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Di Pietro si difende a Servizio pubblico: "Io, cornuto e mazziato"

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Antonio Di Pietro ha scelto il programma televisivo di Michele Santoro per tornare sulla questione sollevata da Report: la gestione dei fondi dell'Italia dei Valori rischia di diventare un boomerang per il partito che più di tutti ha fatto della legalità la sua bandiera. Con le dimissioni del capogruppo alla Camera Massimo Donadi e del coordinatore regionale campano Nello Formisano, che hanno lasciato sia il gruppo parlamentare sia il partito, preannunciano una resa dei conti che potrebbe portare all'implosione della formazione politica nata (e forse finita) con Di Pietro.

Servizio pubblico. Tutte le case di Antonio Di Pietro: guarda il video

L'ex pm di Mani pulite spiega a Servizio pubblico di non avere intenzione di dimettersi: il progetto è quello di rilanciare l'Italia dei Valori a partire da due referendum antiCasta per l'abolizione dei rimborsi elettorali ai partiti e delle indennità ai parlamentari, ma soprattutto attraverso una selezione della classe dirigente più trasparente. Perchè questo, per l'Idv, è sempre stato il tallone d'Achille: per la scelta degli esponenti del partito evidentemente il solo criterio della legalità non basta. "Non basta certificato penale e carico pendente", dichiara Di Pietro, per questo d'ora in poi la scelta dei candidati avverrà con "la pubblicazione di nozze" online: i curriculum saranno pubblici e l'Idv si impegnerà a selezionare una nuova classe dirigente grazie al controllo dei cittadini. L'Idv o quello che ne resta, visto che con tutte le defezioni degli ultimi giorni Di Pietro rischia di dover sciogliere il gruppo parlamentare alla Camera per mancanza del numero minimo di 20 eletti.

Idv nella bufera per l'inchiesta di Report: guarda il video

Poi si entra nel vivo di Report, con il servizio sulle numerose proprietà immobiliari di Di Pietro: posto che la magistratura ha già accertato che non esiste alcun collegamento tra i fondi del partito e il patrimonio personale del leader, Servizio pubblico ricostruisce i documenti sulle case del leader. Il risultato è che Di Pietro possiede due abitazioni, più altre due intestate ai figli, più una serie di terreni a Montenero di Bisacce, dove l'ex pm ha ereditato la masseria del padre, con tanto di stalle e porcilaia, per un totale di 56 unità immobiliari. Ecco spiegato dunque l'elevato numero di proprietà attribuibili al leader Idv.

"Io non ho nulla contro Report, me la prendo con chi ci sta ricamando sopra" dichiara Di Pietro, ammettendo di aver reagito male nei confronti dell'inchiesta dell'inchiesta, con spiegazioni poco chiare e molti dubbi lasciati sul tavolo: la colpa è di "questo maleddetto vizio del dipetrese", quel linguaggio tutto suo che lo ha portato a dichiarare davanti alle telecamere "mia moglie non è mia moglie". Incalzato da Santoro e Mentana, Di Pietro spiega che le case le ha comprate con soldi propri, quelli di risparmi familiari, senza togliere un euro alle casse del partito. Ad esempio, con i soldi dei numerosi risarcimenti danni, come i 40 milioni di lire incassati dalla famiglia Berlusconi, in quanto editrice del Giornale che lo aveva diffamato.

Resta però la questione eticamente poco corretta dell'affitto degli immobili di Di Pietro al partito, per il loro utilizzo come sedi dell'attività politica. "Se tornassi indietro non lo farei", spiega Di Pietro, perchè l'aver fittato a prezzi convenienti gli immobili al partito si è rivelato un errore: "Sono cornuto e mazziato" lamenta Di Pietro, spiegando che se avesse destinato ad altri usi quelle abitazioni ne avrebbe guadagnato a livello personale e nessuno avrebbe potuto accusarlo di scarsa trasparenza. Poi c'è la questione della donazione di Malvina Borletti, 954 milioni di vecchie lire arrivati nel '95: "Li ho usati in parte per me, in parte per fondare il partito" afferma Di Pietro, sottolineando che non c'è nessun profilo penale in quella storia, visto che si è trattato di una "donazione personale".

Cosa ne sarà dell'Italia dei Valori dopo lo shock subìto con l'inchiesta di Report? Secondo Mentana il caso è diventato una bomba semplicemente perchè ha fatto emergere i malesseri che già serpeggiavano nel partito. L'errore madornale è quello di aver agito nè più nè meno come tutti gli altri: "Hai scoperto vent'anni fa quanto rubavano i partiti, ma poi ci siete entrati con tutte le scarpe". Il problema, secondo Mentana, è che anche l'Idv è stata assimilata alla casta e risucchiata dal vortice dell'antipolitica. Di Pietro sostiene che se ne esce solo con una nuova classe dirigente, con un ricambio che mandi a casa la vecchia politica, compreso sè stesso. In fondo, quando si ritirerà, saprà già cosa fare: "Io c'ho la masseria...".

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