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Domenico Zambetti arrestato, Formigoni su Twitter: "E' uno spergiuro"

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Dalla nebbia reale che avvolge oggi Milano, al 'vento del nord' della Lega che soffia contro la Regione Lombardia, minacciando di far cadere il consiglio. Si apre così quella che sarà una giornata campale per Roberto Formigoni, arrivato a una svolta decisiva nel suo mandato dopo l'arresto, ieri, dell'assessore Domenico Zambetti con l'accusa di aver dato soldi alla 'ndrangheta in cambio di voti: 200 mila euro a colpi di 50 euro (in contanti) a preferenza.

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Secondo l'accusa, l'esponente del Pdl avrebbe comprato un pacchetto di 4 mila voti - fondamentali per la sua elezione, avvenuta con 11.217 - pagando quelli che gli investigatori hanno definito due "colletti bianchi della 'ndrangheta": Giuseppe D'Agostino, della cosca calabrese Morabito- Bruzzaniti e Costantino Eugenio, del clan Mancuso. Un nuovo scandalo che travolge il Pirellone e che porta a 14 il numero di indagati nelle fila dei consiglieri regionali, mettendo il bilico la posizione dello stesso Formigoni.

Il 'Celeste', tuttavia, non ci sta e all'ultimatum della Lega oggi ha risposto in tv a L'intervista di Maurizio Belpietro e in contemporanea su Twitter affermando: "La #Lega deve decidere se stare dentro o fuori. Ma il patto in Lombardia-Veneto-Piemonte è uno solo", minacciando dunque un effetto domino. Ieri sera, infatti, il segretario lombardo del Carroccio Matteo Salvini, facendo sapere di avere in mano tutte le dimissioni dei consiglieri leghisti, ha affermato: "Lasciamo a Formigoni la scelta se fare un passo indietro o uno di lato. Ci aspettiamo quanto meno l'azzeramento dell'intera giunta, l'eventuale dimezzamento dei nuovi assessori, anche con un altro presidente di Regione". Ma non solo, Salvini si è spinto oltre dicendo di essere consapevole del fatto "che si andrà a votare il prima possibile, probabilmente ad aprile" e che "comunque la Regione Lombardia non arriverà a fine mandato".

L'arresto di Zambetti per voto di scambio con la 'ndrangheta ha offerto ai sempre più insofferenti leghisti la possibilità di sfilarsi 'con onore' - "quando si parla di mafia, camorra e 'ndrangheta alla Lega viene l'allergia", ha detto Salvini - e oggi a Formigoni non è rimasto altro che tuonare contro il suo assessore "spergiuro": "O è un abbaglio incredibile della magistratura (ma mi sembra di no) o Zambetti è uno spergiuro" ha twittato il Governatore, mentre in diretta diceva le stesse cose a Belpietro, aggiungendo: "Zambetti è uno spergiuro xché x 2 volte ho fatto giurare tutti assessori di avere coscienza perfettamente limpida: ha tradito nostra fiducia".

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Ma basterà al Celeste 'scaricare' il fedifrago Zambetti, facendosi passare per 'vittima' del peggiore dei tradimenti, per salvare la poltrona? Intanto, per sicurezza, Formigoni ha provveduto a ritirare le deleghe agli assessori leghisti e a prenderle in carico su di sè, dopodiché oggi incontrerà Maroni e Alfano per decidere del da farsi. Ma le premesse sembrano remargli contro: "Penso che Formigoni debba azzerare tutto e ricominciare da capo, non perché i componenti della sua giunta siano tacciabili di qualcosa, ma perché occorre dare un segnale di cesura", ha dichiarato infatti a Radio anch'io il segretario Pdl. Che sia l'inizio di quella fine alla quale il Governatore della Lombardia si è sottratto con forza, talvolta con rabbia e arroganza, per anni?

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