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Crisi di governo: voto di fiducia alla Camera - la diretta

Nuova giornata cruciale per il Governo Prodi.






Oggi, alle 17, si vota la fiducia alla Camera dei deputati. Dopo la crisi aperta da Mastella e il discorso in aula del premier, partirà alle 15 il dibattito antecedente al voto di fiducia del tardo pomeriggio.

Partecipa al nostro sondaggio e vota la tua fiducia al Governo Prodi

La nostra diretta:

19.20 - Domani sarà la volta del voto al Senato. Ma non si esclude la possibilità che Prodi possa salire stasera in Quirinale per presentare le dimissioni.

18.18 - 326 si, 275 no. Alla Camera fiducia accordata al governo Prodi.

18.03 - Matteo Salvini, vice segretario della Lega Lombarda: "Domani pomeriggio in tutti i capoluoghi della Lombardia ci saranno gazebo con raccolta di firme per chiedere le elezioni subito".

18.02 - Clemente Mastella: "L'uscita dall'aula alla Camera è un atto di correttezza che non è stato ancora compreso. Per questo ho comunicato al Quirinale che voteremo no senza problemi al Senato".

17.29 - Prodi è uscito dall'aula e si è riunito con i suoi ministri nella sala dell'esecutivo. Sta incontrando, tra gli altri, il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, dei rapporti con il Parlamento Vannino Chiti e della Difesa Arturo Parisi.

17.15 - Dibattito terminato. Si comincia a votare la fiducia.

17.00 - Antonello Soro - Capogruppo del Pd: "Apprezziamo il dibattito in Parlamento. Ricordo a Berlusconi e a tutti noi che è stato protagonista di un'esperienza di governo fallimentare. (breve interruzione di Bertinotti a causa delle proteste della CDL). "L'Italia si è rimessa in moto, come ha confermato Almunia. Per la prima volta diminuisce la spesa pubblica. Lotta all'evasione con incasso di 20 miliardi di euro. Questi e altri risultati sono ancor più di valore vista la situazione in Senato. Sappiamo quanto sia rischioso interrompere il ciclo di governo. Non capisco il comportamento di Mastella, cui abbiamo presentato la nostra solidarietà e l'apprezzamento per l'operato di guardasigilli. Vogliamo proseguire con tenacia ogni sforzo per le riforme della nostra democrazia".

16.59 - Natale D'Amico si dissocia dal "gruppo Dini": "Se ci sarà un voto di fiducia sul governo Prodi in Senato io certamente voterò a favore del governo".

16.55 - Elio Vito (FI): "Presidente, rassegni le sue dimissioni. Restituiamo al popolo la sua sovranità. Nessun espediente può ritardare l'esercizio della sovranità popolare, i cittadini devono poter scegliere una nuova strada. Noi siamo pronti, lavoreremo insieme agli alleati per' Italia. Dopo le elezioni nuova stagione, il aese se lo merita e se lo aspetta. 2008 nuova primavera di libertà".

16.45 - Giuseppe Scalera: "I liberaldemocratici, al termine di una valutazione congiunta dell'ufficio politico presieduto dal senatore Lamberto Dini, annunciano che non voteranno la fiducia al governo"

16.33 - Pier Ferdinando Casini: "suggerisco a Prodi di evitare un secondo tempo al Senato per la fiducia. Sarebbe una perdita di tempo e un accanimento che precluderebbe ogni possibilità di far proseguire questa legislatura".

16.25 - Lorenzo Cesa - UDC: "Un governo di responsabilità nazionale per noi è un governo di larghe intese: se non c'è Forza Italia noi non siamo disposti a fare la ruota di scorta di nessuno. Se Prodi oggi decidesse di dimettersi e andare al Quirinale dopo il voto di fiducia - spiega Cesa - penso che farebbe un gesto molto positivo per permettere a tutti di essere meno duri nello scontro e aprire una nuova fase nel Paese. Prodi compirebbe un gesto di grande responsabilità nei confronti del Paese".

16.23 - Roberto Maroni: "Dimissioni del governo e elezioni subito. Un governo che resta incollato alla poltrona, magari per varare le 600 nomine da fare a marzo, cessa di essere democratico e diventa dittatura. Per il dirigente del Carroccio, vista la situazione, le elezioni anticipate sono un diritto civile come sancisce la Costituzione che voi oggi calpestate fingendo ipocritamente di celebrarla".

