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Crisi di governo, voto di fiducia al Senato: la diretta

Dopo la giornata di ieri, nuovo resoconto, questa volta da Palazzo Madama e dintorni, per sondare umori e captare i segnali e le notizie principali relative al voto di fiducia del Senato.

I vostri commenti Partecipa al nostro sondaggio e vota la tua fiducia al governo Prodi

La crisi secondo Zoro
La riflessione di Maurizio Brasini (Psichiatra, già collaboratore di Excite)

Guarda le foto scattate oggi in Senato
La fotosequenza completa della rissa verbale e del successivo malore del Senatore Cusumano

La nostra diretta:

22.15 - Domani pomeriggio prenderanno il via le consultazioni: Bertinotti e Marini si recheranno al Quirinale

22.05 - Romano Prodi si è dimesso e ha lasciato il Quirinale

21.50 - Veltroni e Calderoli attendono la mossa di Napolitano. "Affidiamo ora al presidente della Repubblica e alla sua saggezza la ricerca di una soluzione", dice il leader del Pd, mentre il leghista afferma: "Dimostri di essere davvero il presidente di tutti perché le elezioni non le chiedono soltanto le forze politiche ma le chiede il popolo. Se non si dimostrerà tale e si comporterà diversamente allora non potrò che rispondere all'appello lanciato ieri da Bossi (di prendere le armi, ndR) con un 'obbedisco'!"

21.35 - Prodi è al Quirinale dal Presidente Napolitano

21.30 - Festeggiano gli esponenti della destra: fumogeni davanti a Palazzo Madama da parte di esponenti di Fiamma Tricolore. In aula alcuni senatori di AN hanno stappato bottiglie di champagne. Berlusconi ha festeggiato a Palazzo Grazioli e poi ha detto: "Ora al voto"

20.43 - Risultato ufficiale: Governo battuto al Senato. 161 i NO 156 i SI.

20.34 - Il Senato ha negato la fiducia al governo Prodi - Si attende la proclamazione ufficiale del risultato.

20.35 - Cinque i sì al governo dai senatori a vita. Hanno votato a favore della fiducia Ciampi, Colombo, Cossiga, Levi Montalcini e Scalfaro. Non ha risposto alla prima "chiama" Giulio Andreotti

20.05 - Finito il dibattito, è iniziato il voto

19.00 - I numeri al Senato sulla carta: Con il no annunciato da Lamberto Dini, Clemente Mastella e Tommaso Barbato e l'astensione in aula dell'altro senatore liberaldemocratico, Giuseppe Scalera, il Senato sembra voltare le spalle al governo. Sulla carta, infatti, i voti a favore della fiducia sono 157 (151 dell'Unione, compreso Nuccio Cusumano più sei dei senatori a vita), mentre quelli contrari sono 160 (i 156 del centrodestra più quelli annunciati di Franco Turigliatto, Dini, Mastella e Barbato). Si asterrà in aula Scalera, mentre Domenico Fisichella non ha ancora definitivamente sciolto la sua riserva. Ed è annunciata l'assenza dall'aula di Luigi Pallaro e del senatore a vita Sergio Pininfarina. Il presidente del Senato Franco Marini, inoltre, per prassi non prende parte al voto. Il quorum per la fiducia sarebbe dunque così fissato a quota 160 voti. Il governo avrebbe quindi tre voti meno di quelli necessari.

18.38 - "Il Partito democratico ha frantumato la maggioranza e inferto il colpo finale con l'inopinata dicharazione del suo leader" sul fatto che il Pd andrà da solo alle elezioni. È l'accusa lanciata in aula dal socialista Gavino Angius nei confronti del partito di Walter Veltroni. Per Angius "comunque vada serve un nuovo governo e un nuovo programma". Per questo invita il premier Romano Prodi a recarsi, anche se dovesse ottenere la fiducia, al Quirinale per dar vita a un nuovo esecutivo.

