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Daniela Santanchè vicepresidente della Camera: slitta l'elezione, Pdl conferma la candidatura

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Dopo le tensioni interne alla maggioranza, l'annuncio del Pd che avrebbe votato scheda bianca e il braccio di ferro col Pdl che non intende cambiare candidata, slitta l'elezione del vicepresidente della Camera, carica per la quale il Pdl ha indicato come unico nome quello di Daniela Santanchè. L'aula di Montecitorio ha votato il rinvio del calendario, già ipotizzato in mattinata, dopo che la conferenza dei capigruppo non ha trovato un accordo per il rinvio chiesto da Pd e Pdl: ad ufficializzare lo slittamento è stata l'Assemblea con voto palese per alzata di mano, dopo un intervento a favore ed uno contrario.

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Intorno al nome di Daniela Santanchè, scelta dal Popolo della Libertà per sostituire Maurizio Lupi (nominato Ministro dei Trasporti del governo Letta), è nato uno scontro tra i due alleati dell'anomala maggioranza che sostiene l'esecutivo, con diverse voci contro dal Pd e qualche malumore nello stesso Pdl. Il primo a scagliarsi contro la pasionaria azzurra è stato il dissidente Pippo Civati, che però aveva scommesso che nel suo partito "almeno 101 voti" (quelli dei franchi tiratori che hanno impallinato Prodi durante la votazione per la Presidenza della Repubblica) avrebbero certamente acconsentito all'elezione della Santanchè alla vicepresidente della Camera. Nella giornata di ieri Matteo Orfini aveva annunciato il suo voto contrario, come anche altri colleghi di partito.

La posizione ufficiale del Pd è quella di votare scheda bianca, mentre il Pdl conferma che non ci sono alternative alla Santanchè, nonostante fossero circolati possibili nomi alternativi, tutti smentiti, come Antonio Leone, Stefania Prestigiacomo o Mara Carfagna. Intanto Movimento 5 Stelle e Sel potrebbero approfittarne per trovare un'intesa su un nome comune (come quello di Roberto Marcon, uno dei fondatori della campagna Sbilanciamoci), visto che insieme contano più voti del solo Pdl.

In questo scenario è stato deciso il rinvio della votazione, di cui la candidata in questione aveva già sentore da diverse ore: "Con questa maggioranza tutto si rinvia nulla si decide - aveva scritto la Santanchè su Twitter in mattinata, mentre dopo il voto dell'Aula ha aggiunto - Un passo indietro? Non ci penso proprio. Alfano mi ha chiamata poco fa per dirmi che rimane la mia candidatura".

Lo stesso ha fatto Renato Brunetta, che in mattinata ha rilanciato la prova di forza del Pdl, confermando che il partito continuerà a proporre la "pitonessa" (così si è definita durante un'intervista a In mezz'ora) Daniela Santanchè: "E' possibile presentare candidature alternative quando le cariche da eleggere sono chiaramente 'destinate'? - ha chiesto il capogruppo Pdl alla Camera - Non è una nuova elezione, ma un 'rabbocco': noi sostituiamo Lupi, il Pd sostituisce un segretario d'Aula divenuto sottosegertario. Per questo porremo alla presidente Boldrini una questione procedurale e di regolamento, se è corretto che altre forze diverse da queste facciano una sorta di concorrenza in voto segreto. Il nostro candidato è e rimane assolutamente Daniela Santanchè".

Anche il Movimento 5 Stelle ha commentato, in modo decisamente critico, il rinvio del voto con le parole della deputata Roberta Lombardi: "Modello unico dell'inciucio. Questi buffoni, che richiamano la prassi quando fa comodo e la disattendono disinvoltamente quando è a loro sfavore, non hanno trovato l'accordo su Frau Blucher Santanchè - ha scritto su Facebook l'ex capogruppo alla Camera dei 5 stelle - ed hanno votato per rimandare l'elezione del vicepresidente della Camera. Il Pd in più se la prende con i soli suoi due deputati che hanno votato contro il rinvio".

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