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Egitto, colpo di stato militare in corso: presidente Morsi agli arresti, festa in piazza Tahrir al Cairo

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Egitto nel caos per il golpe militare finalizzato a destituire il presidente Mohammed Morsi, il primo democraticamente eletto nel Paese ma contestato da larghissima parte della popolazione, che da venerdì ha dato vita ad una manifestazione di massa di proporzioni forse mai così ampie nella storia della civiltà. Il golpe è iniziato un'ora dopo lo scadere dell'ultimatum imposto dall'esercito al presidente Morsi, che avrebbe dovuto dimettersi entro le 18 di oggi, mercoledì 3 luglio.

Egitto, golpe militare: le foto degli scontri e della festa al Cairo

Il colpo di stato è confermato dalle parole del consigliere della sicurezza nazionale del presidente egiziano Mohammed Morsi: "Il golpe militare è cominciato" ha dichiarato dopo un'ora dalla scadenza dell'ultimatum, con l'esercito che presidia capillarmente le zone della Capitale. Piazza Tahrir al Cairo, come le altre strade principali della città, è letteralmente invasa dalla folla festante, con tanto di spettacolo pirotecnico, per supportare l'azione dell'esercito che si è rivelata fondamentale a sostegno della causa della popolazione egiziana.

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Secondo la tv indipendente El Hayat il presidente è stato posto agli arresti domiciliari dai militari nella sede della guardia repubblicana al Cairo: la notizia ha trovato conferma ufficiale alle 19, quando Morsi è stato informato dall'esercito di non essere più presidente. L'annuncio è stato dato dal quotidiano di stato al Ahram, che cita fonti militari egiziani. Per Morsi è scattato anche il divieto di espatrio: come lui, non potranno lasciare il Paese il leader della Fratellanza Mohammed Badie e il suo vice Khairat al-Shater, in ottemperanza di un ordine di arresto nell'organizzazione di una fuga dalla prigione del 2011. Dopo le 20 il ministro della Difesa Abdel Fattah el Sissi ha annunciato la road map per uscire dalla crisi istituzionale: "Costituzione sospesa, governo tecnico e poi nuove elezioni". Parole accolte da piazza Tahrir con un'esplosione di fuochi d'artificio, applausi e festeggiamenti: "Malgrado i tentativi delle forze armate di spingere al dialogo e allentare la tensione - ha spiegato Abdel Fattah el Sissi - il presidente Mohamed Morsi "non ha risposto alle domande della gente".

Proteste in Egitto, milioni in piazza contro Morsi. Ultimatum delle opposizioni: "Si dimetta entro martedì"

Eletto solo un anno fa, Mohammed Morsi è stato contestato da diversi milioni di persone (almeno 20 secondo le opposizioni) che lo accusano di aver completamente deluso le aspettative di rinnovamento sociale, ma soprattutto protestano contro la recessione economica, l'eccesso di potere nell'intervenire sulla Costituzione e il mancato rispetto di alcune delle più elementari libertà individuali.

La giornata più lunga per l'Egitto, quella dell'ultimatum dell'esercito a Morsi, è stata caratterizzata da un crescendo di tensione, a partire dagli scontri della notte che hanno provocato 23 vittime ed oltre 200 feriti. Inutile il discorso tenuto intorno alla mezzanotte da Morsi, che aveva dichiarato di voler restare al proprio posto e difendere la democrazia, ricordando di essere il "primo leader egiziano eletto democraticamente" sulla base di "elezioni libere e rappresentative della volontà popolare". Altrettanto inutile la proposta lanciata dal presidente di un governo di coalizione, arrivata a pochi minuti dalla scadenza dell'ultimatum, con un comunicato pubblicato sulla pagina Facebook della presidenza. Il messaggio ribadisce che "violare la legittimità costituzionale minaccia la pratica della democrazia" e conferma la volontà del presidente di aprire ad un governo di coalizione per arrivare alle prossime elezioni legislative e alla formazione di un commissione indipendente che sottoponga al nuovo parlamento una proposta di modifica della Costituzione.

La presa di potere da parte dell'esercito era già ampiamente prevedibile dal primo pomeriggio, quando i militari hanno schierato carri armati fuori dalla sede della tv statale egiziana e ne hanno preso il controllo evacuando il personale. Contemporaneamente gli elicotteri militari hanno cominciato a sorvolare piazza Tahrir e le altre strade principali del Cairo, dove in migliaia hanno atteso lo scadere dell'ultimatum presidiando i due palazzi presidenziali di Ittahadeya ed el Kobba.

Fuori dalla piazza principale, teatro della grande e festosa contestazione di questi giorni a Morsi, il clima è ben diverso: resistono infatti i manifestanti che sostengono il presidente e lo difendono dalle accuse degli oppositori. Centinaia di soldati egiziani e blindati si sono fermati davanti al palazzo presidenziale per dividere le due fazioni, che nella mattinata avevano dato vita a scontri davanti all'università del Cairo.

La diretta del golpe da Piazza Tahrir

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