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Dossier Marcegaglia, perquisito il Giornale

Procura di Napoli, inchiesta su presunte minacce al presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Il nome degli indagati stupisce: il direttore del quotidiano Il Giornale Alessandro Sallusti e il vicedirettore Nicola Porro.

Feltri in conferenza stampa: 'Emma ha rotto i ...' - Video

Concorso in violenza privata, dicono i pm, mentre la sede del quotidiano e le abitazioni dei giornalisti sono state perquisite dai carabinieri del Noe, il nucleo operativo ecologico che indagava su un traffico di rifiuti, alla ricerca di documenti a sostegno dell'accusa: la presunta raccolta di un dossier riguardante il presidente di Confindustria, dopo che l'imprenditrice aveva formulato critiche nei confronti del governo.

Un passo indietro, al 15 settembre. La Marcegaglia aveva criticato la 'politica brutta che ha parlato solo di amanti, cognati e appartamenti', riferendosi al caso Montecarlo. Il giorno successivo, il direttore del Giornale scriveva: 'Con buona pace della Marcegaglia, i sondaggi dicono che i cittadini non si rassegnano ai silenzi e alle bugie sull'affaire monegasco'. Poco dopo, un sms di Porro (poi intercettato) al cellulare di Rinaldo Arpisella, l'addetto ai rapporti con i media del leader degli industriali: 'Ciao Rinaldo, domani super pezzo giudiziario sugli affaire della family Marcegaglia'. Infine, uno scambio di battute tra i due a telefono. 'Adesso ci divertiamo per venti giorni, romperemo il c… alla Marcecaglia come pochi al mondo'.

Nella redazione del quotidiano è giunto intanto il direttore editoriale Vittorio Feltri - che si è fatto fotografare posando come se avesse le manette ai polsi - per poi ironizzare in conferenza stampa: 'Perché avremmo dovuto farlo? Per un'intervista alla Marcegaglia che parla ogni 5 minuti in televisione e ci ha anche rotto i coglioni? Dell'intervista non ce ne frega niente, quando dichiara ci fa venire il latte alle ginocchia'.

In una nota il direttore del Giornale ha fatto comunque sapere di aver dato mandato di querelare il procuratore di Napoli per diffamazione con grave danno alla propria reputazione e immagine. 'In un capo d'accusa mi viene contestato l'articolo del 16 settembre nel quale ho scritto che i pm spiano le nostre telefonate – ha spiegato Sallustri - Io ho delle fonti e ho scritto che al Giornale sapevamo di essere sotto inchiesta. Questo ha fatto muovere Woodcock, che ha mosso più di venti carabinieri spendendo così soldi dei contribuenti'. Le perquisizioni? 'Una violenza che non si riserva neanche ai criminali comuni. C'era il mandato anche per le perquisizioni personali. Come se eventuali dossier li tenessimo nelle mutande'.

E mentre Felice Manti, componente del Cdr del Giornale, fa sapere: 'Questa operazione arriva in un clima di veleno e fango che sono stati sparsi sul nostro giornale per alcune inchieste scomode documentate dalla prima all'ultima pagina', Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21 spiega: 'Non ci sono mai piaciute le perquisizioni nelle sedi dei giornali e per questo non ci è piaciuta neppure quella ordinata nella sede del Giornale. Se davvero si vogliono mettere le mani sulla fabbrica dei veleni le perquizioni andrebbero disposte altrove, anche a costo di disturbare logge e servizi deviati'.

Le ultime testimonianze arrivano infine dal capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto - 'La Procura di Napoli sta dando il suo contributo alla libertà di stampa perquisendo Il Giornale e alcuni giornalisti. Siamo molto curiosi di vedere le reazioni di coloro che sono mobilitati per il disegno di legge sulle intercettazioni. Siamo ancor più curiosi di capire le ragioni e le conseguenze di una iniziativa che ha aspetti devastanti' - e dal presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: 'Leggo esterrefatto le notizie che riguardano la perquisizione nella sede del Giornale. Mi auguro che chi dice di difendere la libertà dell'informazione faccia sentire forte la sua voce'.

Intanto la Mercegaglia è stata sentita nella caserma dei carabinieri in via Aurelia a Roma come persona informata dei fatti. 'Al Giornale erano piccati sia per le mie dichiarazioni contro l'operato del governo sia, soprattutto, per il fatto che io stessa e Confindustria, ci siamo sempre filati poco il Giornale. Il Giornale e il suo giornalista hanno dunque tentato di convincermi a cambiare il mio atteggiamento nei confronti del Giornale stesso, concedendo interviste che, per la verità, io sul Giornale almeno recentemente non avevo fatto. Ho sicuramente percepito un rischio reale e concreto per la mia persona e per la mia immagine'. Ma quali notizie avrebbe potuto contenere il presunto dossier? 'Non immagino a quale dossieraggio Porro facesse riferimento e cosa riguardasse: presumo che potesse riferirsi a taluni problemi giudiziari che mio fratello ha avuto nel 2004, questioni risoltesi positivamente nel 2006'.

(foto © LaPresse)

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