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D'Alema conquista il 25% della Costituente del PD

All'indomani delle primarie, nonostante l'assegnazione dei seggi risulti ancora provvisoria, un dato sembra certo: Massimo D'Alema "controllerà" circa il 25% dei delegati in seno alla nascitura assemblea costituente del Partito Democratico.

Come tutti sanno il leader DS non era tra i candidati alla segreteria ma, come molti altri big politici del centrosinistra, ha combattuto la battaglia su un altro fronte: quello dell'assemblea costituente e dei suoi delegati.

Il Ministro degli Esteri ha "sponsorizzato" diverse liste nazionali e locali ottenendo enormi consensi e garantendosi, oltre a uno scontato ruolo centrale all'interno del PD, la presenza di un consistente numero di suoi fedelissimi in assemblea.

I delegati, passati da 2400 a 3000 in seguito all'inaspettato afflusso di votanti, sono coloro che decideranno, in qualche modo, le sorti politiche del PD, ne eleggeranno i dirigenti e "produrranno" due comitati per la stesura dello statuto e della carta dei principi del nuovo partito. Alla luce di ciò, poter contare sull' appoggio del 25% di tale base permetterà probabilmente a D'Alema di dare una forte impronta al PD stesso.

Nessuno tra gli altri big ha ottenuto un risultato migliore: nè l'accoppiata Fioroni - Franceschini nè Francesco Rutelli, nè tantomeno personalità del calibro di Piero Fassino e Giovanna Melandri. Lo stesso Veltroni, nell'ottica del piazzamento di fedelissimi in seno all'assemblea, pare si sia fermato al 20%. Insomma, dopo aver "abdicato" nel 2006 non candidandosi come leader del centrosinistra e dopo aver "passato il cerino" (come direbbe il nostro Zoro) in mano a Walter Veltroni in occasione delle primarie, riecco D'Alema. Ancora una volta "non-leader maximo".

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