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Crisi di governo, ipotesi election day: si vota il 10 marzo 2013?

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Un veloce giro di consultazioni per gestire un'eutanasia controllata dell'esperienza di governo: è questo il senso degli incontri del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha chiamato a raccolta al Quirinale tutte le forze che finora hanno sostenuto la maggioranza dell'esecutivo tecnico. Una ricognizione per valutare il possibile timing della crisi e delle consultazioni elettorali.

Bagarre in Aula, vola un cuscino contro Franco Barbato (Idv):

Dopo l'annuncio del ritorno in campo di Berlusconi e la scelta del Pdl di astenersi dal votare la fiducia ai provvedimenti in discussione nelle due Camere, Alfano ha dato la bordata definiiva al governo Monti, subito dopo aver spiegato a Napolitano che il partito ha comunque intenzione di favorire una "conclusione ordinata" della legislatura. Lo strappo non metterà in pericolo l'approvazione della Legge di Stabilità, ma è stato lo stesso Alfano ad accelerare il passo: "Tredici mesi fa questo governo nacque perché le cose andassero meglio - ha dichiarato lapidario alla Camera - Tredici mesi dopo le cose vanno peggio. Non abbiamo bisogno di molte discussioni. Oggi siamo qui a dire che consideriamo conclusa questa esperienza di governo (...)". E poi ha aggiunto: "Noi non ci faremo attaccare addosso la lettera scarlatta della 'i' di irresponsabili".

Il Pdl sfiducia il governo Monti

Le parole del segretario Pdl hanno suscitato l'immediata reazione di Pd e Udc, che hanno accusato il Pdl di assecondare i capricci di Berlusconi: è evidente che il Cavaliere si ricandida e spera di riconquistare consensi cavalcando l'antimontismo. L'Aula si è talmente surriscalda che dalle fila dell'Idv è volato anche un cuscino, lanciato all'indirizzo dell'onorevole Barbato durante la sua invettiva contro l'ABC (Alfano-Bersani-Casini) della politica italiana. Subito dopo sono saliti al Colle i Presidenti della Camera e del Senato e i segretari e capigruppo di Pd e Udc perchè il Capo dello Stato potesse sondare gli orientamenti sul fine-legislatura.

Il presidente della Repubblica si è pronunciato al termine di questa giornata convulsa annunciando che riferirà a Monti quanto emerso a proposito della crisi: "Auspico un percorso costruttivo e corretto sul piano istituzionale - ha fatto sapere Napolitano - nell’interesse del paese e della sua immagine internazionale". Ma il dato squisitamente politico che è venuto fuori del giro di consultazioni è l'ipotesi di uno scioglimento delle Camere tra il 10 e il 20 gennaio e quindi il possibile election day fissato per il 10 e 11 marzo 2013: in questa data si voterebbe per il Parlamento e per le regionali in Lombardia e Molise (il Lazio invece andrà alle urne il 3 febbraio).

Tutte le forze politiche sarebbero d'accordo su questa scelta: in primis il Pdl, che ha sempre sostenuto con forza l'idea dell'accorpamento tra regionali e politiche, per evitare il traino negativo delle prime sulle seconde. Un sostanziale via libera sarebbe arrivato anche dal Pd, visto che questa tempistica permettono al Parlamento di licenziare la legge di stabilità ma di concludere anche l'iter di qualche altro provvedimento. Intanto il premier Mario Monti, contestato alla prima della Scala a Milano, ha fatto sapere che non mollerà e ha rilanciato: "La crisi di governo? Mi sfiducino!".

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