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Daniela Santanchè e Paola Ferrari vogliono "L'Unità": la redazione è schifata e sui social parte lo sberleffo

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di Simone Rausi

Se il Brasile può subire sette gol dalla Germania allora Daniela Santanchè e Paola Ferrari possono comprare il quotidiano “L’Unità”. Ma si, apriamoci al “vale tutto”, ai fantascenari da “mercato politico”. Perché in fondo nella vita non si sa mai e di questa esistenza conosciamo ben poco. Quindi, perché no, lo storico giornale del Partito comunista italiano fondato da Gramsci nelle mani di Lady Forza Italia e in quelle della socia/amica del cuore ci può stare tutto. Potranno essere contenti i lettori ed entusiasti i redattori…

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La notizia, dall’effetto quantomeno straniante, è diventata ufficiale poche ore fa. Il quotidiano di sinistra è con l’acqua alla gola e se non verrà formalizzata e accettata l’offerta di un compratore entro la fine del mese i rischi sono fallimento e chiusura. Ma perché accontentarsi di un compratore quando se ne possono avere due? Daniela Santanchè e Paola Ferrari hanno fatto un’offerta formale ai liquidatori del giornale ed ora sono lì in attesa a scaldare i tasti della macchina da scrivere e a cercare cappelli con l’etichetta press sul bavero.

Secondo quanto trapelato dalla redazione l’offerta è stata salutata con facce sdegnate dall’intera redazione che in una nota ha comunicato: “Si tratta di un’ipotesi che non avrà alcun futuro. Da quanto ci dicono i liquidatori, la sola idea che questa testata possa andare a finire nelle mani di una esponente di Forza Italia è incompatibile con la storia del giornale e quindi con la sua valorizzazione”. E se i professionisti si sono espressi nettamente in merito alla vicenda altrettanto hanno fatto i lettori (e non) che sui social sono partiti con il solito valzer di sberleffi…

Su Twitter è partito l’hashtag #iostoconlunita a cui si sono attaccati tweet del tipo: “Daniela Santanché e Paola Ferrari comprano l'Unità. (sarà il primo quotidiano interamente in plastica e silicone)” o “Santanchè e Ferrari presentano offerta. Pronti a entrare anche Heidi, Geronimo Stilton e Melissa P”. Su Facebook non va meglio dove ci si chiede se Gramsci si stia rivoltando nella tomba, si fa appello alla proprietà intellettuale e si ricorda che “Se il giornale di Montanelli è diventato della famiglia Berlusconi non ci si deve stupire più di nulla”. In mezzo al singolar tenzone social c’è anche chi sta con le due scalatrici e chiede ai lettori di sinistra se "Con gli 80 euro di Renzi non si poteva acquistare qualche copia in più dell'Unità”. Di fatto la nuova idea imprenditoriale di Daniela e Paola, per buona parte dei lettori, ricorda quando da piccoli si giocava a Risiko e gli avversari mettevano bandierina e carri armati sui propri territori. E in un paese in cui l’editoria di puro non ha nulla e la stampa si ritrova (purtroppo) ad essere sempre più spesso un organo di partito, l’accusa di tradimento è dietro l’angolo. E sopra tredici centimetri di tacco.

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