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Di Pietro scaricato dalla sinistra: Travaglio sul Fatto spiega perchè

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Antonio Di Pietro è ormai diventato il fantasma che tutti vogliono allontanare dal centrosinistra: tra smentite poco convinte e convincenti (quelle di Vendola indotte dalle critiche della base Sel) e attacchi frontali dal principale partito della futura coalizione (il Pd di Bersani), il leader dell'Italia dei Valori sembra essere al centro di un grosso scaricabarile in vista delle politiche del 2013. E se l'asse Vendola-Bersani, con la nuova idea delle liste civiche dei sindaci, sembra volergli soffiare anche l'appoggio di personaggi in vista come Luigi De Magistris, l'ex pm resta fermo nella sua convinzione di presentare un programma per un centrosinistra alternativo sulla cui base cercare alleati per le prossime politiche.

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A dare una lettura delle strategie politiche in atto per neutralizzare l'influenza di Di Pietro e del suo partito ci ha pensato Marco Travaglio, con un editoriale su Fatto Quotidiano di oggi: secondo il vice-direttore della testata, il proposito di allontanare Di Pietro dal gioco delle alleanze sarebbe stato deciso già da tempo, mentre adesso si sta semplicemente approfittando delle sue posizioni critiche verso il Capo dello Stato e il governo Monti per bollare la sua politica come demagogica e distruttiva."La decisione di escludere Di Pietro era presa da mesi e le sue sacrosante critiche al Quirinale per le interferenze nell’inchiesta Stato-mafia e la guerra ai pm di Palermo sono una pietosa scusa - sostiene Travaglio - Di Pietro non è 'affidabile' per l'ammucchiata che, con la scusa dell'Europa, dovrà fare ciò che non riuscì a D’Alema e B. con la Bicamerale: ripristinare il 'primato della politica' sui poteri di controllo e chiudere violentemente i processi alle classi dirigenti, in primis quello sulla trattativa che coinvolge e spaventa un po' tutti. Insomma riportare l’Italia al regime dell'impunità legalizzata.

Un disegno quasi sovversivo, quello che secondo il giornalista sta dietro le manovre di Bersani, Vendola & Co. Intenti che non possono comprendere una voce contraria come quella di Di Pietro, perchè in fondo l'idea è che tutto debba cambiare affinché nulla cambi: "la politica del futuro resterà la stessa, detta anche pudicamente 'agenda Monti': prendere ai lavoratori per dare ai banchieri, prendere agli onesti per non disturbare i ladri. E massacrare le guardie". E la svolta inattesa del governatore della Puglia che ha fatto infuriare gli elettori di centrosinistra? Per Travaglio Vendola ha perso un'occasione: "Avrebbe potuto restare coerente ai valori del suo elettorato, ma ormai è un’anatra zoppa e lessa, tra processi e sgoverno della Puglia di cui il caso dell’Ilva di Taranto è soltanto l’ultima prova: meglio intrupparsi che contarsi".

Nichi Vendola sulle alleanze nel centrosinistra

Poco male per Di Pietro: Travaglio suggerisce di guardare altrove e cogliere l'occasione per fare pulizia nel proprio partito, liberarsi di tutti gli Scilipoti di turno che saranno ben lieti di accodarsi al gran calderone progressista-moderato che potrebbe formarsi, per poi tornare allo spirito originario di non-allineamento che ha (quasi) sempre guidato l'Idv e "prepararsi a guidare l'opposizione con i giovani di 5 Stelle". Peccato che, ai messaggi d'intesa lanciati da Di Pietro degli ultimi tempi, Grillo abbia sempre risposto picche.

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