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Deputati a 18 anni e senatori a 25: la Camera dice sì

  • LaPresse

"Quello che accade oggi è una straordinaria pagina di vita di questo Parlamento. Essere riusciti a superare per un giorno le divisioni, anche in un momento difficile, per dare un segnale ai giovani è qualcosa di cui andare fieri". Con queste parole Giorgia Meloni ha commentato sulla sua pagina Facebook l'approvazione da parte della Camera del Ddl che porta il suo nome che promuove l'abbassamento del limite di età per essere eletti Deputati e Senatori.

Il testo bipartisan - promosso inizialmente dai rappresentanti del PD Sandro Gozi e Stefano Graziano e da quelli del Pdl Nicole Formichella ed Elena Centemero - propone di trasformare l'età per l'eleggibilità alla Camera da 25 a 18 anni e quella per l'eleggibilità al Senato da 40 a 25. Un'innovazione che ha trovato ieri l'approvazione di Montecitorio, che si è espresso con 455 voti favorevoli, 11 contrari e 25 astenuti.

La palla passa ora al Senato - secondo quanto previsto istituzionalmente, infatti, il provvedimento deve essere approvato da ciascun ramo del Parlamento con due distinte votazioni tra le quali devono passare almeno tre mesi - e se anche qui la votazione andasse a buon fine, si andrebbe incontro all'introduzione in Costituzione del principio in base al quale "la Repubblica valorizza, secondo i criteri e i modi stabiliti dalla legge, il merito e la partecipazione attiva dei giovani alla vita economica, sociale, culturale e politica della Nazione".

Un successo parziale che ha suscitato reazioni contrastanti. Mentre il vicecapogruppo vicario del PdL al Senato, Gaetano Quagliariello, esprime entusiasmo per l'esito della votazione - "la modernizzazione delle istituzioni e la speranza per il futuro passano anche dal coraggio di spalancare ai giovani le porte della rappresentanza democratica e dall'affermazione del principio dell'equita' fra le generazioni che troppo spesso in passato e' stato trascurato con conseguenze che oggi sono sotto gli occhi di tutti" - ed elogia il "coraggio" della Meloni nel perseguire il suo obiettivo "in un momento difficile come quello che il Paese e tutto l'Occidente stanno attraversando", Carlo Giovanardi, si mostra scettico.

"A 18 anni un giovane ha bisogno di continuare a studiare o iniziare una attività lavorativa che lo mettano in grado di essere libero nelle sue scelte e portare un contributo di esperienza in parlamento" spiega il sottosegretario con delega alla famiglia, e conclude "un deputato diciottenne rischia di diventare uno spostato senza né arte né parte se non rieletto oppure soggiacere alla tentazione di fare il parlamentare a vita in mancanza di altre reali alternative".

Tesi non condivisa da Futuro e Libertà, che parla di "un piccolo passo avanti nella direzione giusta" e che tramite il suo vicecapogruppo alla Camera dei Deputati, Giorgio Conte, afferma anzi che si poteva fare di più "e almeno riconoscere l'elettorato attivo a 18 anni anche per il Senato". Comunque stiano le cose, un primo passo è stato fatto e - ancora una volta dopo la solidarietà bipartisan ricevuta in seguito alla pubblicazione del libro di fumetti satirico di Alessio Spataro - il Ministro della Gioventù Giorga Meloni è riuscita nell'incredibile (ancora di più in questo periodo) impresa di mettere d'accordo maggioranza e opposizione...

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