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De Villepin fermato a Parigi: l'accusa è corruzione

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L'ex premier e ministro degli Esteri francese Dominique de Villepin è stato arrestato questa mattina a Parigi e attualmente si trova in stato di fermo in una caserma della gendarmeria del 16° arrondissement. A portare l'acerrimo nemico di Sarkozy in carcere, l'inchiesta sulla truffa della catena alberghiera Relais & Châteaux, condotta - per l'orrore dei politici italiani - attraverso una serie di intercettazioni telefoniche.

De Villepin assolto al processo Clearstream 2: il video

De Villepin è stato convocato dal giudice di Strasburgo, Jean Baptiste Poli, per rispondere di una vicenda di fatture gonfiate che il 18 novembre 2011 ha portato all'arresto per "associazione per truffa e abuso di ufficio" di Régis Bulot, direttore di Relais & Châteaux fino al 2006, nonché uno dei migliori amici del politico francese. Secondo gli investigatori, Bulot avrebbe sottratto circa 1.6 milioni di euro tramite un sistema di commissioni occulte per la stampa della guida annuale della catena di alberghi.

Secondo la ricostruzione di lemonde.fr, de Villepin si sarebbe dato molto da fare per evitare guai giudiziari all'amico Bulot, intervenendo personalmente sulla nuova proprietà di Relais & Châteaux per evitare 'fughe di notizie' sulla precedente gestione. In particolare, dopo un pranzo con il nuovo direttore della catena alberghiera, Jaume Tapiès, il 12 gennaio 2010 l'ex premier avrebbe chiamato Bulot lasciando intendere di aver fatto 'pressioni' sulla dirigenza succeduta a quella dell'amico.

"Quello che mi hanno detto permette di fare i più grandi fuochi d'artificio dei prossimi anni, supponendo che l'affaire Clearstream si areni (famoso tentativo di calunnia nella storia politica francese che l'ha visto coinvolto e poi assolto nel 2010, ndr)" afferma de Villepin, rassicurando Bulot che i nuovi proprietari "si sono spaventati dieci volte di più di quello che si immaginavano" e concludendo di aver ricordato ai suoi interlocutori che "se un giorno ci si interesserà su chi è l'uomo politico che ha dormito con chi in quella camera, voi siete morti...". Al corrente della situazione anche il celebre chef Alain Ducasse, che il 30 gennaio 2010 avrebbe detto all'amico Bulot che bisognava "tagliare rapidamente la testa al (tuo) successore".

Già il 6 dicembre 2011 de Villepin aveva dichiarato a Le Monde di "non avere assolutamente nulla da rimproverarsi", concludendo: "Il tentativo di implicarmi in una storia con la quale non c'entro nulla è insopportabile".

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