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Ddl intercettazioni, il web nel mirino con la legge 'ammazza blog'

  • LaPresse

Ancora il ddl intercettazioni all'esame del governo. Un disegno di legge che contiene la cosiddetta norma 'ammazza blog' secondo la quale ogni gestore di sito informatico ha l'obbligo di rettificare ogni contenuto pubblicato sulla base di una semplice richiesta di soggetti che si ritengano lesi dal contenuto in questione. Il gestore di sito informatico, che sia blog, sito, giornale online, non ha possibilità di replica e nel caso si rifiutasse di rettificare quanto richiesto dovrà pagare fino a 12mila euro di multa.

La norma in questione recita: 'Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono'.

In questo modo qualunque contenuto pubblicato sul web potrebbe essere censurato con una semplice e-mail di richiesta. A farne le spese la libertà d'informazione propria della Rete. Senza contare il fatto che la norma non pone alcuna differenza tra blog personali e testate registrate. Altro che outing di massa (leggi la notizia).

A quanto pare il governo vorrebbe porre la fiducia sul ddl intercettazioni entro pochi giorni e il testo corre il rischio di passare così com'è, senza alcuna modifica.

Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha auspicato che non si arrivi alla fiducia e il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro sulla sua pagina Facebook ha scritto: 'Il governo prova ancora una volta a mettere il bavaglio al web. Il ddl intercettazioni, infatti, prevede anche che qualunque blog, sito, portale o social network riceva una richiesta da soggetti che si ritengano lesi da un contenuto pubblicato, sia obbligato a rettificare entro 48 ore. E' la solita norma 'ammazza blog'. La rete si sta già ribellando e state certi che anche noi dell'IdV non staremo con le mani in mano'.

Ieri il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato una 'legge sulle intercettazioni per tornare ad essere un paese civile libero' aggiungendo: 'Oggi non lo siamo. Quando chiamate al telefono, sentite la morsa dello stato di polizia. I cittadini sentono che c'è uno Stato che non tutela più la nostra privacy'. Ma subito sui blog e i social network sono scoppiate le proteste e sono partite le raccolte di firme contro la norma 'ammazza blog'. Il web è in rivolta. Ma non solo.

Il presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, Roberto Natale, ha annunciato per giovedì 29 settembre una manifestazione a piazza del Pantheon a Roma, alle ore 15.00. Natale ha spiegato: 'Quel giorno il governo Berlusconi riporta in aula il decreto legge sulle intercettazioni che ci scipperà del diritto di sapere, che renderà ai magistrati difficile indagare e ai giornalisti impossibile raccontare i fatti. Un'altra legge ad personam. Non se ne può più. Ogni volta che uno scandalo colpisce il Presidente del Consiglio, il governo torna a voler limitare la libertà d'informazione. Non ce la faremo togliere questa libertà'.

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