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Decadenza Silvio Berlusconi: "Rinviate il voto o vi pentirete: 7 testimoni mi scagionano". Reazioni da Pd e M5S

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di Claudia Gagliardi

Quando mancano due giorni al voto sulla sua decadenza da senatore, Silvio Berlusconi gioca l'ultima carta a sua disposizione: un appello agli avversari politici a far slittare il voto in Senato. E' un tentativo estremo di condizionare la programmazione del voto del 27 novembre, anche se dal Pd e dal Movimento 5 Stelle arrivano reazioni immediate che rispediscono l'invito al mittente. Berlusconi si presenta ancora una volta come il leader politico perseguitato dalla giustizia, condannato per un reato che dice di non aver mai commesso, annunciando battaglia contro la sentenza del processo Mediaset.

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In una conferenza stampa convocata nella sede di Forza Italia il Cavaliere ha confermato l'esistenza di nuove prove e testimoni mai ascoltati durante la fase dibattimentale che potrebbero permettergli di impugnare la condanna per frode fiscale rimediata nel processo Mediaset e chiedere la revisione del processo presso il tribunale ritenuto competente, quello di Brescia. L'esistenza delle famose 'carte americane' che dovrebbero riscrivere l'esito del processo Mediaset era stata annunciata dai legali di Berlusconi all'indomani della sentenza: si tratta di un'intercettazione telefonica e un accertamento tributario sull'ex socio occulto Frank Agrama, anche lui condannato per la vicenda dei diritti tv gonfiati. Berlusconi spiega ai cronisti che conta di avere "12 testimonianze di cui più della metà, credo 7, completamente nuove" in grado di scagionarlo dalle accuse. Su queste nuove evidenze si baserà la richiesta di riaprire il caso.

Ai senatori del Pd e del Movimento 5 Stelle, che dovranno pronunciarsi sulla ratifica della decadenza stabilita in sede di Giunta per le elezioni del Senato, Berlusconi si rivolge con un ultimo disperato appello raccolto in una lettera che legge davanti ai cronisti: "Noi siamo avversari politici, ma non deve venire meno il rispetto reciproco - afferma il leader di Forza Italia - Vi chiedo di riflettere nell'intimo della vostra coscienza. Valutate le nuove prove. Non tanto per la mia persona, ma per una questione di democrazia. Non assumetevi una responsabilità che graverebbe per sempre sulle vostre vite e di cui in futuro potreste pentirvi davanti ai vostri figli". Per il Cavaliere ci sono state "violazioni di ogni principio legale" che hanno portato a fissare per mercoledì il voto in aula sulla sua decadenza.

Berlusconi si definisce "un cittadino modello", torna ad attaccare la magistratura politicizzata ("un contropotere che va sopra il potere legislativo ed esecutivo") e assicura che non ha intenzione di fare un passo indietro, tantomeno di scappare all'estero: "Non prevedo scappatoie straniere" risponde in merito all'ipotesi di un passaporto diplomatico eventualmente concesso da Vladimir Putin (che oggi ha incontrato il presidente Napolitano) per lasciare l'Italia. Lasciare il Paese? "Nemmeno per sogno. Non ho mai avuto proposte, né le ho cercate, da questo tipo né dalla Russia né dagli altri Paesi. Ho sempre dimostrato un grande amore per il mio Paese, ho qui tutto". Ancora oggi Berlusconi prova a proporsi come cittadino prestato alla politica, si dice "costretto a rimanere in campo" per il bene del Paese, poi confessa che dal 1° agosto, giorno della condanna, ha vissuto in assoluto il periodo più terribile della sua vita.

Dopo il duro comunicato del Quirinale che ha bocciato qualsiasi ipotesi di grazia, Berlusconi precisa di non aver mai stretto alcun accordo con il Capo dello Stato per ottenere un salvacondotto, come pure era stato ventilato da alcuni falchi del partito negli ultimi mesi: "Non solo non c'è stato nessun patto, soprattutto rispetto a un salvacondotto, ma non c'è stata contrattazione alcuna". Contro la condanna ricorrerà in tutte le sedi possibili: "Andrò fino in fondo con la revisione del processo e con il ricorso alla corte europea dei diritti dell'uomo: devo uscire da questo attacco per quello che sono, un cittadino esemplare che ha sempre pagato le tasse e ne ha pagate tante dando un contributo positivo ai suoi cittadini e al suo paese".

Intanto, a meno di clamorosi colpi di scena, mercoledì 27 novembre si terrà a Palazzo Madama il voto sulla decadenza di Berlusconi, mentre all'esterno dovrebbero radunarsi i suoi sostenitori in arrivo da tutta Italia. Il Pd fa sapere che sulla data del voto non si tratta. Luigi Zanda, capogruppo dei senatori democratici, ha confemato che Pietro Grasso ha già fissato la data del 27 novembre per lo scrutinio in aula: "Questo è l'unico punto certo e fermo". Dal Movimento 5 Stelle ci si spinge anche oltre: Paola Taverna spiega che tecnicamente Berlusconi è già decaduto dopo il voto della Giunta per le Elezioni di Palazzo Madama e che il passaggio in Senato è solo un voto di ratifica che, se non richiesto, non sarebbe nemmeno necessario. La capogruppo grillina al Senato ha definito poi "una beffa agli italiani" il fatto che Berlusconi, anche se decaduto, avrebbe diritto a un assegno di fine mandato da 180mila euro e a un vitalizio da 8mila euro al mese: un atto "spregevole" da parte del Parlamento nei riguardi di un "colpevole in via definitiva" per aver frodato il fisco.

L'appello di Silvio Berlusconi ai senatori Pd e M5S sulla decadenza: il video

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