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Di Pietro "La maggioranza non c'è più"

L'opposizione non vive il suo momento migliore, ma la situazione attraversata in queste ore dal governo Prodi non la si augura neanche al proprio peggior nemico. Dopo il voto di ieri notte al Senato che ha visto l'approvazione della fiducia (con 160 si' e 158 no) e del decreto legge sulla sicurezza (160 voti favorevoli, 156 contrari e 1 astenuto), è arrivato, pesantissimo, l'attacco frontale di Antonio Di Pietro: "Piaccia o no, dopo il voto di fiducia di ieri al Senato la maggioranza politica non c'è più. Di questo va preso atto". Dalla conferenza nazionale sulle infrastrutture svoltasi a Catania il ministro ha affermato che "le parti politiche con lo schematismo ideologico si stanno giocando il Paese" e si è detto pronto, in mancanza di una svolta, a "non fare più il ministro a partire dal prossimo anno".

Nessuna metafora, niente battute da cogliere o segnali da captare: il ministro delle infrastrutture è stato chiarissimo. Non accetta i "giochini politici" all'italiana che colpiscono il paese: "Sia nel Governo precedente che in quello attuale, si stanno realizzando delle furbizie perché si mettono a disposizione dei soldi in conto capitale però, quando poi devono essere messi in conto cassa diventa come andare dal salumiere, comprare e rimandare il pagamento a dopo". L'Italia dei Valori "chiede non solo una verifica politica ma un nuovo processo costituente".

Un rinforzo arriva "a sorpresa" da Clemente Mastella, uno che con Di Pietro non ha mai intrattenuto ottimi rapporti, ma che quando c'è da minacciar crisi è sempre in prima linea. Da Bruxelles il Guardasigilli paventa il ritiro della fiducia dell’ Udeur al Governo, nel caso in cui il Prc o altre forze della sinistra non facciano modificare il punto del Dl sicurezza relativo alla norma anti-omofobia e alla lotta alle discriminazioni sessuali: "Rifondazione comunista o altre forze della sinistra, come mi riferisce il mio capogruppo alla Camera, intendono bloccare questa modifica, noi toglieremo la fiducia al Governo e questa esperienza politica per noi finisce qui".

Due personaggi solitamente distanti che, ancora una volta, "si avvicinano" a danno di Prodi. Situazione paradossale e difficilmente gestibile dal Presidente del Consiglio vista l'appartenenza di entrambi alla compagine governativa. Per ora il ministro di Rifondazione Paolo Ferrero (che minaccia a sua volta l'uscita dal Governo) prova a rispondere a Mastella:"Spero che Mastella si possa ricredere e ravvedere, perché la norma fatta (la anti-omofobia) è assolutamente corretta e non ha nulla a che vedere con i reati di opinione" - "E' il richiamo di una norma che sta in un Trattato che l’Italia ha ratificato. Quindi non dice nulla di nuovo rispetto a quelli che sono gli impegni dell' Italia".

Si attende l'ormai noto potere di mediazione ed equilibrio di Romano Prodi che, però, dichiara:"aggiustamenti e il risanamento sì, ma i miracoli non li so fare"

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