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Di Pietro vs Napolitano: "Aveva ragione Craxi"

Giorgio Napolitano 'bifronte' come Giano, la divinità dell'antica Roma che, per l'appunto, aveva due facce. Ad affemarlo è Antonio Di Pietro che, in un'intervista al settimanale Oggi, si scaglia contro il Capo dello Stato, accusandolo di mostrare ora un volto da "limpido garante della Costituzione" quando invece, ai tempi in cui era "esponente di spicco del Pci nonché presidente della Camera" si comportava da "uomo molto attento al sistema della Prima Repubblica, specie coltivando i suoi rapporti con Mosca".

Craxi su Napolitano: "Sapeva dei finanziamenti illeciti al PCI"

Un attacco senza mezzi termini al Presidente della Repubblica, che il leader dell'Idv porta avanti citando niente meno che una testimonianza di Bettino Craxi, l'uomo che lo stesso Di Pietro, in qualità di magistrato di spicco dell'inchiesta 'Mani Pulite', fece condannare per corruzione e finanziamento illecito al Partito Socialista Italiano. "Io credo che in quell'interrogatorio formale, che io condussi davanti al giudice, Craxi stesse rivelando fatti veri perché accusò pure se stesso e poi gli altri di finanziamento illecito dei partiti. Ora delle due l'una: o quei fatti raccontati non avevano rilevanza penale oppure non vedo perché si sia usato il sistema dei due pesi e delle due misure" ha dichiarato l'ex pm.

Accuse pesanti, alle quali il Quirinale replica parlando di "nuovi, assurdi artifizi provocatori nel quotidiano crescendo di un'aggressiva polemica personale contro il presidente della Repubblica". Ma per Di Pietro è tutto vero e documentato e infatti, dalle pagine del giornale, invita in particolare ad "ascoltare cosa riferì Craxi in merito al sistema di finanziamento ai partiti ai tempi della Prima Repubblica e come questo sistema coinvolgesse tutti i partiti, compreso il Pci dell'onorevole Napolitano, ovviamente per fatti già all'epoca non aventi più rilevanza penale, a causa del tempo trascorso e delle modalità di attuazione".

Una presa di posizione durissima, quella del leader Idv, fomentata quasi sicuramente dalla riforma della legge elettorale a favore dello sbarramento, del premio di maggioranza e del ridimensionamento dei collegi verso cui spinge Napolitano e che finirebbe con il penalizzare pesantamente il partito guidato dall'ex magistrato. Ma se agendo in questo modo Di Pietro pensa di tutelare gli interessi dell'Idv, in realtà nell'Italia dei valori c'è forte malumore e benché non si parli ancora di fronda, poco ci manca.

Se il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi, ha infatti scelto di non commentare, Elio Lannutti invece dichiara: "Non so come si può andare avanti così... Ma come si fa a dare ragione a Craxi? È una cosa imbarazzante". E critiche arrivano pure dal Pd, dove Francesco Boccia dice che l'ex pm è così disperato che "pur di dedicare la quotidiana offesa al capo dello Stato, diventa anche craxiano. Ovviamente dopo aver offeso per vent'anni lo stesso Craxi sia in vita che in morte".

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