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Debito: Italia declassata, ma Berlusconi non ci sta

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Italia declassata. L'agenzia di rating Standard & Poor's, infatti, abbassa di un punto il rating del Belpaese - cioè la capacità di pagare e risanare il debito pubblico - e lo trasforma da 'A+' ad 'A' per il breve periodo e da 'A-1+' ad 'A-1' per il lungo periodo. Il motivo della bocciatura? "Le prospettive di crescita economica dell'Italia si stanno indebolendo. E ci aspettiamo che la fragile coalizione di governo e le differenze politiche all'interno del Parlamento continueranno a limitare la capacità del governo di rispondere in maniera decisa alle sfide macroeconomiche interne ed esterne" hanno spiegato i responsabili.

Una valutazione inaspettata, quella di S&P (in realtà ci si aspettava un giudizio negativo da parte della più piccola agenzia di rating Moody's), foriera di cattivi presagi per la stabilità economica di tutto il Vecchio Continente. Il timore del default della Grecia - che lunedì ha fatto crollare le Borse, assegnando la maglia nera a Milano, che ha chiuso a -3.17% - diventa infatti ogni giorno più concreto e ha trovato voce nella preoccupazione espressa dal cancelliere tedesco Angela Merkel: "se crolla l'euro, crolla anche l'Europa".

Una situazione alla quale l'Italia sta contribuendo, secondo S&P, con obiettivi di risanamento "difficili da raggiungere" - riferendosi ai 60 miliardi di risparmi previsti dalla manovra economica - e con un atteggiamento "riluttante" ad affrontare questioni urgenti "come gli ostacoli strutturali alla crescita, il basso tasso di partecipazione al lavoro e mercati dei servizi e del lavoro troppo strettamente regolati". E tutto questo perché, sempre secondo l'agenzia, "il tentativo di risposta politica dell'esecutivo italiano alle recenti pressioni dei mercati suggerisce il prosieguo di una incertezza politica sui mezzi con cui affrontare le sfide economiche dell'Italia".

Ma Berlusconi non ci sta e tramite una nota diramata da Palazzo Chigi replica a S&P affermando che "le valutazioni di Standard and Poor's sembrano dettate più dai retroscena dei quotidiani che dalla realtà delle cose e appaiono viziate da considerazioni politiche". Aggiungendo anche, in risposta alle critiche mosse sulla manovra, che l'Italia "ha varato interventi che puntano al pareggio di bilancio nel 2013 e sta predisponendo misure a favore della crescita, i cui frutti si vedranno nel breve-medio periodo".

Affermazioni che tuttavia non sembrano impressionare per nulla l'agenzia di rating americana, che prosegue sulla sua strada e avvisa l'Italia che "potremmo abbassare nuovamente il rating di lungo e breve termine" se il debito pubblico - il cui picco ora è previsto a un livello più alto rispetto alle precedenti aspettative - dovesse aumentare ancora.

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