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Crisi Irlanda, Ue e Fmi dicono 'sì'

Dopo la richiesta di aiuti fatta dall'Irlanda per affrontare la crisi, l'Unione europea e il Fondo monetario internazionale hanno risposto positivamente. Così, dopo la Grecia, l'Irlanda sarà il secondo paese della zona euro a beneficiare di un piano di salvataggio. Il Paese potrà beneficiare del piano di aiuti per i Paesi della zona euro in difficoltà, messo a punto la scorsa primavera in seguito alla crisi greca, dotato in totale di 750 miliardi di euro. Il piano prevede prestiti dell'Ue, dell'Eurozona e del Fmi; è previsto anche un contributo indipendente di Regno Unito e Svezia, Paesi che non fanno parte della zona euro.

L'aiuto finanziario che arriverà all'Irlanda sarà di 80/90 miliardi di euro in tre anni. In cambio il governo irlandese dovrà varare una durissima manovra economica. I fondi saranno destinati soprattutto alle banche irlandesi ad un passo dal crac.

Il governo irlandese dovrà provvedere alla ristrutturazione del settore bancario e riportare il suo deficit entro il limite europeo del 3 per cento del Pil entro il 2014. Attraverso un comunicato i ministri delle Finanze dell'Unione europea hanno fatto sapere che gli aiuti all'Irlanda 'sono giustificati per salvaguardare la stabilità finanziaria dell'Ue e della zona euro'. Gli aiuti finanziari che giungeranno all'Irlanda serviranno anche ad evitare il contagio di altri paesi dell'Ue con finanze pubbliche fragili, come il Portogallo o la Spagna.

A Dublino sono partite le prime manifestazioni. C'è chi si è radunato davanti ad alcuni edifici governativi per protestare contro la decisione, definita 'una vergogna nazionale', assunta in Consiglio dei ministri.

 (foto © LaPresse)

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