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Donne divise sul "braccialetto antistupro"

Numerose polemiche si sono sollevate dopo la proposta di Francesco Rutelli, in corsa per il Campidoglio, di munire le donne di un braccialetto elettronico antistupro. Questa volta le donne della sinistra si sono dette favorevoli mentre quelle del Popolo della Libertà hanno manifestato il loro disappunto incatenandosi, coperte da un burqa, alla stazione La Storta. Proprio qui, infatti, la scorsa settimana si è consumato l'ennesimo episodio di violenza che ha spinto Rutelli ad avanzare la discussa proposta.

"Non siamo né schiave né cani né macchine dotate di antifurto", ha affermato Barbara Saltamartini neo eletta del Pdl anche lei alla Storta con il burqa. Di segno opposto l'opinione delle associazioni femministe. "Perché no? Non è una misura obbligatoria, e se ci fa sentire più tutelate, ben venga", ha detto Manuela Moroli di Differenza Donna. Secondo Patrizia Sentinelli ex sottosegretaria agli Esteri, una delle leader romane della Sinistra Arcobaleno, il dispositivo, inoltre, "può essere uno strumento utile, una tecnologia a difesa dei cittadini come le paline dell'Sos in ogni stazione della metro o alla fermata dell'autobus. Anche se è la cultura del possesso del corpo che va stroncata".

Il braccialetto, già in vigore in Inghilterra dove è utilizzato per controllare i detenuti in libertà provvisoria, è stato adottato anche in Italia in via sperimentale. Enrico Morando, che ha curato il programma del leader del Partito Democratico Walter Veltroni, ha spiegato: "Ho studiato bene come si può mettere in pratica. Non è fantascienza, ma una realtà a portata di mano. Roma e Milano potrebbero già adottarla perché si basa sul sistema della banda larga, sul cosiddetto Wi-max. Indispensabile chiaramente che sul territorio ci siano 24 ore su 24 delle volanti che possano intervenire. Il costo dell'apparecchio è minimo, quello che va potenziato è il pattugliamento in ogni zona della città". Quindi schiacciando un bottone è possibile comunicare immediatamente alle Forze dell'ordine la propria posizione. Il Garante della Privacy, però, a tal proposito ha sollevato delle perplessità. "Se il segnale è fisso e in qualsiasi momento si può essere individuati, un problema di privacy c'è - ha affermato Francesco Pizzetti presidente dell'Authority - di sicuro serve un consenso molto informato. E' una misura molto rilevante e va studiata con cautela".

E intanto c'è già chi pensa a immettere questi dispositivi sul mercato, come la società di Codroipo vicino Udine, "OmniaEvo", che ha pensato a un sistema articolato su un portale web e su un dispositivo portatile.

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