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Denunciati sei attivisti di Greenpeace per il Berlusconi di ghiaccio

Ieri mattina gli attivisti di Greenpeace hanno posizionato una statua di ghiaccio raffigurante il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ai Fori Imperiali, a Roma.

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L'associazione ambientalista ha spiegato: "Si tratta di un omaggio a Silvio Berlusconi per la decisione di partecipare ai lavori del vertice delle Nazioni Unite sul clima di Copenhagen". Da Greenpeace hanno poi precisato che la statua, posta a fianco delle statue degli imperatori, dovrebbe sciogliersi in circa quattro giorni, proprio all'apertura del vertice di Copenhagen, il prossimo 7 dicembre.

Ieri sul suo sito l'associazione ambientalista ha scritto: "Il Berlusconi di ghiaccio ai Fori Imperiali si sta sciogliendo, proprio come i Poli a causa del riscaldamento globale. La polizia ha sequestrato alcuni degli striscioni e portato via un attivista che è poi stato rilasciato. Ma la protesta continua. Gli attivisti passeranno la notte accanto alla statua con tende e sacchi a pelo. Alcune parti della statua si sono già staccate. Il clima cambia. E Berlusconi continua a tacere mentre gli altri Paesi cominciano a muoversi. Oggi, anche l'India ha annunciato di voler diminuire la sua intensità di emissioni rispetto al Pil di almeno il 20 per cento, entro il 2020".

A quanto pare, tuttavia, la polizia ha proceduto a denunciare sei attivisti di Greenpeace per manifestazione non autorizzata. Il direttore esecutivo di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio, ha così commentato il fatto: "Negli striscioni non c'era nulla di offensivo: averli sequestrati è un atteggiamento autoritario che ricorda altre epoche. In democrazia manifestare è un diritto. Siamo pronti a passare la notte sul posto se il presidente del Consiglio non risponde positivamente alle richieste contenute nella lettera che gli abbiamo inviato qualche giorno fa: chiediamo all'Italia di abbandonare le posizioni di retroguardia sia in sede europea che a Copenhagen dove deve essere raggiunto un accordo legalmente vincolante e non un banale accordo politico".

Greenpeace rimane in attesa di "poter consegnare a Silvio Berlusconi il rapporto 'Energy [R]evolution Italia', una proposta scientifica ed economica per una svolta verde del nostro paese".

Il responsabile Campagna Energia e Clima di Greenpeace, Francesco Tedesco, ha detto: "Andare a Copenhagen è sicuramente una decisione positiva. Tuttavia, oltre a partecipare alle 'vetrine' internazionali, occorrerebbe perseguire politiche coerenti qui in Italia, politiche che al momento non vediamo. Sul clima, Berlusconi rischia di essere dunque un leader che si scioglie".

 (foto © LaPresse)

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