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Di Pietro: "Berlusconi statista o magnaccia?"

"Per un giochetto a Clinton gliene hanno fatte e dette di tutti i colori, qui se senti le intercettazioni telefoniche... voglio dire: vendevano parti di film piuttosto che di fiction e quant'altro utilizzando i soldi della Rai, soldi nostri, soldi del canone. In cambio di che cosa? Quella è bona, quella è bella, quella c'ha le tette grosse. Ma insomma, abbiate pazienza, fate gli statisti o i magnaccia?". Commenta la news

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Eccole le parole, pronunciate da Antonio Di Pietro lo scorso sabato, che hanno disturbato il weekend del presidente del consiglio e infuocato gli animi dei suoi collaboratori e allesati politici. Il leader dell'Idv ha appositamente convocato una conferenza stampa tutta incentrata sul contenuto delle ultime intercettazioni telefoniche tra Berlusconi - Saccà. Di Pietro ha più volte ribadito: ""Le intercettazioni che loro vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo".

Probabilmente si tratta di conclusioni simili a quelle tratte da parte degli italiani che hanno letto i testi delle telefonate ma, declamate davanti a una folla di giornalisti, fa tutt'altro effetto. "Il nostro compito è quello di fare un'opposizione - ha continuato Di Pietro nel corso della conferenza a Campobasso - responsabile, che non ha gli occhi chiusi, che conoscendo chi c'è dall'altra parte sa che se lo si lascia fare ci porterà a essere più sudditi e meno cittadini". "L'azione politica di questo governo mi sembra piduista e non so fino a che punto - ha aggiunto Di Pietro - la volontà sia solo di Berlusconi. Il Parlamento è stato svuotato dalle sue funzioni, si fanno solo decreti legge. Ieri (venerdì ndr) il Csm ha espresso un parere su una legge che hanno fatto e loro hanno detto: cambiamo il Csm". Non solo intercettazioni quindi, tra le frecce di Di Pietro. Anche e soprattutto la supposta ingerenza della politica nel campo della magistratura.

La bufera mediatica scatenata dalle prime conversazioni pubblicate da L'Espresso ha messo in allarme tutta la maggioranza e i media vicini ad essa. "Libero" venerdì titolava "Il guaio è la gnocca" (...) "l'inizio del diluvio" (vedi foto in alto) e ancora oggi insiste con "Palate di fango". Ma, se il premier ha deciso di non replicare direttamente all'attacco dipietrista "Non mi abbasso a rispondergli tanto lo sanno tutti che è un mascalzone", i suoi alleati fanno quadrato intorno al leader. Ecco alcune dichiarazioni del Pdl:

Paolo Bonaiuti: "Il linguaggio rozzo e volgare di Di Pietro è al di fuori della politica, riguarda soltanto l'osteria". "Ma come può - si chiede Bonaiuti - un partito democratico che si definisce la nuova sinistra accettare e seguire questa degenerazione?".

Niccolò Ghedini (Pdl), avvocato del premier: "Le dichiarazioni dell'on. Di Pietro si commentano da sole. E se questa è la voce dell'opposizione, ben si comprende perchè continuano a perdere consensi nel Paese. Certo che proprio Di Pietro faccia tali affermazioni è a dir poco straordinario. Comunque, è del tutto evidente la portata diffamatoria che trascende di gran lunga ogni critica politica e per la quale saranno espedite tutte le azioni giudiziarie conseguenti".

Daniele Capezzone, Pdl, portavoce di Forza Italia: "Antonio Di Pietro ha passato il segno. Dinanzi al livello delle sue sortite odierne, c'è da rimanere allibiti, a maggior ragione se si considera il pulpito da cui proviene la predica". "Se Di Pietro indagasse su Di Pietro, se cioè qualcuno indagasse su di lui con metodi alla Di Pietro - osserva - l'ex pm e il suo partito sarebbero politicamente travolti. Occorrerà fare maggiore chiarezza su questo campione delle 'mani pulitè e i suoi metodi".

Casini: "Comportandosi come fa, conquisterà pure qualche punticino in più per il suo partito, ma finirà per aiutare Berlusconi. Per regalargli una sostanziosa assicurazione per la vita". "Una opposizione a Berlusconi connotata dal dipietrismo, da quei toni, da quel martellamento -aggiunge l'ex presidente della Camera- non trascina il Paese. Peggio: dimostra che, se l'opposizione è questa, l'alternativa a Berlusconi non c'è".

Il Pd, per voce della senatrice Finocchiaro, si limita a rimproverare i toni della disputa:"Il mondo che emerge dalle intercettazioni, al di là del rilievo che esse hanno da un punto di vista penale, colpisce per il degrado e per il ruolo affidato alle figure femminili, lontano mille miglia dalla realtà delle donne che incontriamo ogni giorno in Italia. È una vicenda - comunque la si voglia leggere - squallida. Spero in uno scatto di dignità collettivo che cancelli questa sensazione di impoverimento morale che non corrisponde al comportamento e al costume di milioni di italiani che stanno leggendo sui giornali più con fastidio che con curiosità questi eventi. Anche la politica, appunto, deve dare segnali in tal senso, anche - aggiungo - evitando di usare un linguaggio truculento e offensivo".

Solo Bossi sembra essere, sempre nel "suo stile", più cauto:"Sono del parere che è meglio che uno si faccia le donne della sinistra che i culattoni. Ma - ha aggiunto il senatur - bisogna stare attenti quando si hanno delle cariche".

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