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Deputati Pdl in Tribunale per protesta. Alfano: "No a prime sedute in Parlamento"

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Italia allo sbando. Mentre Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle mettono in stallo il Parlamento e allo stesso tempo 'sfidano' Pierluigi Bersani e il Pd, chiedendo di rinunciare con effetto immediato al rimborso elettorale, la terza forza politica del Paese, il Pdl, 'invade' il Tribunale di Milano in segno di protesta contro l'accanimento giudiziario nei confronti di Silvio Berlusconi.

Processo Ruby, i Pm: nuova visita fiscale per Berlusconi

"Valutiamo di non partecipare alle prime sedute del Parlamento, perché quello che sta accadendo è contro i principi della democrazia e delle Istituzioni repubblicane, che il Pdl ha sempre rispettato", ha dichiarato il segretario del partito, Angelino Alfano, in una conferenza stampa improvvisata simbolicamente davanti all'aula al primo piano dove si svolge il processo Ruby. "Noi abbiamo un interlocutore di cui ci fidiamo, è il Presidente della Repubblica e del Csm", ha continuato Alfano, affermando di affidare a Napolitano "la nostra preoccupazione per questa emergenza democratica".

Dopo il mancato riconoscimento del legittimo impedimento per i legali di Berlusconi, Ghedini e Longo, impegnati nella riunione dei gruppi parlamentari, la visita fiscale al San Raffaele e la richiesta di giudizio immediato formulata dalla procura di Napoli nei confronti dell'ex premier, nonostante quest'ultimo avesse dato la sua "disponibilità a presentarsi dal 15 marzo in poi in qualsiasi momento" in Aula, il Pdl ha deciso che la misura era colma e ha inscenato la plateale protesta davanti al Tribunale di Milano, riecheggiando nella dichiarazione di Aventino la scelta dei deputati antifascisti di riunirsi in separata sede, fuori dal Parlamento, dopo l'assassinio di Giacomo Matteotti.

Per Alfano, infatti, si tratta di una concatenazione di eventi che ha come obiettivo quello di "eliminare il nostro leader per via giudiziaria", dal momento che "non ce l'hanno fatta con le elezioni". "E' uno scandalo", ha tuonato ancora il 'delfino' di Berlusconi, dicendosi "personalmente scandalizzato" e concludendo duramente: "Vogliono riscrivere per via giudiziaria 20 anni di storia. Si illude chi pensa di salvarsi da solo da questa ignominia".

Una linea di pensiero condivisa da oltre 150 parlamentari Pdl: sarebbero tanti, infatti, i deputati del Popolo della Libertà che hanno partecipato all'invasione del Tribunale di Milano, con l'amazzone e fedelissima di Berlusconi, Micaela Biancofiore, pronta a portare il caso del Cavaliere "di fronte alla Corte europea per i diritti dell'uomo" e una fan che ha ha dichiarato ai giornalisti assiepati davanti al Tribunale: "Pure Pasolini andava coi minori, anche se è tutto da dimostrare che Berlusconi l'abbia fatto".

Insomma, una vera e propria sollevazione popolare (oppure una manifestazione concordata, molto ben orchestrata), al termine della quale Alfano è andato a trovare Berlusconi in ospedale con una delegazione, non venendo però ricevuto a causa delle condizioni di salute del Cavaliere. "Non è stato in grado di riceverci", ha detto il segretario, affermando: "Il nostro attestato di affetto e di solidarietà gli giungerà attraverso i medici". In attesa del previsto incontro di domani proprio tra Alfano e Giorgio Napolitano, che dovrà così dire la sua sulla spinosa questione sollevata dal Pdl, in uno degli ultimi atti di un settennato difficilissimo.


I deputati del Pdl davanti al Tribunale di Milano


Le 'fan' di Berlusconi difendono il Cavaliere

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