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D'Alema sulla riforma elettorale: "sono impazziti"



"Non capisco. Dove si vuole andare a parare? Così salta tutto...Se è un fuoco d'artificio di capodanno allora non vale niente. Ma se è una cosa seria, allora cambia tutto. È una novità clamorosa, che ha un effetto devastante: per le riforme, per il centrosinistra, e anche per il governo". Così si è pronunciato, il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema riguardo alla proposta di Dario Franceschini, braccio destro di Walter Veltroni, di rilanciare in Italia il modello presidenzialista francese. Un'ipotesi che ha letteralmente spaccato il Partito democratico tanto che anche il vicepremier è sceso in campo criticando il nuovo corso del Pd.

Sono in molti, all'interno dell'Unione, a criticare l'uscita di Franceschini. L'esponente del Partito Socialista, Gavino Angius, il capogruppo al Senato, Anna Finocchiaro, il presidente dei senatori del Prc Giovanni Russo Spena, il capogruppo dell'Udeur alla Camera Mauro Fabris: si schierano tutti con il ministro degli Esteri.

Franceschini, nel frattempo, dichiara di non capire "tanto stupore e preoccupazione, ricordo a D'Alema che il modello elettorale francese è da sempre quello preferito dal Pd". Dunque, dopo l'intervento di Dario Franceschini il dialogo all'interno del Pd sulla legge elettorale si è trasformato in un altro motivo di scontro.

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