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Crisi di governo: ripartono le consultazioni

Dopo la pausa week-end sono riprese le consultazioni post crisi di governo. Terminato "il pellegrinaggio" odierno dei partiti da Napolitano, domani tocca a Forza Italia e PD. La diretta:
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17.58 - Walter Veltroni insiste e torna a proporre alle forze politiche un governo di otto, massimo 12 mesi per realizzare le riforme istituzionali e quella elettorale. "C'è una grande opportunità. Possiamo fare tutto in pochi mesi per poi non andare a votare tra tre anni, ma tra 8, massimo 12 mesi e con il Paese a posto dal punto di vista istituzionale". Veltroni parla ad una conferenza stampa alla sede del Pd convocata per annunciare i dati dell'adesione ai primi 2.500 circoli del partito e coglie l'occasione per ribadire quanto già detto nei giorni scorsi e che domani ripeterà al presidente Napolitano. "Noi potremmo nel corso di pochi mesi, se solo ci fosse intelligenza responsabile, dare al nostro Paese quello di cui i cittadini sentono il bisogno ovvero meno parlamentari, una sola camera e minor frammentazione per dare sobrietà ed efficienza che l'Italia si merita". Quindi rivolto a chi, come Silvio Berlusconi, vuole andare subito al voto, Veltroni aggiunge: "sento qualcuno che dice: le riforme le facciamo nella prossima legislatura. Ma io mi chiedo, e con me i cittadini italiani, perchè non farlo oggi? Sono bizantinismi incomprensibili per gli italiani che chiedono che ora e subito si dia corso ad una riforma per un sistema politico più lieve ed efficiente"

17.13 - Walter Veltroni: "Penso che, soprattutto in questa fase l'Italia abbia bisogno di un tono di voce volto a costruire e non a distruggere, a dialogare e non a litigare. Altrimenti il paese pagherà un prezzo altissimo".

16.45 - "È fondamentale accelerare il processo di unità a sinistra". Ne è convinto il senatore di Insieme con l'Unione, Mauro Bulgarelli, secondo il quale la costruzione di una casa comune della sinistra "è divenuta una priorità inderogabile, soprattutto nell'eventualità che si debba andare in tempi stretti al voto, anche se spero che alla fine prevalga il buon senso e si metta prima mano alla legge elettorale". Ma anche in quest'ultima ipotesi, secondo Bulgarelli, "non c'è tempo da perdere. Dobbiamo essere consapevoli che questa crisi di governo è figlia di una più generale crisi della rappresentanza, è una crisi di sistema, caratterizzata da uno scollamento sempre più accentuato della società dal mondo delle istituzioni".

16.40 - In merito alle dichiarazioni di poche ore fa dell'On. Lainati (FI) - "Il Tg3 delle 12, attraverso la sua giornalista da Montecitorio, ha commesso una grave scorrettezza: ha parlato apertamente della volontà di Berlusconi di far marciare milioni di persone su Roma. Dopo 14 anni la sinistra militante della Rai e di tutti i giornali d'Italia si scatena nell'operazione di mistificazione e di stravolgimento della verità. Scendono tutti in campo a difesa di una sinistra che aveva promesso mari e monti e che ha lasciato solo ceneri e macerie" - Roberto Cuillo (PD) ha replicato: "L'onorevole Lainati ha cominciato la carica al Tg3. A destra non vedevano l'ora di scatenarsi contro un giornalismo corretto. Ai redattori del Tg3 la nostra ampia solidarietà per il lavoro che svolgono con onestà e correttezza".

15.30 - Marco Pannella: "Prodi ha provato a fare le riforme e ha concluso uscendo bene. Ha dato una lezione, quasi tutti volevano che quella cosa succedesse nei corridoi".

15.20 - Roberto Maroni: "Non vogliamo andare al voto perchè certi della vittoria, ma perchè un governo istituzionale o di larghe intese rappresenterebbe un arretramento sul piano democratico e sociale. Ho citato un frase del segretario di Rifondazione Franco Giordano che risale al 2 marzo del 2007 che condivido in pieno. Noi non abbiamo cambiato idea". "Mastella nel centrodestra? Si fanno tanti discorsi ma non mi sembra una questione all'ordine del giorno. Per ora dobbiamo ottenere le elezioni".

15.00 - Per Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, "non è ancora il tempo di affrontare la questione" di un eventuale incarico ministeriale, anche se al momento "non dico no". A margine del Mobility Conference Exhibition, il presidente della Regione Lombardia ha infatti spiegato che ad un'eventuale proposta "non dico no perchè sto valutando la situazione e riflettendo". Formigoni ha assicurato comunque il suo impegno al Pirellone sino all'ultimo: "Continuerò a lavorare per la regione fino all'ultimo momento e nessuno si permetta di togliere il piede dall'acceleratore".

14.40 - "Il 'comunque da soli alle elezioni' del Pd, di giorno in giorno sta diventando 'alle elezioni contro la Sinistra', afferma Fabio Mussi leader della Sinistra Democratica. "L'attuale legge elettorale premia le coalizioni. Dichiarare morto il centrosinistra, trasformare le elezioni in una resa dei conti a sinistra, equivale a dire: prego, Berlusconi si accomodi! È una linea - sottolinea Mussi - che condanna tutti alla sconfitta. Anzi, non c'è neppure combattimento neanche per il Senato, dove il centrodestra potrebbe puntare a vincere in tutte le Regioni. Senza contare - conclude - i possibili effetti collaterali a cascata: cosa comporta la corsa solitaria del Partito Democratico nelle elezioni comunali, provinciali, regionali?".

