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Decadenza Berlusconi, Movimento 5 Stelle chiede voto palese in Senato: "Sfidiamo tutti"

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La decadenza di Silvio Berlusconi dal Senato continua ad essere terreno di scontro per le forze politiche: dopo l'intesa in giunta sul voto mercoledì, oggi è il Movimento 5 Stelle a sfidare tutti sulla questione chiedendo di modificare in corsa il regolamento di Palazzo Madama per abrogare la possibilità del voto segreto e rendere palese la decisione dell'Aula.

Decadenza Berlusconi Senato: la Giunta vota mercoledì sulla relazione Augello

Guardano già avanti i grillini, temendo che il voto quasi scontato della Giunta a favore della decadenza sia ribaltato con il voto dell'assemblea. D'altronde i retroscenisti assicurano che nei palazzi della politica si stanno già facendo i conti: il Cavaliere avrebbe dalla sua parte solo 117 voti contro i 160 a favore della decadenza, dunque basterebbero 43 franchi tiratori per permettergli di conservare lo scranno parlamentare, molti meno di quei 101 (qualcuno dice 120) che nel Pd impallinarono Prodi nella corsa al Quirinale.

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Il timore dei 5 Stelle è rivedere in aula una replica del voto che salvò Craxi dall'arresto nel '93, ma anche la più recente esperienza che ha portato alla rielezione di Napolitano, soprattutto alla luce delle minacce di crisi di governo e di conseguente scioglimento delle Camere paventata dal Pdl nelle ultime settimane. Per questo, prima ancora che la Giunta si pronunci sulla relazione Augello che propone la conferma dell'elezione di Berlusconi in attesa che la Consulta e la Corte del Lussemburgo si pronuncino sull'applicabilità della legge Severino, i 5 Stelle chiedono di modificare gli articoli 41, 113, 117 e 188 del regolamento del Senato per stabilire il voto palese sulla decadenza: "E' ora di finirla una volta per tutte con il voto segreto in ogni tipo di votazione - scrive in una nota il gruppo M5s a Palazzo Madama - Sfidiamo tutti: Pd, Pdl, Sc, Sel, Lega. Chi non ha nulla da nascondere voti la nostra proposta". La proposta in questione prevede di "abolire il voto segreto e prevedere la votazione nominale e palese per ogni tipo di votazione". Ovviamente il comunicato ribadisce che sia in Giunta che in Aula il Movimento voterà compatto "per la decadenza immediata del condannato a 4 anni Silvio Berlusconi".

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L'iniziativa è anche una risposta a quanti hanno ipotizzato un doppio gioco da parte dei grillini: "Il Movimento 5 Stelle salverà Berlusconi e poi darà la colpa agli altri, come la Lega e il Movimento sociale salvarono Craxi e poi urlarono contro la prima Repubblica" aveva affermato Carlo Giovanardi. Accuse che hanno provocato il rilancio dei grillini: "Come avevamo previsto in tempi non sospetti, è iniziata la vergognosa campagna politico/mediatica del Pdl contro il Movimento 5 Stelle. Una campagna che ha lo scopo di preparare il terreno in Aula ai franchi tiratori del Pd che, grazie al voto segreto, cercheranno di salvare Berlusconi dalla decadenza. Sono gli stessi franchi tiratori Pd facenti parte della 'banda dei 101' che affossò Romano Prodi (...) Ora Giovanardi, per salvare gli accordi del governo Letta, coprire la 'banda dei 101' e salvaguardare dalla Waterloo gli amici di lunga data del Pd(menoelle), parla di fantomatici e inesistenti franchi tiratori del M5S". Di qui la richiesta di voto palese.

In giornata si è verificato anche lo scontro tra Schifani e Zanda con l'accusa da parte dell'ex presidente del Senato di una "accelerazione senza precedenti nei lavori della Giunta per le elezioni, quasi a voler scacciare Silvio Berlusconi". Sulla questione è intervenuto anche Pietro Grasso: "Ci saranno i tempi giusti per poter andare in aula, ma ancora c'è parecchio cammino da fare - ha dichiarato il Presidente del Senato - Penso che il problema delle date sia secondario, il problema è andare avanti nelle procedure, secondo i tempi e le norme". In effetti, dopo le dichiarazioni di voto e il voto sulla relazione Augello calendarizzati mercoledì 18 settembre, in caso di voto contrario (ipotesi sostenuta sulla carta da Pd, M5S e Scelta Civica) dovrà essere indicato un nuovo relatore all'interno della maggioranza configuratasi nella prima votazione. Sucessivamente Berlusconi avrebbe circa 10 giorni per illustrare la sua posizione, avendo anche facoltà di essere ascoltato in Giunta prima della Camera di Consiglio. Dopo il voto, la relazione conclusiva sarà trasmessa al presidente del Senato che dovrà convocare l'assemblea per il voto finale, che potrebbe arrivare a fine ottobre.

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