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Definì "testa di ca..." un politico omofobo, prosciolto studente della Bocconi. Il pm: "Reazione contenuta"

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Non sarà rinviato a giudizio lo studente dell’Università Bocconi di Milano denunciato tre anni fa dal sindaco di Sulmona Fabio Federico con l’accusa di diffamazione per aver definito brutta testa di ca… il politico locale orientato su posizioni radicalmente ostili nei confronti delle coppie gay.

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La frase in questione, postata sul web dal ragazzo, con destinatario (idealmente) l’esponente del Popolo della Libertà, è stata giudicata dal sostituto procuratore del tribunale di Busto Arsizio “fin troppo contenuta rispetto a quanto dichiarato dal primo cittadino abruzzese", quest’ultimo convinto che l’omosessualità sia “un’aberrazione genetica da contrastare.

Trenta utenti della rete di diverse parti d'Italia erano stati chiamati in causa dall’esponente del centrodestra, intenzionato a farsi risarcire per le offese subite dopo la pubblicazione su Youtube del video che lo vedeva protagonista di un duro attacco alla comunità Lgbt, con frasi ironiche e dal contenuto assai poco elegante.

All’epoca della partecipazione alla trasmissione televisiva dove era stato chiamato ad esprimere un'opinione personale in materia di diritti civili e genitorialità, Federico era un semplice consigliere comunale, mentre l’eco delle parole dette in tv si era amplificata in seguito alla sua elezione a sindaco di Sulmona, complice la diffusione sul noto portale di video dello spezzone di programma che lo riguardava.

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“Se hai i cromosomi x e y fai il maschietto, oppure con xx fai la femminuccia, ma il contrario mi sembra un poco fuori natura argomentava l’ex rappresentante di Alleanza Nazionale contrapponendosi polemicamente ai promotori del riconoscimento dei diritti civili agli omosessuali.

Tesi definita dal pm Francesca Parola ben più gravi di quelle usate dal giovane universitario per commentare in rete tale affondo contro le coppie dello stesso sesso che desiderano avere figli.

Da qui la decisione di archiviare la richiesta di rinvio a giudizio del soggetto denunciato per diffamazione: la vigorosa reazione del ragazzo, a detta dei magistrati, è stata proporzionata alle “affermazioni di stampo omofobo del “politico di spicco” ospite in un programma televisivo locale.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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