16.20 - Roberto Villetti - Socialisti e Radicali, RNP:"Si alla fiducia, ma spero che non ci troveremo di fronte a un brutto finale. Ci impegneremo perchè alle prossime elezioni il centrosinistra si affermi, per il bene del paese".

16.08 - Titti Di Salvo - Sinistra Democratica: "Voteremo si alla fiducia".

16.00 - Oliviero Diliberto - Comunisti Italiani: "Aumenti la redistribuzione sociale". Garantisce poi appoggio e fiducia a Prodi e si augura che "superi questo momento di difficoltà". Chiude affermando che "comunque, è chiaro a tutti che la crisi va addebitata alle forze del centro ma anche al Pd e al suo segretario".

15.45 - I senatori Lamberto Dini, Natale D'Amico, Giuseppe Scalera, "rinnovano il loro appello al presidente del Consiglio a rinunciare alla richiesta di un voto di fiducia in Senato, dove il governo, a seguito delle posizioni assunte dall'Udeur e dal senatore Fisichella, non possiede più una maggioranza, e pertanto dopo il voto alla Camera, a presentare le sue dimissioni al Presidente della Repubblica".

15.30 - Antonio Satta - UDEUR: "Alleanza spezzata. Ci collochiamo al centro e non parteciperemo al voto sulla fiducia".

15.26 - Paolo Cirino Pomicino: "Voterò contro la fiducia al governo".

15.25 - Umberto Bossi: "Al Senato il Governo non ce la farà. Poi si va al voto oppure facciamo la rivoluzione, facciamo la lotta di liberazione. Ci mancano un pò di armi ma le troviamo".

15.05 - Valdo Spini - Misto, Socialisti per la Costituente: "Diamo la fiducia".

15.00 - E ' cominciato il dibattito alla Camera.

14.34 - Willer Bordon: "Dobbiamo essere chiari: i numeri al Senato non ci sono e spero davvero che Romano Prodi voglia dimettersi subito. Se domani verrà al Senato, comunque, gli voterò la fiducia: non potrei fare altrimenti, per affetto e perchè credo nel vincolo di mandato ricevuto dagli elettori".

14.32 - Daniele Capezzone: "E' anche grazie ai 500mila voti dell'Udeur che Romano Prodi ottenne, alla Camera, il premio di maggioranza. Venuta meno la solidarietà politica di un partito della coalizione (e, lo ripeto, di un partito che fu determinante per avere i seggi in più alla Camera garantiti dal premio), Romano Prodi sta dando vita ad una sorta di furto politico, rimanendo asserragliato nel bunker di Palazzo Chigi. È anche per questo che, politicamente e moralmente - conclude Capezzone - Prodi avrebbe il dovere di dimettersi ben prima di recarsi al Senato".

14.22 - Gianfranco Fini: "La smentita del senatore Mastella all'ipotesi della sua confluenza nel centrodestra non deve destare meraviglia, perchè il leader dell'Udeur aveva già esplicitamente affermato nei giorni scorsi la sua volontà di dar vita ad un polo di centro autonomo rispetto ai due schieramenti".

14.15 - Giovanni Russo Spena, capogruppo del Prc al Senato: "Se al Senato non ci sono i numeri Prodi potrebbe anche non venire. Sarebbe un'idea, una possibilità". "Ferme restando le prerogative del capo dello Stato - aggiunge Russo Spena - il reincarico a Prodi dimissionario è una possibilità. Potrebbe lavorare ad un governo con un programma snello, un Prodi bis con tre quattro punti tra cui la riforma elettorale e la questione sociale".

13.08 - Il presidente del Consiglio Romano Prodi è salito al Quirinale, dove ora è a colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

12.53 - Silvio Berlusconi: "C'è un governo in carica che può tranquillamente portare il Paese alle elezioni, siamo convinti che questa sarebbe la soluzione più normale, un governo che restasse in carica per la normale amministrazione fino al voto".

12.40 - Domenico Fisichella (senatore della Margherita, ex CDL): "Ho detto al presidente Prodi che il rapporto di fiducia con il governo si è esaurito, senza possibilità di recupero".