18.30 - Senatore Cusumano (IDV): "Le daremo la fiducia perchè non siamo abituati a tradire i patti".

18.25 - Clemente Mastella: dopo aver letto la poesia di Pablo Neruda 'Lentamente muore' ha affermato: "La maggioranza non c'è più. E' crisi politica del paese. Occorre un salto di qualità fortissimo. No in maniera molto decisa alla fiducia".

18.11 - Francesco Cossiga: "In questo delicato momento il mio giudizio non è del tutto positivo. Avrei preferito che lei si fosse recato al Quirinale. Per senso di responsabilità voterò la fiducia a questo governo. Ma la prego di prendere un'iniziativa perchè questo nostro sistema politico istituzionale non soffra altre crisi di cardiopalma con conseguenti ictus ed emorragie".

18.11 - Francesco Storace: "Finalmente, dopo le dichiarazioni di Scalera, Ex- Presidente Prodi! Stasera il Senato la manderà a casa. Buona destra alla nostra patria".

18.08 - Senatore Scalera (diniani): "Fase politica conclusa, serve governo istituzionale senza voto con questa legge elettorale. Non rinnoviamo la fiducia".

18.06 - Senatore Manzione: "Da quando è nato il PD è appassito il governo. Riconfermiamo criticamente la nostra fiducia".

18.04 - Senatore Fisichella: "Ho un debito di lealtà nei confronti di Prodi ma non so se parteciperò al voto, dipenderà dal comportamento degli altri senatori dimissionari".

18.02 - Senatore Turigliatto: "Non voto la fiducia al governo".

17.56 - Senatore Rossi: "Voto la fiducia".

17.46 - Secondo intervento - replica di Romano Prodi: "Il mio non è un gesto di testardaggine, è coerenza. Ogni crisi va affrontata a viso aperto (applausi). Chiedo nuovamente a ciascuno di voi il voto di fiducia".

17.44 - Clemente Mastella arriva a palazzo Madama per parlare in aula prima del voto di fiducia al governo Prodi. L'ex ministro della Giustizia e leader dell'Udeur risponde così a chi gli chiede come commenta umanamente la vicenda Cusumano: "Si commenta da sola. Mi chiedete se voterò no? Ora mi sentirete parlare in aula. Sto ancora male per fortuna dovrò parlare poco...".

17.37 - "Se Prodi vuole comandare nell'Unione e dare una 'mazzata' a Veltroni, questa era l'unica strada da intraprendere". Così il segretario della Destra, Francesco Storace, ha commentato la richiesta di fiducia avanzata da Prodi al termine del suo intervento nell' Aula del Senato. "La volontà del presidente del Consiglio è quella di gestire la crisi dando lui le carte» ha sostenuto Storace che è convinto della caduta di Prodi. "Finirà 159 a 157 - pronostica Storace - e così i voti dei senatori a vita diventano inservibili, come è giusto che sia".

17.15 - "Al Senato il capogruppo dell'Udeur Barbato si è comportato in modo barbaro e penoso urlando epiteti come 'frocio' all'indirizzo di Cusumano che ha deciso di votare la fiducia al governo Prodi. Ancora una volta emerge la barbara omofobia che pervade il nostro Paese e purtroppo non è di casa solo presso alcuni esponenti estremisti del centro-destra o del bigottismo clericale, ma tocca anche chi dovrebbe dare prova di sobrietà e di stile". Lo dice Franco Grillini, del Partito socialista. "Capisco che lo stile, in questo momento, non è la principale preoccupazione degli esponenti dell'Udeur ma usare insulti razzisti nelle aule parlamentari dovrebbe essere non solo vietato, dal buonsenso e dalle norme del regolamento, ma anche severamente proibito dalla propria coscienza. Spiace dover constatare ancora una volta, che l'utilizzo degli epiteti omofobi proviene da personalità, si fa per dire, del mondo cattolico".

17.00 - Senatrice Pisa - Sinistra Democratica: "Voteremo la fiducia al governo".

