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Dimissioni Polverini, la diretta: dalle paure di Berlusconi all'interrogatorio di Fiorito

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Lo scandalo esploso nella Regione Lazio è un fiume in piena, che rischia di travolgere non solo il Pdl, ma tutto il sistema politico italiano. Noi di Excite oggi seguiremo in diretta l'evolversi della situazione, in un quadro che ogni momento si complica e aggiunge nuovi dettagli a una vicenda che risucchia come un vortice chiunque si trovi nelle sue vicinanze.

Renata Polverini dimissioni: caos in Regione Lazio

Ieri la giornata è stata contraddistinta dal 'balletto delle dimissioni' di Renata Polverini. L'ex sindacalista si è di nuovo scagliata contro i consiglieri e il loro atteggiamento "ridicolo" e ha ribadito: "O questa storia finisce oggi o finisce comunque, perché la faccio finire io", minacciando dimissioni che però, alla fine, non sono arrivate. Non si sa se per decisione propria o per intervento di Silvio Berlusconi.

Il Cavaliere, infatti, ieri sera - per usare un'espressione a lui particolarmente cara - è 'sceso in campo' per scongiurare il peggio. "Bisogna resistere, non possiamo mollare adesso. Fai bene a chiedere pulizia, e stiamo tutti lavorando per questo" avrebbe detto l'ex premier alla governatrice del Lazio, preoccupato soprattutto dalle conseguenze che potrebbero avere le dimissioni della Polverini ed eventuali elezioni anticipate sulla campagna elettorale. Berlusconi infatti teme l'effetto domino su Lombardia e Sicilia, per non parlare delle politiche di aprile, e proprio in un momento in cui la situazione è "apertissima, perché stiamo risalendo nei sondaggi, siamo oltre il 22%, a due punti da un Pd in calo proprio per le risse interne".

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Il leader del Pdl, dunque, si è dato un gran da fare a ricompattare il partito, attraversato da più d'una corrente 'secessionista'. Gli ex An, infatti, starebbero pensando di mollare e di creare un movimento di destra-destra autonomo e così il Cavaliere ieri sera a Palazzo Grazioli ha incontrato Ignazio La Russa, Maurizio Gasparri e Giorgia Meloni per convincerli a desistere.

Impresa non facile, considerato che gli ex An si sentono "vittime di xenofobia" da parte degli ex forzisti, come detto da Landolfi, e che la Gelmini ha pensato bene di agitare ulteriormente le acque organizzando un convegno senza invitare i big di quella che una volta era Alleanza Nazionale.

A quanto pare, tuttavia, con anche l'aiuto di Angelino Alfano, Berlusconi è riuscito a tranquillizzare gli ex An, convincendoli che saranno tenuti in considerazione a livello di rappresentanza ai vertici e in caso di una vittoria alle elezioni di primavera: "L'incontro è andato molto bene" ha commentato all'uscita di Palazzo Grazioli La Russa, smentendo l'ipotesi scissione: "Non è mai stata presa in considerazione".

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Non è detto comunque che la 'pezza' messa dal Cavaliere tenga, dal momento che ieri c'è stato pure l'interrogatorio dell'ex capogruppo Pdl Franco Fiorito. In 7 ore di colloquio fiume con gli inquirenti, alla presenza dell'avvocato Taormina, 'er Batman' infatti ha scelto come strategia di difesa quella di attaccare frontalmente i suoi colleghi di partito. "Non ho rubato, ma se ho sbagliato pagherò" è stato in sintesi il concetto espresso da Fiorito, che tuttavia ci ha tenuto a sottolineare che per quanto riguarda i circa 6 milioni di euro 'spariti' dalle casse del gruppo consiliare c'era "chi andava a donne e chi si faceva pagare le vacanze, chi organizzava festini e chi mangiava a sbafo", prendendosela nello specifico con Francesco Battistoni, Giancarlo Miele, Andrea Bernaudo e Carlo De Romanis.

Insomma, una situazione aggrovigliata e in continua evoluzione, dove la parola fine sembra ancora lontana, ma per la quale, nel caos, si registra pure una suggestione che - pare - ha sfiorato ieri Berlusconi. Impressionato dal discorso di Renata Polverini in Consiglio regionale, il Cavaliere infatti starebbe pensando di candidarla alla premiership e allora le dimissioni diventerebbero molto più concrete. Ma la domanda è: sarebbe un bene per il Pdl, alla fine? In ogno caso sono solo voci...

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