12.36 - Silvio Berlusconi: "Non è necessario modificare la legge elettorale prima del voto, tenuto conto che siamo avanti di 12-15%. Semmai, in una settimana, si può modificare il premio al Senato da regionale a nazionale. Se le dichiarazioni dell'Udeur alla Camera andranno, come immagino, nella direzione delle ultime dichiarazioni dei responsabili dell'Udeur, il governo è politicamente minoritario e quindi credo che il presidente del Consiglio bene farebbe a recarsi al Quirinale senza passare al voto del Senato".

12.24 - Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc: "Se non ha i voti Prodi ne prenda atto, non vada domani al Senato e contribuisca a svelenire il clima".

12.05 - Calderoli: "I numeri oggi ci dicono che non c'è possibilità per il Governo di passare al Senato. Possiamo tollerare fino a un'assenza ma il governo cadrà comunque". Lo afferma il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, in Transatlantico alla Camera. Stavolta - conclude - le ambulanze non servono a portare le persone a votare, semmai servirebbero ad andare a prendere chi pensa di esser assente perchè saranno gli italiani ad aggredirli".

11.57 - Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente di Fi: "Berlusconi non ha detto 'si andrà in piazzà, ha detto qualcosa di diverso, e cioè che gli italiani non ne possono più di questa situazione. Il governo non c'è più perchè la sua maggioranza si è dissolta. Quindi è giusto che vada a casa facendo contento quell'83% di italiani che non lo vuole più e al tempo stesso evitando giochi di palazzo che oggi mi sembrano difficili".

11.45 - Lanfranco Turci, vicecapogruppo dei Socialisti e Radicali alla Camera: "Voterò oggi la fiducia al Governo Prodi per non essere confuso con i professionisti del trasformismo politico alla Mastella. Tuttavia ritengo questo voto un rito pressochè inutile".

11.35 - Francesco Cossiga: "Non comprendo come gli organi d'informazione e i miei colleghi parlamentari non abbiano ancora compreso quale sia l'iter prodianò in questa crisi: scontato voto di fiducia alla Camera, pressing su i senatori che mai avessero intenzione di votare contro (pressing che sono certo avrà successo ad esempio su Dini e sui liberaldemocratici e su una parte almeno dell'Udc di Casini)". "E poi - prosegue il presidente emerito della Repubblica - teniamo conto della dilagante epidemia nel centrodestra, della prostatite causata da un virus mutante, e quindi difficilmente aggredibile, detto 'walterveltronianum'... E se il Governo sarà battuto, avendo ottenuto la fiducia alla Camera dei Deputati, non avrebbe difficoltà a ottenere lo scioglimento del Senato e l'indizione di elezioni politiche parziali per il rinnovo della Camera Alta".

11.20 - Tommaso Barbato, capogruppo dei Popolari-Udeur al Senato: "Assistiamo stupefatti a tentativi non certo seri di recuperare voti al Senato in vista della fiducia prevista per domani. È una pratica che non ha nulla di istituzionale, da qualsiasi parte provenga e chiunque tenti di porla in atto. In un momento in cui si fa un gran parlare di valori morali, qualcuno si adopera invece in comportamenti immorali".

11.15 - Lamberto Dini: "Noi abbiamo consigliato al presidente del Consiglio di non venire in Senato dove non ha più una maggioranza ma di recarsi al Quirinale a rimettere le dimissioni nelle mani del capo dello Stato. Noi siamo a favore della creazione di un altro governo, di un governo di transizione - ha aggiunto Dini - che fa una nuova legge elettorale, altrimenti c'è il referendum: in ogni caso sarebbe preferibile un governo di transizione per fare alcune cose esenziali e il governo dovrebbe essere secondo noi un governo di unità nazionale presieduto da un'alta personalità, istituzionale o d'altra". Alla domanda se domani voterà contro, Dini ha risposto: "Questa è la nostra posizione poi vedremo come votare".

11:09 - E' iniziata alla Camera la cerimonia per i 60 anni della Costituzione. Presenti il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, i presidenti di Camera e Senato, Fausto Bertinotti e Franco Marini, il presidente del Consiglio Romano Prodi, il presidente della Corte Costituzionale, deputati e senatori. La cerimonia è stata aperta dall'Inno di Mameli e dal saluto dei due presidenti delle Camere. Seguira' l'intervento di Napolitano.