16.50 - Senatore Tibaldi (Insieme con l'Unione - Verdi - Comunisti Italiani): "Questo governo è l'unico legittimato a governare. Se Prodi non dovesse farcela si vada subito al voto. Voteremo la fiducia".

16.46 - Senatore Pintzger (Svp): "La Svp ha stretto un patto programmatico con Prodi e il partito non verrà meno a questo patto e lo onorerà sino alla fine".

16.44 - Il presidente di An Gianfranco Fini ha lasciato palazzo Grazioli dove ha seguito, insieme al presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, la diretta televisiva dal Senato dove è in corso il dibattito sulla fiducia al governo Prodi. Fini è intrattenuto a palazzo Grazioli per circa un'ora e mezza.

16.41 - Alessandra Mussolini, segretario nazionale di Azione Sociale: "Mi sembra evidente che la scelta del Senatore Cusumano, in spregio alle indicazioni di partito, debba essere oggetto di indagine penale, al pari di quelle che hanno coinvolto Mastella. Concussione, corruzione o altro?".

16.39 - Cossiga: "Mastella e Barbato, per carità: salvate il soldato Ryan, e cioè il povero Cusumano, che rischia di morire nella trincea, avendo equivocato gli ordini del capo".

16.31 - Si difende così Tommaso Barbato: "Non gli ho sputato e non l'ho offeso. Certo, non l'ho trattato bene, ma non l'ho aggredito". Ha poi commentato: "Ma quello sviene tutti i giorni" , precisando "nella maniera più assoluta io non ho sputato, l'ho solo indicato con il dito dicendo traditore".

16.25 - Presidente Marini: "Le notizie che ci arrivano sul Senatore Cusumano sono rassicuranti".

16.14 - Senatrice Gagliardi (PRC): Un futuro senza Prodi ci preoccupa di più del non roseo presente. Speriamo nel miracolo della fiducia in questa aula.

16.07 - Il Presidente Marini ridà la parola ai Senatori.

15.55 - In seguito alle violente proteste e insulti ("pagliaccio, venduto, cesso, troia, checca squallida e frocio") dei colleghi di partito e, in particolare alle urla di Tommaso Barbato ("pezzo di merda") il Senatore Stefano Cusumano è stato colto da malore e portato via in barella - Seduta sospesa per 5 minuti.

15.45 - Senatore Cusumano (UDEUR): "In un quadro politico e sociale corroso da mille insidie, da un laicismo senza freni, dal venir meno della fiducia verso i partiti, vanno tutelate delle certezze. Per evitare autoritarismi e derive populiste. Avviamo una fase nuova nel paese. Rilegittimiamo la politica con scelte disinteressate. Voto la fiducia al governo Prodi.

15.30 - Senatore Baccini: "Voteremo contro la fiducia".

15.25 - Senatore Fisichella: "In altre occasioni ho votato a più riprese la fiducia al governo Prodi. Tuttavia le successive circostanze mi hanno portato a terminare il mio rapporto con la maggioranza. Sarebbe meglio non arrivare al voto di fiducia per il bene del paese.

15.20 - Clemente Mastella ha appena finito una riunione con i suoi al ristorante 'Clemente' in piazza della Maddalena, a 300 metri dal Senato: "Non c'è nessuna spaccatura nel mio partito. Come vedete siamo tutti qui tranne uno". Il leader del partito del Campanile risponde così a chi gli chiede se ci sono ancora possibilità di recuperare Cusumano: "Non lo so. Certo, chi vota come me e Barbato è nel partito, e chi non lo fa è fuori. Ora mi riposo un pò poi andrò in aula e parlerò e al Senato spiegherà il mio no alla fiducia del governo Prodi".

