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Decadenza Berlusconi, Francesca Pascale si rivolge a Papa Francesco: "Ascolti la storia del Cavaliere"

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Sembra pronta a tutto, la “first lady” Francesca Pascale, pur di sostenere il suo compagno Silvio Berlusconi nella fase più difficile per il fondatore di Forza Italia dalla discesa in campo di vent’anni fa. In un’intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera, la fidanzata del Cavaliere svela qualche retroscena illuminante sul clima che regna a Palazzo Grazioli in queste ore concitate dopo il voto del Senato sulla decadenza.

Berlusconi decaduto dall'incarico di senatore della Repubblica

Non posso separare la figura della persona che amo dal leader politico, che oggi è stato calpestato da una grande ingiustizia. Cos’altro è se non un colpo di Stato, una manovra eversiva? Per me oggi è un giorno di un’amarezza indicibile”, ha ammesso l’ex consigliere della provincia di Napoli, lasciandosi andare ad uno sfogo accorato prontamente raccolto dal cronista del quotidiano di via Solferino.

Ce n’è ovviamente per tutti, avversari ed (ex?) amici di vecchia data, anche se i toni non sono duri come ci si poteva aspettare in questo giorno di estrema difficoltà per il numero uno del centrodestra nazionale e le persone a lui vicine. Angelino Alfano ha scelto una strada diversa, nonostante sia stato Berlusconi a crearlo politicamente. Bastava aspettare e sarebbe diventato capo della coalizione”, rammenta la Pascale rispondendo alla prevedibile domanda sulla scissione del Pdl, precisando allo stesso tempo che Silvio ha un cuore grande e perdona sempre i suoi figli”.

Quanto al vero nodo del momento, ovvero la questione della giustizia e nello specifico di un eventuale atto di clemenza per il senatore decaduto, il discorso si fa ancora più interessante, coinvolgendo personalità di alto livello e aprendo la strada (sebbene nell’ambito di una riflessione generale, da non prendere alla lettera) a scenari a dir poco clamorosi: “Sia io che i familiari avremmo chiesto la grazia, ero pure pronta a salire al Quirinale. Sapevo, però, che avrei trovato le porte del Colle chiuse”.

Pur non escludendo un colloquio futuro col Presidente della Repubblica, Francesca Pascale si dichiara disponibile ad andare oltre la “scontata” richiesta di un intervento di Giorgio Napolitano, chiamando in causa in modo esplicito l’autorità spirituale di Papa Francesco, al quale chiede (forse non solo simbolicamente, a giudicare da quanto riportato dal Corsera) un incontro “affinché ascolti la storia di Berlusconi.

Il voto del Senato, sembra di capire, è una ferita aperta per il capo della rinata Forza Italia, intenzionato a percorrere ogni strada possibile, da qui ai prossimi mesi, per superare il primo grande scoglio che rischia di fermare per sempre una carriera politica altrimenti destinata a durare ancora a lungo.

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