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Di Pietro scioglie l'Idv? "Tutte sciocchezze, mo' basta"

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Per Antonio Di Pietro questi non sono esattamente giorni sereni. Dopo la grana esplosa con il servizio di Report sulle sue presunte proprietà immobiliari e la lettera aperta a Maurizio Crozza, responsabile secondo l'ex pm di contribuire al "killeraggio" dei media contro di lui, al leader dell'Idv ora tocca pure smentire le voci secondo le quali starebbe per sciogliere il proprio partito.

Gabriele Cimadoro, cognato di Di Pietro indagato, a La Zanzara: "Gay diversi"

"Questa mattina ho appreso, leggendo la solita 'Unità' e facendo finta di ascoltare il solito TG4, che avrei lasciato al proprio destino l'Italia dei Valori per fondare un nuovo partito, di cui addirittura avrei già pronto il simbolo di colore viola che racchiude semplicemente la parola 'Basta'", ha scritto ieri Di Pietro sul suo blog, chiarendo subito dopo: "Ovviamente io non ne so nulla, come non sapevo nulla delle 56 case che di recente mi hanno falsamente attribuito" e sbottando: "Sto diventando davvero 'viola' di rabbia per le continue falsità e calunnie che mi vengono riversate addosso. Soprattutto mi viene davvero voglia di urlare una volta per tutte: 'E mo' basta con tutte queste sciocchezze!'".

Di Pietro scrive a Crozza: "Contribuisci a killeraggio dei media"

Insomma, un Di Pietro davvero al limite e sempre più convinto della teoria del "killeraggio politico" per eliminare dalla scena un partito, l'Idv appunto, non disponibile a "squallidi inciuci e compromessi inaccettabili" e pertanto da tenere fuori dal Parlamento a ogni costo, anche a quello di cambiare la legge elettorale e di crearne una "cucita a misura solo per evitare che Idv, e solo Idv, possa raggiungere il quorum".

Dopo aver ribadito che non si tratta di "lotta politica", ma di "premeditato omicidio politico", Di Pietro comunque ribadisce che "Idv sarà presente alle prossime elezioni politiche nazionali – sola o ben accompagnata, lo valuteremo cammin facendo – per continuare ad essere un punto di riferimento di chi non vuole rassegnarsi al Governo dei banchieri e dei poteri forti" e ri-elenca i punti chiave del programma del partito: coalizione di governo alternativa (e antitetica?) a quella di Berlusconi e Monti, maggiore attenzione al lavoro e, soprattutto, trasparenza a ogni livello della vita sociale e politica.

Per quanto riguarda l'asse con Beppe Grillo, che proprio nei giorni scorso lo aveva addirittura candidato al Quirinale, indicando l'ex pm come unico reale oppositore del berlusconismo, Di Pietro scrive che lui e il comico non si sono neppure sentiti, "ma immagino che pure lui si stia facendo un sacco di risate leggendo e sentendo le mille ricostruzioni fantasiose circa il nostro comune futuro politico (che ad oggi non abbiamo nemmeno ideato o programmato, ma di cui leggiamo ampie immaginifiche ricostruzioni da parte di variegati commentatori politici)". In ogni caso, il leader dell'Idv elogia il 'collega' e il Movimento 5 Stelle, di cui dice di apprezzare l'"impegno civile" e la "tenacia nel cercare di cambiare il volto e gli obiettivi della politica nel nostro Paese".

Antonio Di Pietro Presidente della Repubblica, parola di Beppe Grillo

A quanto pare, dunque, Di Pietro non sembra affatto intenzionato a porre fine alla vita della sua creatura politica, anche se bisogna vedere come riuscirà a gestire la fronda interna, sempre più scontenta, e gli scandali che stanno saltando fuori da ogni dove: l'ultimo in ordine di tempo è quello che riguarda il cognato, il parlamentare Gabriele Cimadoro, accusato di abuso d'ufficio.

Sulla pagina Facebook dell'ex pm i commenti sono spaccati a metà, tra chi gli scrive: "Sei finito", e lo paragona a tutti gli altri politici corrotti e variamente indagati, e chi invece gli dice: "Non mollare" e lo invita a tenere duro, a dimostrare la propria innocenza e a smascherare il complotto ordito contro di lui. Una linea, quest'ultima, appoggiata anche da diversi interni al partito, tra cui il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che ha dichiarato: "Non ho intenzione di lasciare l'Italia dei valori, di cui mi onoro di essere il portavoce nazionale, contribuirò con Di Pietro a una necessaria profonda trasformazione", affermando che sono in molti come lui a sostenere l'ex pm e confermando la tesi del "killeraggio politico". Definizione che sembra destinata a diventare l'emblema di una nuova fase della storia politica italiana.

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