15.10 - Comincia il discorso di Prodi: "Sono qui a riferire sulla crisi politica aperta qualche giorno fa. Ribadisco la mia solidarietà verso Mastella e contro le strumentalizzazioni moltiplicatesi con vergognoso opportunismo. La ragione che mi ha portato oggi in Senato è il rispetto del dettato costituzionale del 48. Così io la celebro. La prassi costituzionale è fondamentale e oggi è spesso messa da parte. Chiedo a ciascuno di voi un voto esplicito e motivato. Quale altro governo e maggioranza si intende conseguire? Mi assumo di fronte a tutti le mie responsabilità e vi chiedo di giudicare il lavoro dell'esecutivo con pari senso delle responsabilità. Ci sono tre emergenze: emergenza istituzioni (legge elettorale), emergenza di politica internazionale, emergenza economica: i risultati ottenuti potrebbero essere vanificati se non si segue la strada giusta. La congiuntura mondiale è negativa e interrompere la strategia intrapresa sarebbe deleterio. In 20 mesi abbiamo fatto tanti progressi, arrestare l'azione di governo è un lusso che l'Italia non può permettersi. Per questo chiedo a ciascuno di voi fiducia per riprendere un processo riformatore amplissimo di cui il nostro paese ha urgente bisogno, assicurandovi che sono ben consapevole che il governo stesso dovrà rafforzare le sue capacità decisionali, snellire le sue procedure, migliorare la sua resa, forse ridefinire le sue strutture e la sua composizione".

15.00 - Prodi arriva in Senato: Con un vistoso sorriso il premier Romano Prodi, giungendo in Senato, ha risposto al cronista che gli chiedeva se fosse fiducioso sull'esito del voto. Alla successiva domanda se il sorriso fosse da interpretare come una risposta positiva o come cautela, Prodi ha risposto con una nuova espressione sorridente.

14.50 - Giuseppe Scalera (diniani): "Oggi,davanti alla crisi dell'Unione, registriamo tristemente il valore di un'impostazione politica che nessuno ha voluto ascoltare e che ha determinato,soprattutto,la crisi economica e di sviluppo che il nostro Paese poteva e doveva evitare. Purtroppo, anche in questa occasione non siamo stati ascoltati. Ed oggi ci troviamo,quindi, costretti a non votare la fiducia al Governo Prodi".

14.08 - Dario Franceschini, vicesegretario del Pd: "È assolutamente giusta e condivisibile la scelta di Prodi di parlamentarizzare la crisi in modo che tutto sia chiaro. Il voto di fiducia al Senato, da cui noi ci aspettiamo esito positivo, in ogni caso renderà trasparente davanti a tutti gli italiani la scelta di chi, come noi, mantiene il patto assunto con gli italiani ed il sostegno a Prodi e chi, per un motivo o per l'altro, ha cambiato idea e tradito quel patto".

13.08 - Daniele Capezzone: "Quanto sta accadendo in queste ore non sembra avere molti precedenti per gravità della crisi politica e, a questo punto, dello strappo istituzionale. Se per caso Prodi la spuntasse, si tratterebbe evidentemente, macroscopicamente, di un gravissimo caso di 'campagna acquistì. A poco servirebbero le minacce di querela da parte di Palazzo Chigi: sarebbe davvero impossibile - conclude - negare il link tra le 600 nomine previste nelle prossime settimane e l'eventuale improvvisa 'crisi di coscienzà di qualche senatore. Senza dire che a quel punto, ora dopo ora e giorno dopo giorno, si assisterebbe ad un Vietnam parlamentare e al caos nel Paese, dinanzi ad un governo che rimanesse in piedi con un simile escamotage".

13.01 - Domenico Fisichella: "Se ci sarò o meno, se voterò o meno lo vedrete oggi pomeriggio al Senato".

12.55 - La Federazione romana di An allestirà dalle 18 a Largo Goldoni, nel centro storico della capitale, un maxischermo per seguire il voto sulla fiducia al governo Prodi al Senato. Saranno presenti all'iniziativa, informa una nota, oltre al presidente della Federazione romana Gianni Alemanno, deputati, senatori e consiglieri comunali del partito di Gianfranco Fini.

