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Crisi di governo, il 14 si avvicina ed è polemica sulla cosiddetta 'campagna acquisti'

Il 14 dicembre, il giorno in cui si voterà la fiducia al Parlamento, si avvicina e il clima si fa sempre più teso. Ieri Gianfranco Fini ha convocato i vertici di Futuro e libertà e ha affermato: 'Siamo compatti, votiamo la sfiducia' e in serata il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha definito la crisi 'irresponsabile' e ha detto: 'Abbiamo bisogno di dare continuità all'azione di governo per non cadere nella morsa della speculazione internazionale, come è accaduto alla Grecia e all'Irlanda. Noi abbiamo portato la moralità in politica, speriamo che i tradimenti che vanno avanti ancora adesso non siano tali da non consentirci una maggioranza in Parlamento'.

Il premier ha poi definito 'ridicole' le accuse secondo le quali sarebbe stata condotta una 'campagna acquisti'. Ma il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, ha detto: 'L'Idv ha una serie di elementi che ha messo a disposizione della magistratura. Questo non è più un Parlamento, ma il mercato delle vacche...'.

Il capogruppo dell'Idv Massimo Donadi ha inviato una lettera al Repubblica Giorgio Napolitano 'affinché faccia sentire la Sua voce alta ed autorevole in difesa della dignità delle istituzioni'. Preoccupato delle voci relative alla 'campagna acquisti' anche il segretario del Pd Pierluigi Bersani che ha detto: 'Leggo i giornali e mi sorge spontanea una domanda: se ci si rivolge a parlamentari facendo opera di convinzione non solo sotto il profilo politico e culturale, ma anche a quello materiale siamo di fronte a uno scandalo o a un reato di corruzione? Questo lo vorrei chiedere ai commentatori e agli esperti. Ho sentito voci che mi auguro infondate e che mi preoccupano per la salute della democrazia. C'è un'aria che suscita qualche inquietudine'. Sul tema è intervenuto anche il capogruppo di Fli alla Camera Italo Bocchino il quale ha affermato: 'Non ci occupiamo di calciomercato, se anche il governo riuscisse ad avere una maggioranza con acquisizioni dell'ultima ora non sarebbe una soluzione politica'.

Nel frattempo ieri Domenico Scilipoti, Massimo Calearo e Bruno Cesario, ossia i tre parlamentari che avrebbero deciso di confluire in una nuova formazione denominata 'Movimento di responsabilità nazionale', dopo la compravendita di voti lanciata dal premier, hanno indetto una conferenza stampa nel corso della quale Calearo ha detto: 'A oggi io mi asterrò, Scilipoti potrebbe votare la sfiducia e Cesario la fiducia. Per il 14 cercheremo di avere una posizione unica, uguale per tutti, ma intanto speriamo che non si arrivi al 14...'.

Ad abbandonare il centrosinistra anche Antonio Razzi, che dall'Idv è passato a NoiSud. Razzi ha spiegato: 'La separazione è indispensabile. Dopo 16 anni nell'Idv è venuto meno il rapporto di fiducia, c'era un mio stato di sofferenza atavica nel partito. Voglio tornare in autonomia a essere utile alla gente che rappresento'. Il deputato liberaldemocratico iscritto al gruppo misto, Maurizio Grassano, ha poi fatto sapere che il 14 voterà per il governo. Mentre ancora non si sà quale sarà la posizione dei parlamentari radicali eletti nel Pd. Il leader dei Radicali Marco Pannella ha fatto sapere di voler decidere son il 'massimo dibattito' e 'fino all'ultimo momento utile'.

 (foto © LaPresse)

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