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Crisi Di Pietro - Pd. Idv: "Noi alternativi a Berlusconi"

"Non possiamo accettare la scelta del Pd di fare un compromesso di questo genere". L'Italia dei valori non ci sta e per bocca di Antonio Di Pietro chiede un "chiarimento immediato e pubblico" ai vertici del Pd sul tema della giustizia. "Noi - dice l'ex pm in Transatlantico, a Montecitorio - abbiamo chiesto agli elettori di votarci per essere alternativi a Berlusconi. Se il Pd ha deciso di fare da supporto a Berlusconi, non possiamo essere alleati". Di Pietro ce l'ha con Walter Veltroni e si riferisce al comportamento di ieri del Partito Democratico che, al Senato, ha dato vita a "due fatti incredibilmente gravi". Commenta la news

In primis c'è il caso del senatore del Pdl Nicola Di Girolamo per cui la Giunta per le immunità ha rifiutato, all'unanimità, la richiesta di arresti domiciliari. In secondo luogo, spiega il leader dell'Idv, vanno soppesate anche le parole di Anna Finocchiaro, che avrebbe aperto al cosiddetto lodo Schifani. "Di cosa stiamo parlando? - si sfoga Di Pietro - Volete fare la ruota di scorta? Il Pd si pronunci". "Noi temiamo - avverte - che ci sia qualche scambio che deve essere chiarito. In questo momento, su tale aspetto abbiamo messo in discussione la nostra alleanza con il Pd, in attesa di un chiarimento pubblico da parte dei dirigenti del Pd".

Le parole di Di Pietro ieri, poco dopo il voto in Senato, erano state durissime. La protesta dell'ex pm si era palesata il Aula prima e, poco dopo, sul suo weblog: "Oggi si è espresso al Senato il voto della vergogna. La maggioranza ha votato compatta a favore della legge “blocca-processi” , piegando il capo al volere di Silvio Berlusconi. Non credo che i cittadini che hanno votato la Lega o gli ex An si aspettassero dai rispettivi leader un tradimento della fiducia accordata con il voto del 13 e 14 aprile. Forse, e lo spero nel profondo, neanche gli elettori ex Forza Italia se lo aspettavano un decreto del genere. Nessun cittadino si aspettava un decreto contro la loro sicurezza, esattamente come nel precedente governo nessuno si aspettava l’indulto. Semplicemente perché nessun cittadino lo aveva chiesto e nessuna forza politica lo aveva inserito nel proprio programma. Travaglio, durante la trasmissione Passaparola di ieri, ha fornito un elenco esaustivo dei reati che la macchina della giustizia deve obbligatoriamente ignorare. Li riporto di seguito, uno sull’altro, come si fa per un elenco mortuario, perché oggi muore una parte di democrazia di questo Paese".

- aborto clandestino
- abuso d’ufficio
- adulterazione di sostanze alimentari
- associazione per delinquere
- bancarotta fraudolenta
- calunnia
- circonvenzione di incapace
- corruzione
- corruzione giudiziaria – è quella per cui Silvio Berlusconi ha fatto questo decreto
- detenzione di documenti falsi per l’espatrio
- detenzione di materiale pedo-pornografico
- estorsione
- falsificazione di documenti pubblici
- frodi fiscali
- furto con strappo
- furto in appartamento
- immigrazione clandestina (“pensate, dopo tutte le menate che fanno con la storia dell’immigrazione clandestina, adesso sospendono i processi” – Marco Travaglio)
- incendio e incendio boschivo
- intercettazioni illecite
- maltrattamenti in famiglia
- molestie
- omicidio colposo per colpa medica
- omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata (“tutti quelli che stendono la gente per la strada ubriachi, bene quelli non li si processa” – Marco Travaglio)
- peculato
- porto e detenzione di armi anche clandestine
- rapina
- reati informatici
- ricettazione
- rivelazioni di segreti d’ufficio
- sequestro di persona
- sfruttamento della prostituzione
- somministrazione di reati pericolosi
- stupro e violenza sessuale
- traffico di rifiuti
- truffa alla Comunità Europea
- usura
- vendita di prodotti con marchi contraffatti
- violenza privata

"Tutti questi, essendo puniti con pene inferiori ai dieci anni, vengono sospesi. Per sospendere il processo di un cittadino, Silvio Berlusconi, l’Associazione Magistrati ha calcolato che neverranno sospesi circa centomila".

Poco fa la risposta del Pd per bocca di Antonello Soro: "Noi crediamo che una qualche forma di garanzia per le più alte cariche istituzionali non solo si possa ma si debba discutere". "La maggioranza farebbe ancora in tempo a correggere il decreto, e questo ci consentirebbe di riaprire il dialogo su presupposti più distesi", aggiunge Soro a proposito delle norme blocca processi contenuta nel Dl sicurezza. Sul rapporto con Di Pietro, Soro dice: "Non ci sentiamo affatto sotto schiaffo dell'Italia dei valori" e Di Pietro "nei nostri confronti sta usando toni assolutamente inaccettabili, che pergiunta rafforzano la maggioranza di governo".

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