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Crisi di governo, la fiducia si gioca su 7 voti

Si avvicina l'ora X e, a quanto pare, la fiducia del governo si gioca tutta su 7 voti. Numeri alla mano mentre impazza appunto il totofiducia: la forbice quotata per la maggioranza indica un minimo di 312 e un massimo di 316 voti; quella indicata per l'opposizione va dai 308 ai 314 voti.

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Una base sicura, dunque, per la mozione di sfiducia c'è ed è di 308 deputati mentre il voto di fiducia può contare su 312 alzate di mano certe, anche se Denis Verdini arriva a calcolarne 315. Eppure c'è da stare attenti: l'esito dello scrutinio previsto per domani alla Camera non è scontato come potrebbe apparire. Perché tra 4 incerti, gli imprevedibili astenuti, le possibili assenze e le tre deputate che sono in attesa di partorire - una del Pd e due di Fli ovvero Bongiorno, Cosenza e Mogherini - potrebbe accadere di tutto.

Crisi di governo, l'ottimismo di Berlusconi

Tre gli scenari di fronte a Silvio Berlusconi, e il fiato si fa sempre più corto. Ampia vittoria dei filogovernativi, con 316 contro 308 o 311 voti, se Paolo Guzzanti liberali, Massimo Calearo trasfuga del Pd, dell'Api e del misto, Silvano Moffa Fli e Ricardo Antonio Merlo eletto all'estero e solo di recente confluito nell'Udc ma corteggiato dal Pdl si schierano a favore di Berlusconi. Vittoria strettissima del centrodestra, 314 a 313, se le tre deputate in dolce attesa riescono a votare la sfiducia e se Moffa Fli e Merlo Udc si allineano alle indicazioni dei rispettivi gruppi. Infine, passa di misura la sfiducia 314 a 313 se Paolo Guzzanti liberali si posiziona con il centrosinistra insieme a Moffa e a Merlo. Occhio che c'è anche la probabilità di un pareggio, 313 a 313. Questo potrebbe avvenire se Calearo decide di astenersi. In questo caso il governo ottiene una fiducia tecnica perché la mozione di sfiducia deve ritenersi respinta.

Tutto appare incerto, dunque. Marco Pannella intanto, confuso in questo grande suk, ha chiarito cosa faranno i sei radicali sebbene uno di loro sarebbe ancora corteggiato dal Pdl: 'Sfiduciare, stando così le cose, e necessariamente sfiduciare specificamente e istituzionalmente il governo e tutto il regime con le sue maggioranze e con le sue opposizioni'.

Paolo Guzzanti, invece, ha ricordato che il suo aut aut a Berlusconi resta chiarissimo. 'Se dichiarerà in Parlamento che l'attuale legge elettorale è morta io voterò la fiducia'.

Berlusconi al Senato

Il Premier Silvio Berlusconi ha parlato stamattina al Senato, un discorso che ha raccolto gli applausi convinti del Pdl, mentre i finiani sono rimasti seduti in silenzio, così come l'opposizione. Berlusconi si è detto pronto ad un 'patto con i moderati' per cambiare la squadre di governo, aprendo dunque ai centristi, e ha spiegato che 'oggi non è in gioco la persona del presidente del consiglio'. Il Cavaliere ha difeso le riforme realizzate del suo governo, compresa quella sulla scuola, e si è rivolto direttamente a Fini: 'Nessuno può aver dimenticato la strada fatta insieme e nessuno di voi vuol gettera via frettolosamente quello che abbiamo costruito insieme. Sapete che il governo non ha tradito il mandato del popolo. E' possibile la critica ma la sfiducia al governo no'.

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(foto © LaPresse)

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