Excite

Libia, spari e raid aerei sulla folla. Aria da guerra civile

In Libia la situazione è precipitata. Palazzi del potere in fiamme e proteste soffocate nel sangue. Durante la manifestazione di ieri pomeriggio nel centro di Tripoli contro il leader libico Muammar Gheddafi la polizia è intervenuta duramente. La tv araba al-Jazeera ha riferito che la polizia, approfittando dell'interruzione delle linee telefoniche in tutto il Paese, ha sparato contro i manifestanti in piazza. La stessa tv ha poi fatto sapere che aerei dell'aviazione libica hanno bombardato i manifestanti. Un primo bilancio parla di oltre 250 morti. Secondo fonti dell'esercito libico citate dalla televisione Al Arabiya, inoltre, vertici delle forze armate avrebbero ordinato di eseguire un raid aereo anche su Bengasi. Saif al Islam, figlio di Gheddafi e ritenuto suo erede politico, ha negato il bombordamento dei manifestanti da parte di jet militari. Ma le testimonianze che arrivano dal Paese confermano i bombardamenti.

Tutte le notizie sulla Libia

E mentre nel Paese si respire un'atmosfera da guerra civile, alcuni ufficiali libici hanno rassegnato le loro dimissioni e alcuni piloti dell'aviazione hanno rifiutato di obbedire agli ordini di bombardare. La Libia è spaccata. Secondo quanto riferito da al Jazeera, un gruppo di ufficiali dell'esercito libico ha pubblicato una dichiarazione esortando i soldati ad unirsi al popolo per abbattere il regime del leader libico. E l'imam sunnita Yusuf al-Qaradavi ha emesso una fatwa chiedendo a tutti i soldati libici di uccidere Gheddafi che, secondo le voci degli ultimi giorni, si troverebbe in Venezuela.

Ma nella notte il leader libico, che ha preso il potere ironia della sorte proprio con un golpe nel 1969 rovesciando re Idriss, è apparso in televisione negando di avere lasciato il Paese. Nell sua dichiarazione, durata 22 secondi, Gheddafi, con un ombrello in mano, ha smentito la notizia secondo cui sarebbe scappato in Venezuela, dal presidente Hugo Chavez, suo amico. Il leader libico ha detto: 'Voglio far vedere che sono a Tripoli e non in Venezuela. Non credete ai canali che appartengono a cani bastardi'. E ancora: 'Volevo dire qualcosa ai giovani nella Piazza Verde (a Tripoli) e stare fino a tardi con loro ma è iniziato a piovere. Grazie a dio, è una buona cosa'. Secondo alcune voci il regime starebbe arruolando soldati mercenari provenienti dall'Africa sub-sahariana per uccidere tra la folla. Alcuni di questi mercenari sono stati catturati da chi manifesta a favore della democrazia (il video).

Nel frattempo la comunità internazionale comincia a far sentire con forza sempre maggiore la sua voce. Il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha condannato con fermezza le violenze in Libia e ha chiesto alle autorità di Tripoli di porre immediatamente fine all''inaccettabile bagno di sangue'. Il segretario di Stato americano ha detto: 'La Libia deve rispettare i diritti umani'. Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha accusato la Libia di avere sparato sui civili 'da aerei da guerra ed elicotteri' e il vice-ambasciatore libico all'Onu ha invocato un intervento internazionale contro quello che ha definito 'un genocidio' perpetrato dal regime di Tripoli e ha chiesto che venga istituita una no fly zone su Tripoli. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu terrà oggi un vertice sulla Libia. Secondo l'emittente inglese Bbc l'intera delegazione libica presso le Nazioni Unite ha chiesto un'azione internazionale.

In Italia il governo è in allerta. La crisi in Libia, di cui l'Italia è il principale partner economico, si sta facendo sempre più grave. Questa sera il presidente del Consiglio terrà un vertice con alcuni ministri per valutare le iniziative da mettere in campo di fronte. Il vertice, che sarà presieduto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta vedrà la partecipazione dei ministro degli Esteri Franco Frattini, del ministro dell'Interno Roberto Maroni, del ministro della Difesa Ignazio La Russa, del ministro dello Sviluppo Paolo Romani e dei ministri del Welfare e delle Infrastrutture, Maurizio Sacconi e Altero Matteoli.

Nel frattempo, ieri sera Palazzo Chigi ha diffuso un comunicato ufficiale nel quale si è precisata la posizione del governo. Nella nota si legge: 'Il presidente del Consiglio segue con estrema attenzione e preoccupazione l'evolversi della situazione in Libia e si tiene in stretto contatto con tutti i principali partner nazionali e internazionali per fronteggiare qualsiasi emergenza. Il premier è allarmato per l'aggravarsi degli scontri e per l'uso inaccettabile della violenza sulla popolazione civile'. E ancora: 'L'Unione europea e la Comunità internazionale dovranno compiere ogni sforzo per impedire che la crisi libica degeneri in una guerra civile dalle conseguenze difficilmente prevedibili, e favorire invece una soluzione pacifica che tuteli la sicurezza dei cittadini così come l'integrità e stabilità del Paese e dell'intera regione'.

E intanto l'emittente araba al Jazeera ha fatto sapere che sono sempre di più le possibilità che nelle prossime ore in Libia ci sia un golpe militare guidato da El Mahdi El Arabi, capo di stato maggiore aggiunto.

Foto: youtube.com

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016