque il premier deve prendere atto che la maggioranza politica non c'è più'.

 (foto © LaPresse)

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