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Ddl anticorruzione: fiducia dalla Camera, Pdl sì con riserva

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354 sì, 25 no e 102 astenuti: sono questi i numeri con cui la Camera approva il Ddl anticorruzione, che passa ora al vaglio del Senato. Una fiducia meno netta rispetto a quella incassata nelle votazioni di ieri, con il mancato pronunciamento di Lega, Popolo e Territorio e Radicali, ai quali si sono aggiunti anche 38 esponenti del Pdl. A favore della legge si sono espressi Pd, Pdl, Udc, Fli e Api, mentre si sono opposti Idv e Grande Sud.

La normativa introduce una serie di nuovi reati contro la pubblica amministrazione, prevede la modifica, e in taluni casi l'inasprimento, delle pene per concussione indotta, traffico illecito di influenze, corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione tra privati e, soprattutto, stabilisce la non candidabilità dei condannati.

Un tema, quest'ultimo, oggetto di acceso dibattito per il nodo della delega al governo della durata di un anno: in base alla strutturazione dell'articolo 10 del Ddl anticorruzione, infatti, l'esecutivo ha tempo 12 mesi per attuare le nuove norme relative all'incandidabilità di chi ha subito una condanna, un lasso di tempo che potrebbe significare la non applicazione delle stesse alle elezioni del 2013, bensì a partire da quelle successive del 2018.

Già nella giornata di ieri i ministri Severino e Patroni Griffi avevano rassicurato sulla volontà di agire in tempi brevi e oggi, con la presentazione da parte del capogruppo del Pd Dario Franceschini di un ordine del giorno che impegna il governo a esercitare la delega in tempo utile, sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari, la situazione si è finalmente sbloccata, portando al voto di fiducia sul Ddl anche chi, come Fli, ieri aveva espresso parere contrario proprio a causa dell'articolo 10.

Nonostante l'approvazione dell'aula, tuttavia, le critiche non mancano. Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, annuncia: "faremo di tutto in Senato per cambiare il Ddl anticorruzione sulla nuova concussione e sulle influenze", perché "con la nuova concussione, Penati gode di una legge ad personam. E sul traffico di influenza Miccichè ha detto cose ragionevoli che condivido interamente. Così diamo un alto potere di discrezionalità ai pm", facendo riferimento alle dichiarazioni di quest'ultimo sul fatto che "i politici del Sud, a cui la gente va di continuo" a chiedere raccomandazioni, sarebbero "tutti indagati". Cicchitto manda quindi un 'avvertimento' al ministro Severino sulla responsabilità civile dei giudici: "noi avremmo voluto liberamente dibattere senza che lei fosse venuta in Parlamento a metterci le manette. Come dice il proverbio, uomo, o meglio donna, avvisata è mezzo salvata. Non porti emendamenti con la fiducia, se no voteremo contro".

Una serie di affermazioni che hanno spinto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, a commentare: "spero di essere smentito, ma dopo l’intervento dell’onorevole Cicchitto temo che il Ddl anticorruzione non sarà approvato dal Senato prima della fine della legislatura".

Durissimo sulla nuova normativa Antonio Di Pietro, che ha accusato il governo e la maggioranza di "fregare" l'opinione pubblica con una legge "procorruzione", mentre per Pier Ferdinando Casini si tratta di "un segnale importante" e Dario Franceschini osserva che parlare in Aula di simili argomenti "con gli stessi numeri che si avevano con il governo Berlusconi" è "una rivoluzione".

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