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David Rossi, video del suicidio: si indaga sulle motivazioni del gesto

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Una telecamera di sorveglianza puntata sulla via dei Rossi, sul retro di Rocca Salimbeni, ha ripreso mercoledì sera il suicidio di David Rossi: esiste un video, come riportato dal Corriere della Sera, con le immagini del responsabile della comunicazione del Monte Paschi di Siena che si lancia dalla finestra del suo ufficio, a dieci metri d'altezza. Il filmato in questione è già stato acquisito dai magistrati di Siena e dalla squadra mobile che stanno indagando per ricostruire la dinamica del gesto estremo di Rossi e le motivazioni che lo hanno spinto a togliersi la vita.

Monte dei Paschi di Siena, David Rossi si è suicidato: il fedelissimo di Mussari non era indagato

Nel video si scorge il capo delle relazioni esterne di Mps gettarsi nel cortile interno e schiantarsi di schiena: Rossi è rimasto a terra circa 20 minuti prima che una persona si avvicinasse al suo corpo, per poi allontanarsi. Si tratta probabilmente della stessa persona che ha chiamato i soccorsi. L'orario del filmaro riporta le 19.59, ma l'orologio della telecamera sarebbe sfalsato di circa un quarto d'ora: la chiamata ai carabinieri risale infatti alle 20.44. Solo l'autopsia sul cadavere, svolta ieri pomeriggio dal professor Mario Gabbrielli del Policlinico di Siena, dirà se Rossi è morto sul colpo.

Mps, David Rossi suicida: "Ho fatto una cavolata"

Intanto i magistrati indagano sulle motivazioni che hanno spinto Rossi al suicidio: Rossi era da sei anni alla guida delle relazioni esterne di Mps, prima con il presidente Giuseppe Mussari, di cui era stato anche portavoce alla Fondazione Mps dal 2001, poi con i nuovi vertici, Alessandro Profumo e Fabrizio Viola. Non era indagato nell'inchiesta sull'acquisizione di Antonveneta e sui derivati che sta scuotendo Mps.

Gli inquirenti hanno portato via dal suo ufficio e dalla sua abitazione computer, pendrive, documenti e due telefoni cellulari che Rossi ha lasciato sulla sua scrivania prima di suicidarsi. Fino a pochi minuti prima di togliersi la vita Rossi aveva intrattenuto una conversazione telefonica piuttosto lunga, forse con il presidente Alessandro Profumo. Poi il cellulare ha squillato a vuoto quando ha provato a contattarlo la moglie Antonella. Proprio alla moglie Rossi voleva lasciare una lettera: tante le frasi scritte e poi cancellate, come prove di un messaggio mai completato. Tranne una: "Ho fatto una cavolata". La chiave del suo suicidio si cerca nelle mail, nei messaggi inviati dal cellulare, nelle telefonate di Rossi e nelle testimonianze di chi lo conosceva bene: gli inquirenti hanno ascoltato diverse persone informate sui fatti, la moglie, la cognata, il fratello, il presidente della banca Alessandro Profumo.

Rossi non era convolto nell'inchiesta, ma la perquisizione di casa ed ufficio venti giorni prima lo avevano scosso: i provvedimenti erano scattati nell'ambito del nuovo filone di indagine sull'insider trading, la fuga di notizie sulle cause contro le banche estere Deutsche Bank e Nomura per il loro ruolo nei derivati. A preoccupare Rossi sarebbero state anche le voci che descrivevano il suo incarico come ormai incerto a fronte del cambio di dirigenza di Mps, ipotesi però smentita dal nuovo ad Viola: "David aveva la nostra fiducia, basata su solide fondamenta costituite da una grande professionalità, attaccamento alla banca, sensibilità e dedizione. Qualsiasi tipo di illazione è infondata".

Forse una depressione forte alla base del suo gesto, acuita dalla recente morte del padre, dalle accuse anonime girate in rete sul contenuto delle intercettazioni acquisite dai magistrati che indagano su Mps, la paura di essere travolto dallo scandalo. Il fascicolo sulla morte di Rossi è nelle mani del pm di turno, Nicola Marini, affiancato dai tre magistrati che indagano sulla banca senese.

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