10.59 - Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore di Forza Italia: "Il governo è alla caccia di singoli senatori utilizzando esplicitamente risorse dello Stato, promesse in vista della maxilottizzazione di aprile, ricatti, promesse di soluzioni di vicende giudiziarie e quant'altro hanno nelle mani un esecutivo spregiudicato e i suoi manutengoli per 'convincerè singoli senatori".

10.55 - Giulio Andreotti: "Dall'aria che si respira in questi giorni a palazzo Madama - ha concluso Andreotti - non vedo nessun temporale in vista per Prodi. Sono pronto a scommettere sulla tenuta di questa maggioranza".

10.54 - Il presidente del Consiglio Romano Prodi si è intrattenuto per alcuni minuti a colloquio con Gianni Letta dopo essere entrato a Montecitorio, dove è atteso in aula per la cerimonia in occasione dei 60 anni della Costituzione. Letta ha cominciato a parlare con Prodi non appena il premier è entrato alla Camera e lo ha accompagnato fino in Transatlantico.

10.30 - Il "Financial Times" sulla crisi di Governo: "L'ultima cosa di cui l'Italia ha bisogno ora sono altre elezioni senza una nuova legge". Così il britannico "Financial Times" in una nota sull'edizione europea di oggi intitolata "Precario Prodi". "Oltre alla prospettiva di venirsi a trovare senza un Governo nel pieno delle sue funzioni durante un periodo di turbolenze economiche, il Paese - osserva il quotidiano finanziario - è imbrigliato in un sistema elettorale che non è 'nè cotto nè crudò e che con tutta probabilità produrrà un altro caleidoscopio di litigiosi partiti politici. C'è un grande bisogno di riforma per indurre la proliferazione di partiti in gruppi più ampi che possano dar vita a più coerenti schieramenti di Governo ed opposizione". "Se Mr. Prodi perdesse la fiducia - conclude l'analisi del Ft - il presidente Giorgio Napolitano dovrebbe designare un Governo di transizione per modificare quella legge elettorale, che non è nell'interesse di nessuno".

10.17 - Pecoraro Scanio sulla fiducia al Senato: "Do un 50 e 50 di possibilità, visto che al momento l'Udeur ha dichiarato che non voterà la fiducia". Poi, sugli scenari futuri, dichiara: "Tecnicamente tutto è possibile, visto che l'Unione ha candidato Prodi e la legislatura non è terminata non potremmo non sostenerlo. Certamente potrebbe essere candidato".

09.45 - La Suedtiroler Volkspartei conferma la sua fiducia al governo Prodi, ma gli esponenti del partito di raccoltà degli altoatesini di lingua tedesca sono dell'avviso che la Svp, in futuro, dovrà rimanere "fuori dai blocchi".

09.30 - Flavia Prodi: "Le valigie? No, non le ho fatte, del resto si fa presto. Qui non ho una casa impostata", aggiunge. Rispetto alla crisi del '98, "l'impatto psicologico adesso è un altro. Un compito, così lo ha vissuto Romano, al servizio del Paese", dice ancora. "Ci credo che ha rivendicato orgogliosamente il suo operato. Ha fatto cose in cui ha molto creduto. Questo è l'ultimo compito che gli è stato affidato e lo sta svolgendo fino in fondo. Resta un economista, si appassiona e vuole portare gli impegni a conclusione".

09.26 - Giulio Andreotti: "Dall'aria che si respira in questi giorni a Palazzo Madama non vedo nessun temporale in vista per Prodi. Sono pronto a scommettere sulla tenuta di questa maggioranzà darò il mio voto a Prodi. Mi pare che in questo momento non ci sia un alternativa già pronta per dire che è necessario mandare in pensione il governo attuale. E' per questo che domani voterò a favore di Prodi".

08.45 - Oscar Luigi Scalfaro: "Certo che ci sarò. E certo che voterò la fiducia a Prodi". Poi, sulla questione della "liceità" del voto dei senatori a vita, afferma: "Sul piano costituzionale il problema non si pone. Nessuno, a partire dal capo dello Stato, può fare distinzione tra voto dei senatori eletti e voto dei senatori di 'diritto. Certo, il problema si porrebbe sul piano politico. Nel senso che un risultato del genere costituirebbe un'indiscutibile certificazione di debolezza e di tensioni".

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