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D'Alema: "Berlusconi si faccia giudicare"

"Silvio Berlusconi rinunci" al lodo Alfano, "affronti i giudizi che lo riguardano a testa alta e lasci al Parlamento il compito di affrontare questioni di fondo come quella della Giustizia in quel clima di confronto sulle riforme prima auspicato e poi compromesso da scelte autoritarie che hanno creato imbarazzo" anche "in parte della maggioranza".

No, non si tratta del virgolettato di un "grillino di Piazza Navona". La provocatoria richiesta è l'appello che Massimo D'Alema (Pd) ha lanciato oggi nell'Aula della Camera durante l'esame del lodo Alfano, presentando "gli emendamenti volti a circoscrivere il danno prodotto da questa leggina, così da ridurne l'incongruenza e la incostituzionalità". "Questa legge serve solo a bloccare in modo sbrigativo e rozzo il processo per corruzione in cui il presidente del Consiglio è coinvolto e forse per evitargliene un altro. La verità è questa, e le finzioni non aiutano", ha spiegato l'ex premier manifestando "solidarietà alle altre cariche dello Stato che non c'entrano nulla e che sono coinvolte solo per far compagnia a Berlusconi così da dare la sensazione di un interesse generale".

D'Alema ha parlato di "soluzione confusa e pasticciata", di una "leggina che è un errore politico perchè mira esclusivamente a tutelare l'interesse di Berlusconi. Ma mi chiedo - ha poi proseguito - se davvero questa legge faccia il suo interesse, visto che alla fine al massimo otterrebbe una sospensione che lo porrebbe come un capo di governo in attesa di giudizio per alcuni anni, il che è gravemente dannoso per l'immagine del Paese a livello internazionale".

In merito alla manifestazione di martedì 8 luglio a Roma, D'Alema ha infine commentato: "Io non sono contrario alle manifestazioni di piazza, ma quello che le distingue le une dalle altre è quanto in quelle manifestazioni si dice. Mi preoccupa la virulenza, la volgarità, la sensazione di uno scontro che non ha regole, che eccita le minoranze ma allontana la grande maggioranza dei cittadini dalla vita pubblica". Secondo il parlamentare Pd ciò che è accaduto durante la manifestazione è "una delle due facce della crisi politica italiana. L'altra è quella del personalismo dei potere. Entrambe le facce ci allontanano dal sentimento dei cittadini che vivono un senso di dolorosa distanza da una politica piegata su interessi personali".

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