12.52 - Tommaso Barbato (UDEUR): "Nonostante le precarie condizioni di salute dovute a un leggero malore, anche il nostro segretario Clemente Mastella, sta raggiungendo Roma accompagnato da un medico".

12.50 - Renato Schifani: "Vedo tempi strettissimi - ha aggiunto - per un governo tecnico o istituzionale per evitare il referendum o riformare la legge elettorale. Si tratta di cose che riguardano il futuro. Anche se vedo sempre più dietro l'angolo le elezioni anticipate. Chi vuole evitare il referendum, penso ai partiti piccoli della sinistra radicale, punta deciso al voto anticipato. Sta di fatto che per la prima volta i numeri sono macroscopicamente contro Prodi». «Però bisogna riconoscere che quando un presidente del Consiglio rispetta il Parlamento - ha concluso riferendosi alla fiducia che il Senato voterà in serata - è sempre un fatto positivo".

12.40 - Nuccio Cusumano (UDEUR): "Sto preparando il mio discorso per l'aula. Per sapere come voterò aspettate fino a quel momento".

12.33 - Luigi Pallaro: "Oggi non parteciperò al voto di fiducia in Senato. Sono e resto un indipendente".

12.28 - Franco Turigliatto: "Vedo che ci sono dichiarazioni del senatore e presidente emerito, Francesco Cossiga secondo le quali io non parteciperei al voto al Senato. Voglio dire che Cossiga sbaglia e riaffermare che oggi sarò al Senato e voterò contro la fiducia a Prodi".

12.23 - Oliviero Diliberto: "Quell'autentico guerriero che corrisponde al nome di Romano Prodi, ha deciso di andare al Senato a chiedere la fiducia".

12.20 - Mario Baccini (UDC): "È giusto che Prodi senta il Senato anche se non avrà la fiducia. Poi credo si debba dare vita nel paese a un governo istituzionale che faccia almeno le riforme necessarie e poi riportare i cittadini al voto".

12.15 - Roberto Calderoli: "Verrà, sarà sfiduciato, ma cadrà con l'onore delle armi per essere stato un combattente fino alla fine".

12.05 - Romano Prodi: "Sono andato oggi dal capo dello Stato. È stato un colloquio sereno e costruttivo. Ho comunicato al presidente della Repubblica che andrò al Senato alle ore 15".

11.57 - Francesco Cossiga: "Sono notizie che mi hanno dato 10 minuti fa. La situazione nell'ultima mezz'ora sembrerebbe radicalmente cambiata. I tre senatori dell'Udeur non andrebbero oggi in aula, così come farebbe anche il senatore Turigliatto. I senatori dell'Udc ci stanno pensando. Dunque il quorum cambierebbe e il governo potrebbe avere la fiducia".

11.47 - La direzione del Pdci, a quanto si apprende, ha accolto con un applauso la notizia che il presidente del Consiglio Romano Prodi ha confermato la sua decisione di presentarsi al Senato e di chiedere la fiducia al governo.

11.41 - Romano Prodi ha confermato al capo dello Stato che andrà al Senato a chiedere la fiducia.

11.33 - Concluso il colloquio Napolitano - Prodi.

11.25 - Sergio De Gregorio, presidente della Commissione Difesa del Senato: "Mi aspetto che, in caso di sfiducia al governo oggi in Senato, non avvenga la riproposizione di un Prodi-bis e che non ci siano soluzioni di mezzo. Bisogna andare al voto, per una maggioranza stabile e per il bene dell'Italia".

10.05 - Il senatore dissidente di sinistra critica Franco Turigliatto conferma il suo no alla fiducia al Governo Prodi, se stasera si dovesse arrivare al voto in Aula al Senato. Turigliatto e Cesare Salvi (Sd) si sono già resi protagonisti questa mattina di un breve siparietto al Senato. Non appena Turigliatto è arrivato alla buvette per la colazione, Salvi, che nel frattempo conversava con Giovanni Russo Spena (Prc), gli ha chiesto: "Allora ci hai ripensato? Il tuo voto è determinante". E Turigliatto, sorridente, gli ha risposto: "Determinante io? Perchè Fisichella no?".

