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Daniela Santanchè a La Zanzara: "Ingroia mi fa schifo, meglio Cosentino"

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L'esclusione di Nicola Cosentino dalla competizione elettorale ha scaldato gli animi del Pdl. E se il "re degli impresentabili", come si è autodefinito, ha dichiarato di aver accettato senza polemica la decisione del partito, a sollevare i toni dello scontro ci pensa la pasionaria del Pdl, Daniela Santanchè. Ricandidata per la Camera capolista in Lombardia, l'ex sottosegretario del governo Berlusconi ha tirato in ballo Cosentino durante la sua intervista al programma radiofonico La Zanzara e lo ha paragonato al magistrato Antonio Ingroia, candidato premier per la Lista Rivoluzione civile.

La Santanchè proprio non digerisce che l'ex pm palermitano abbia scelto di dedicarsi alla politica. Si tratta dell'ennesima dimostrazione, secondo la Santanchè, che il sistema giudiziario italiano è infarcito di toghe politicizzate. Le parole della Santanchè sono durissime: "Mi fa schifo avere Ingroia in Parlamento, mi fa ribrezzo, mi fa tremare i polsi. E’ uno talmente di parte e assetato di odio che vuole ammazzare chi non la pensa come lui. Questi non hanno la pistola o il fucile ma usano le sentenze politiche, un'arma ancora più micidiale".

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L'intervista si trasforma sin da subito nello show personale della Santanchè, la quale afferma di preferire il grande escluso Nicola Cosentino, indagato per corruzione e collusione camorristica, al magistrato siciliano, facendo perfino un paragone tra i due: "In Parlamento sarebbe stato meglio vedere Cosentino che Ingroia e secondo me dal punto di vista giudiziario sono alla pari. Nessuno dei due è stato condannato. Sono garantista e Cosentino l'avrei messo in lista". La Santanchè comprende le ragioni di opportunità politica che hanno portato Berlusconi a scaricare il coordinatore regionale campano, ma si dice dispiaciuta perchè "è stato brutto cedere al circo mediatico-giudiziario che ha rovinato l'Italia in questi anni. Su Cosentino ci sono molti teoremi e pochi fatti". Alla faccia dell'operazione "liste pulite" per cui tanto si è speso il segretario Alfano.

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Poi la Santanchè torna sul bersaglio Ingroia, che peraltro proprio venerdì scorso, durante la prima puntata di Leader su Rai3, è stato protagonista di un duro scontro il suo compagno, il giornalista Alessandro Sallusti: "E' l'esempio della malagiustizia, era arbitro ma già voleva fare il giocatore uccidendo i giocatori (...) Ingroia è il peggio del peggio e fa schifo che ci siano dei pm che hanno portato avanti delle inchieste sui rapporti tra Forza Italia e mafia e ora scendono in politica. Solo tre mesi fa interrogava Berlusconi e adesso lotta contro lo stesso Berlusconi". Titolare del fascicolo sulla trattativa Stato-mafia prima di recarsi in Guatemala per seguire un incarico dell'Onu, la scelta di Ingroia di tornare in Italia e candidarsi alla guida di una lista elettorale manda su tutte le furie la Santanchè: "Ingroia mi sta sulle palle per quello che ha fatto. Se non supera lo sbarramento torna in magistratura e mette sotto inchiesta altri di noi e giù con la galera".

Il diretto interessato non ha risposto a quest'attacco, ma ha lasciato che a commentare fosse un'esponente della sua lista, la giornalista del Fatto Quotidiano Sandra Amurri: "Mi fa paura che una donna che per esprimere la sua opinione ricorra a tanta e tale mancanza di senso delle istituzioni, aggiungerei di pudore, possa sedere su quegli stessi scranni occupati in passato da chi ha reso grande questo Paese (...) le sue affermazioni raccontano uno stile politico. Spero che Rivoluzione Civile serva anche a mettere fine a questo degrado umano, culturale, ancor prima che politico".

Ma Ingroia non è stato il solo ad essere preso di mira dalla Santanchè. Anche i montiani del Pdl non godono della sua stima, per usare un eufemismo. E se Silvio Berlusconi è stato fin troppo tenero con loro a causa delle responsabilità di cui è investito, la Santanchè confessa che al suo posto non sarebbe stata "così buona" e li avrebbe presi a "calci nel sedere". Non solo: "Anche in altre parti dove il dolore è più acuto, nelle zone intime. I nomi li sapete, ma adesso dovreste vedere come sono diventati buoni, teneri, docili come dei cagnolini, con degli occhioni da cocker. Sì, Berlusconi è molto più buono di me". La campagna elettorale, è evidente, ormai è entrata nel vivo.

Daniela Santanchè a La Zanzara: "Ingroia mi fa schifo"

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