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Dario Fo a La Zanzara: "Renato Brunetta ministro? Servirà seggiolino o scaletta per giurare"

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La formazione del governo Letta dovrebbe essere ufficializzata a breve: analisti e commentatori danno per scontato che la convergenza Pd-Pdl alla fine ci sarà e l'esecutivo sarà certamente di stampo politico. E nel turbinio di dichiarazioni sul totoministri che si alimenta in queste ore, anche quelle del premio Nobel Dario Fo sono destinate a far discutere.

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Ospite del programma radiofonico 'La Zanzara' su Radio 24, Fo ha risposto così ai conduttori Cruciani e Parenzo che gli hanno chiesto un'opinione sui possibili ministri del governo Letta e in particolare sull'ex titolare della Funzione Pubblica Renato Brunetta: "Se deve giurare da ministro la prima cosa da fare è cercare un seggiolino per poterlo mettere a livello, all'altezza della situazione. Oppure meglio una scaletta, così se la regola da sé". Poi l'attore ha rincarato la dose: "Sarebbe una gentilezza che si fa a Brunetta, e alla società, per non avere l'angoscia di vedere qualcuno che non ce la fa".

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L'ironia sull'altezza dell'esponente Pdl non si è fermata al solo aspetto fisico: "Il cervello di Brunetta, quello si che è ancora più piccolo" ha aggiunto Dario Fo. Il Nobel per la letteratura, inserito nella rosa dei candidati per il Quirinale del Movimento 5 stelle, non ha risparmiato critiche feroci anche ad altri papabili ministri del futuro governo di larghe intese: "Schifani al governo? Il cognome è onomatopeico dentro il suo nome c'è già tutto, il rifiuto e il senso di angoscia e di repulsione per queste persone - ha dichiarato perentorio il comico - Con questi al governo mi hanno copiato delle scene intere del Mistero Buffo".

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Non è certo la prima volta che si ironizza sulla statura di Brunetta: celebre è rimasto l'intervento di Mario Monti a 'Uno Mattina', quando in piena campagna elettorale il premier parlò di lui definendolo "un professore di una certa statura accademica". Una frase ambigua che non mancò di suscitare ilarità e critiche. Dura fu la replica di Brunetta a Gino Strada, che qualchhe settimana fa dichiarò di aver votato come sindaco di Venezia il rivale di Brunetta perchè l'esponente Pdl è "esteticamente incompatibile" con la bellezza della città: "Anche nella Germania degli anni Trenta c’erano medici, colleghi del dottor Strada, che esprimevano opinioni estetiche simili a quelle espresse dal fondatore di Emergency – rispose piccato Brunetta – ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere. E da vergognarsi".

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L'attacco di Dario Fo arriva nello stesso giorno in cui il leader del Movimento 5 Stelle torna a tuonare contro l'inciucio Pd-Pdl dal suo blog. Beppe Grillo ha usato ancora una volta toni durissimi contro le larghe intese promosse da Napolitano ed affidate ad Enrico Letta: "Il governo che sta nascendo è un'ammucchiata degna del miglior bunga bunga. Tutti passivi tranne uno che di bunga bunga se ne intende. Una mescolanza che sconfina nell'incesto, lettiana, che ha in sè il profumo di famiglia, da Mulino Bianco dell'Inciucio". Il nuovo governo, secondo Grillo, nasce nel solco della decennale finta opposizione tra centrodestra e centrosinistra. Simbolo dell'eterno inciucio, il nome dei Letta, che ricorre tanto nel Pdl quanto nel Pd: "Zio e Nipote Letta si sono alternati come sottosegretari alla presidenza del Consiglio negli ultimi vent’anni. Cambiava il presidente, ma la famiglia Letta era sempre presente. A garanzia di chi? È una coincidenza singolare questa successione monarchica. Una famiglia di predestinati".

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