10.48 - Prodi è arrivato al Quirinale per l'annunciato incontro con Giorgio Napolitano. Riferirà la sua decisione in merito al voto di oggi al Senato.

10.44 - Fabio Mussi: "Cosa abbia deciso stanotte Prodi non lo so. Il problema è che si va alle elezioni anticipate e bisogna vedere esattamente per quali strade. Forse ci sono due o tre percorsi alternativi ma è del tutto evidente che si va alle elezioni anticipate. Le varianti - ha continuato il ministro - sono tante sul percorso abbastanza breve che ci porterà alle elezioni anticipate ormai sicure".

10.38 - Antonio Satta, vicesegretario vicario dell'Udeur: "Ho appena sentito il segretario politico Clemente Mastella che mi ha informato che sta per venire a Roma per essere presente al dibattito in Senato sulla fiducia al governo Prodi, confermando il voto contrario, suo e dell'Udeur".

10.28 - Fabio Mussi: "Il Pd è il partito di maggioranza del centrosinistra. È stato formato con l'annuncio della costituzione di una grande forza di stabilizzazione. Invece, a tre mesi dalle primarie il governo è sull'orlo di una crisi, i Ds, cioè il maggior partito della sinistra, non ci sono più, e con la formula 'il Pd correrà da solo" non c'è più l'Ulivo, non c'è più l'Unione, non c'è più il centrosinistra. Complimenti! Un capolavoro politico".

10.18 - "La presidenza del Consiglio smentisce sdegnata le volgari insinuazioni contenute nell'articolo apparso questa mattina sul quotidiano 'Italia Oggi' nel quale si racconta di un presunto mercato di nomine che il presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi starebbe offrendo - si legge nel comunicato diffuso da Palazzo Chigi - in cambio di voti al Senato tramite la mediazione del sottosegretario Enrico Micheli. Queste infamanti ricostruzioni giornalistiche ledono la dignità degli interessati e avvelenano un clima già sufficientemente inquinato. Il presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi - prosegue la nota- e il sottosegretario Enrico Micheli si riservano ogni azione di legge a tutela della loro onorabilità e di quelle delle istituzioni che rappresentano".

10.05 - Il premier Romano Prodi è a Palazzo Chigi, dove sta incontrando il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. Poco prima delle 10 è arrivato anche il deputato del Pd, Mario Barbi.

10.00 - L'agenda di Prodi:
A mezzogiorno un incontro con degli investitori stranieri. Sempre in giornata, forse in mattinata, si recherà al Quirinale per un nuovo incontro con il Capo dello Stato. Altro punto fermo per l'agenda di Prodi rimane l'inizio della seduta al Senato, alle 17.00, con le comunicazioni del presidente del Consiglio e il dibattito sulla fiducia. Alle 20.00 è prevista la votazione palese e per appello nominale, ed è questa l'incognita principale della giornata: il presidente del Consiglio può infatti decidere di andare fino in fondo, verificando se ha ancora la fiducia del Senato, oppure chiedere una sospensione della seduta per recarsi al Colle.

09.13 - La giornata inizia con Francesco Cossiga che fa subito il "suo scoop": "Sembra che Mario Draghi, già socio della Goldman Sachs, nota grande banca d'affari americana, oggi governatore della Banca d'Italia sia il vero candidato alla presidenza del Consiglio dei Ministri di un 'Governo istituzionalè. E così avrà modo di svendere, come ha già fatto quando era Direttore generale del Tesoro, quel che resta dell'industria pubblica a qualche cliente della sua antica banca d'affari".

La crisi di governo dalle dimissioni di Mastella a oggi

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