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Decreto sanità, via libera del governo: medici di base 7 giorni su 7

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"Spendere meno per spendere meglio è il filo conduttore del provvedimento che comincia con il riordino dell'assistenza territoriale e del sistema delle cure primarie". E' sintetizzato in queste parole del ministro Renato Balduzzi il senso dei provvedimenti contenuti nel decreto sanità approvato ieri dal Cdm dopo una riunione durata oltre sei ore. 16 articoli - contro i 27 inizialmente proposti - che contengono, tra le altre, le norme sull'assistenza h24 dei medici di base e quelle per contrastare il fenomeno della ludopatia.

Video: Balduzzi in conferenza stampa su nuove regole gioco d'azzardo

"Un più alto livello di tutela della salute, facendo attenzione ai costi, è un asset produttivo per il Paese" ha commentato il premier Mario Monti, anche se le novità introdotte dal decreto non mancheranno di suscitare polemiche e proteste, come già accaduto soprattutto per quello che riguarda il comparto delle cure primarie.

Medici di base e pediatri avevano annunciato di essere pronti a incrociare le braccia e con l'approvazione delle nuove norme lo sciopero appare molto probabile. Per loro, infatti, diventa obbligo la garanzia di assistenza ai cittadini "24 ore su 24, sette giorni su sette", da attuare eventualmente attraverso l'aggregazione tra professionisti. Un provvedimento al quale si aggiungono il tetto di spesa individuale per il medico di base e la nuova definizione di 'responsabilità professionale', in base alla quale la colpa lieve è esclusa solo quando il medico si attiene alle linee guida e alle buone pratiche della comunità scientifica.

Per quanto riguarda invece la lotta alla ludopatia, il governo fa marcia indietro sulla distanza minima tra sale da gioco e scuole, università, ospedali e luoghi di culto, portandola da 500 a 200 metri e applicandola solo ai nuovi esercizi, ma conferma la possibilità di decidere "chiusure temporanee in presenza di fenomeni estesi di ludopatia, anche su segnalazione dei sindaci competenti per territorio", la limitazione delle "pubblicità dei giochi con vincite in denaro" e il divieto di "accesso dei minori alle sale ovvero alle aree destinate al gioco".

Salta la contestata tassazione delle bibite gasate e sono invece confermate "sanzioni per gli esercenti da 250 a 1.000 euro, che passano da 500 a 2.000 euro con la sospensione della licenza per tre mesi in caso di recidiva" per la vendita di sigarette et similia "ai minori di 18 anni".

Tra le altre misure previste, la nomina dei primari in base al punteggio a opera di tre omologhi per ruolo e responsabilità estratti a sorte, l'obbligo di certificato di sana e robusta costituzione per fare attività fisica, la presenza di defibrillatori automatici in tutte le società sportive e il divieto di servire pesce e latte crudi nelle mense.

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