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Wikileaks, nuovi documenti sull'Italia

Si parla ancora di Wikileaks. Nuovi documenti dal sito di Julian Assange sull'Italia, a pubblicarli La Repubblica e L'Espresso. Questi nuovi documenti rivelano i durissimi giudizi Usa sul nostro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Le parole di ambasciatori, segretari di Stato, diplomatici di alto livello, politici di primo piano, documentate dal 2000 al 2010, dovevano rimanere riservate. Ma Wikileaks le ha ottenute. In tutte queste parole emerge sempre una chiara e precisa considerazione, ossia il fatto che il declino del ruolo internazionale dell'Italia è strettamente legato all'immagine di Silvio Berlusconi.

Nel febbraio del 2009, congedandosi dal suo mandato, Ronald Spogli, ambasciatore americano in Italia nominato dal Presidente George W. Bush, ha scritto al nuovo segretario di Stato Hillary Clinton un memoriale intitolato 'What can we ask from a a strong allied'. Un memoriale che nelle descrizioni dell'Italia e del suo premier sembra quasi profeitico. Agli Usa Berlusconi appare già un uomo debole, che ha bisogno dell'aiuto americano per legittimarsi sul piano interno ed estero e, per tale ragione, disponibile a comportarsi come 'il migliore alleato'.

'Il premier Silvio Berlusconi - ha scritto Spogli - con le sue frequenti gaffes e la scelta sbagliata delle parole ha offeso nel corso del suo mandato quasi ogni categoria di cittadino italiano e ogni leader politico europeo, mentre la sua volontà di mettere gli interessi personali al di sopra di quelli dello Stato ha leso la reputazione del Paese in Europa ed ha dato sfortunatamente un tono comico al prestigio dell'Italia in molte branche del governo degli Stati Uniti'.

Nel suo memoriale l'ambasciatore americano in Italia parla di un Paese in declino. Queste le parole di Spogli: 'Il lento ma costante declino economico dell'Italia compromette la sua capacità di svolgere un ruolo nell'arena internazionale. La sua leadership spesso manca di una visione strategica. Le sue istituzioni non sono ancora sviluppate come dovrebbero essere in un moderno paese europeo. La riluttanza o l'incapacità dei leader italiani a contrastare molti dei problemi che affliggono la società, come un sistema economico non competitivo, l'obsolescenza delle infrastrutture, il debito pubblico crescente, la corruzione endemica, hanno dato tra i partner l'impressione di una governance inefficiente e irresponsabile. Il primo ministro Silvio Berlusconi è il simbolo di questa immagine'.

E proprio la debolezza dell'Italia e di chi la governa, secondo l'ambasciatore americano in Italia può rivelarsi molto utile. Spogli, infatti, ha sottolineato: 'L'Italia ci permetterà di consolidare i progressi fatti faticosamente nei Balcani negli ultimi vent'anni, le loro forze armate continueranno a giocare un ruolo importante nelle operazioni di peacekeeping in Libano e in Afghanistan, e, infine, il territorio italiano sarà strategico per l'Africom (United States African Command)'. E ancora: 'Se useremo una forte pressione l'Italia eserciterà la sua influenza economica in Iran per mandare a Teheran un chiaro segnale che potrebbe influire sulla loro politica di sviluppo nucleare'. L'ambasciatore ha poi rilevato che l'Italia può essere una valida alleata anche sul fronte del terrirismo, mostrandosi disponibile ad accettare le richieste degli Usa. La sola cosa che sembra preoccupare gli Stati Uniti è il rapporto tra Berlusconi e Putin, soprattutto in relazione alla crescente influenza russa sul fronte dell'energia.

Nei documenti rivelati da Wikileaks si parla anche del caos dell'organizzazione del G8 a L'Aquila. Per il premier, già colpito dai primi scandali, è necessario che tutto vada per il meglio. Berlusconi ha bisogno di mostrarsi al mondo come un leader credibile. A quanto pare, dunque, gli americani hanno individuato le debolezze del nostro presidente del Consiglio e hanno capito che per loro è importante saperle sfruttare. E lo hanno capito da tempo. Dall'ambasciata Usa a Roma, prima delle elezioni del 2008, hanno scritto a Washington: 'Se vince Veltroni la situazione sarà eccellente, se ritorna Berlusconi sarà molto eccellente'.

Nei documenti svelati dal sito di Julian Assange non si parla solo di Berlusconi, ma anche della magistratura, considerata 'una casta inefficiente e autoreferenziale'; del Pd, ritenuto disorganizzato; e del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, visto come una figura cruciale per la stabilità del Paese. Tra gli esponenti politici della maggioranza spuntano, inoltre, i nomi di due ministri pronti a collaborare con gli Usa. Si tratta del ministro degli Esteri Franco Frattini e del ministro della Difesa Ignazio La Russa.

 (foto © LaPresse)

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