14.25 - Antonio Di Pietro: "L'Italia dei Valori dice sì a un governo istituzionale di due o tre mesi per andare alle elezioni, dice no ad un ribaltone dato da un cambio di maggioranza e non starà mai più con i traditori dell'altro giorno".

14.08 - Lamberto Dini: Il movimento dei Liberal Democratici nel caso di elezioni anticipate si presenterà alleato del centrodestra? "Vedremo ...". "Vorremmo partire come un partito indipendente - ha aggiunto - poi vedremo quali saranno le alleanze da fare. La legge elettorale costringe ad allearsi, quindi faremo un'alleanza". Quale? In questo momento non lo dico: ma la maggior parte degli osservatori lo immagina". Da escludere, sempre a giudizio di Dini, che il governo sia nelle condizioni di poter fare nomine. "Assolutamente no. E credo che basterà una parola del presidente della Repubblica per dire che questa non è ordinaria amministrazione".

12.45 - Gianfranco Fini: "Il tentativo di dare vita ad un governo unicamente per fare la legge elettorale non ha senso, perchè in 24 mesi di legislatura sulla legge elettorale si sono registrate solo divisioni. Abbiamo chiesto al presidente della Repubblica di prendere atto della necessità di interrompere la legislatura, di sciogliere le Camere e di ridare la parola al popolo". "L'Italia -ha sottolineato Fini- ha bisogno di un governo con una maggioranza politica, che affronti rapidamente le questioni relative alla sicurezza, al potere d'acquisto dei salari, rilancio della piccola e media impresa. Oggi non c'è alcuna condizione perchè in Parlamento nasca un governo con siffatta maggioranza politica".

12.14 - Le consultazioni riprenderanno domani mattina alle 10:30, quando Napolitano vedrà Forza Italia e, un'ora dopo, il Partito democratico. Nel pomeriggio di domani, a partire dalle 17:30, sono in agenda gli incontri con i presidenti emeriti della Repubblica: al Colle saliranno nell'ordine Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi.

12.10 - La delegazione di Alleanza nazionale è al Quirinale a colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Con il capo dello Stato nello studio alla Vetrata ci sono il leader di An Gianfranco Fini ed i capigruppo alla Camera e al Senato del suo partito, Ignazio La Russa ed Altero Matteoli. Quella di Alleanza nazionale è l'ultima delegazione ad essere ricevuta oggi al Quirinale.

12.05 - Rifondazione al Quirinale. Franco Giordano: "Abbiamo espresso la nostra contrarietà rispetto ad intimidazioni inquietanti e sollecitato un Governo a termine di scopo per sbloccare la legge elettorale sull'impianto della bozza Bianco".

11.40 - Bossi: "Se in piazza ci va la Lega, diventa una rivoluzione. La Lega ha una massa d'urto incredibile. Noi abbiamo le masse, il popolo, che non è così forbito".

11.15 - Giunti al Quirinale i delegati di Rifondazione Comunista: presenti il segretario Franco Giordano ed i capigruppo alla Camera ed al Senato, Gennaro Migliore e Giovanni Russo Spena.

10.55 - "Un Paese in ginocchio ha bisogno di un governo di pacificazione tra la gente più responsabile di centrodestra e di centrosinistra. Se non è possibile, elezioni subito. Siamo indisponibili a pasticci e trasformismi. Inseriamo le preferenze nell'attuale legge elettorale per fare scegliere ai cittadini e non ai partiti". Lo ha detto il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini al termine del colloquio al Quirinale con il capo dello Stato.

10.30 - "Ho già detto che è meglio che Berlusconi stia in salotto, che è più facile che ci siano le elezioni". Così il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha commentato in un'intervista al Corriere Adriatico il richiamo alla piazza per ottenere le elezioni anticipate lanciato ieri da Silvio Berlusconi. Quanto al voto, se si tornasse alle urne, per Casini non si potrebbe parlare di Cdl: "È un ectoplasma, come ha detto anche Berlusconi». «Si può parlare del fatto che l'attuale opposizione si presenti assieme. Noi siamo il centro - ha aggiunto - e non possiamo che essere un centro alternativo alla sinistra. Per cui in questa campagna elettorale i nostri interlocutori naturali sarebbero Berlusconi e Fini, è ovvio". Berlusconi sarà il leader? "Non è una questione che mi pongo al momento".

10.10 - Sono appena giunti da Napolitano: Pier Ferdinando Casini, i capigruppo alla Camera e al Senato Luca Volontè e Francesco D'Onofrio, il segretario del partito Lorenzo Cesa e il presidente Rocco Buttiglione.

09.55 - Roberto Maroni: "Abbiamo chiesto che il presidente sciolga le Camere e che vengano indette immediatamente elezioni anticipate. Anche con questa legge elettorale siamo sicuri che ci sarebbe una maggioranza solida e stabile sia alla Camera che al Senato".

09.50 - Prevista nel pomeriggio una pausa di riflessione, in attesa della giornata di domani quando saliranno in mattinata al Quirinale prima Forza Italia e poi il Partito democratico. Il capo dello Stato chiuderà quindi nel pomeriggio di domani il suo giro di consultazioni ascoltando gli ex presidenti della Repubblica Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi.

09.45 - Con la delegazione della Lega inizia al Quirinale la terza giornata di consultazioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per trovare una soluzione alla crisi determinata dalle dimissioni del governo Prodi. A colloquio con il Capo dello Stato nello studio alla Vetrata ci sono il leader del Carroccio Umberto Bossi, i capigruppo di Camera e Senato, Roberto Maroni e Roberto Castelli e il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli. Dopo la Lega, stamani Napolitano incontrerà le delegazioni di Udc, Prc ed An.

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