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Don Gelmini. "Il Vaticano? Solo un centro politico"

"Rigetto il concetto del Vaticano come centro religioso: è un centro politico, qualche volta ambiguo e fuorviante. Altra cosa è la chiesa di Cristo. Altra cosa è la fede. Gli intrallazzi non sono fede. Bisogna tornare a Cristo non al cesaro-papismo. Siamo arrivati al punto in cui parliamo più del papa che del Cristo", queste le parole di Don Piero Gelmini, l'ex sacerdote accusato di pedofilia ridotto allo stato laicale per affrontare l'eventuale processo di molestie sessuali, pronunciate ai suoi ragazzi nella Comunità Incontro di Amelia.

"Sono appena tornato da un viaggio durato due mesi - ha raccontato Don Gelmini - ho visto l'inferno. Bambini di 5 anni morire di Aids. Ragazzini di 10 anni domandarmi 'che ne sarà di me?' L'inferno non esiste nell'aldilà: esiste qui, su questa terra, dovrebbero capirlo quelli che stanno nei palazzoni, laggiù, in Vaticano, dove c'è il migliore paradiso possibile, quello dei ricchi e dei potenti". Per i ragazzi della Comunità Incontro, fondata dall'ex prete, è un'ingiustizia ciò che è capitato a quello che chiamano 'papà Pierino' e che definiscono 'un santo', 'un giusto'. Christian, un romeno di 20 anni malato di Aids da quando ne aveva 8, ha detto: "Io amo don Pierino. Per me è come un padre. E' un uomo buono. Mi ha salvato. Io credo solo a questo". Per tutti gli ospiti della Comunità e per tutti coloro che conoscono Don Gelmini non c'è dubbio: "Don Pierino, papà, è vittima di un imbroglio incomprensibile".

Secondo l'ex sacerdote i ragazzi che l'hanno accusato sono tutti fuori di testa. "Sono ragazzi che non sono riusciti a fare niente - ha affermato Don Gelmini - con dieci o venti anni di carcere alle spalle. Peggio per loro. Non posso dire altro. Perché qualcosa, alla fine, dirà loro la vita stessa".

"La decisione di ridurmi allo stato laico è stata solo mia - ha sottolineato Don Gelmini - io non appartengo alla diocesi di Terni: il vescovo di Terni, monsignor Paglia, che non ha alcuna giurisdizione su di me, per me è zero. Io appartengo alla chiesa cattolica melchita. Il mio superiore è il patriarca Gregorio III. Per me Paglia è solo il portalettere del Vaticano. Qui Paglia non deve neanche provare a mettere piede. Non lo voglio più vedere". Secondo l'ex sacerdote monsignor Paglia è stato uno di quelli più solleciti a creare situazioni per lui difficili e ha avuto una parte negativa forse anche nella vicenda degli abusi.

Durante l'incontro a Don Gelmini viene poi domandato se è vero che si candiderà per il Senato. "Non so cosa farò - ha affermato l'ex sacerdote - so che se servisse per la mia comunità, per i miei ragazzi, lo farei".

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