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Egitto, manifestante muore tra le braccia del marito dopo gli spari della polizia: dramma a piazza Tahrir

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Non si ferma la scia di sangue in Egitto, dove la spirale di violenza e repressione prosegue con poche e quasi insignificanti soste dai tempi delle sommosse anti-Mubarak nella prima edizione delle primavere arabe.

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A far discutere in queste ore, in un Paese ferito nel profondo da anni di rivolte di popolo e diviso tra sostenitori del regime o dell'esercito da una parte e oppositori dall'altra, è la morte di una giovane manifestante appartenente a un piccolo partito di sinistra durante un corteo non concordato dalle autorità.

La sequenza fotografica dell'uccisione della donna, una dirigente trentatreenne dell'Alleanza Popolare Socialista, con una serie di proiettili in dotazione alla polizia egiziana esplosi nel corso degli scontri vicino a piazza Tahrir, ha subito innescato polemiche dentro e fuori dal Cairo.

Nelle tragiche immagini che da ieri hanno fatto il giro del mondo sul web, rimbalzando anche per diversi notiziari internazionali, si vede Shaimaa El-Sabag in un primo momento sanguinare dalla testa e poi agonizzante tra le braccia del marito.

(Egitto, attivisti di sinistra affrontati duramente dalla polizia in piazza Tahrir: un morto)

Tutt'altro che convincenti, riguardo alla dinamica dell'episodio, sono apparse ai più le laconiche dichiarazioni rese alla stampa dal ministro dell'Interno dell'Egitto, pronto ad ammettere gli spari ma non altrettanto disponibile a discutere nel merito delle responsabilità degli agenti per l'accaduto.

Durissime le reazioni rispetto alle violenze sui manifestanti tra i vertici dei partiti di sinistra "Alleanza Popolare" ad altre formazioni estranee al blocco di forze parlamentari vicine al generale Al Sisi ed al suo esecutivo.

La violenta repressione del corteo organizzato dai gruppi progressisti di minoranza, nelle forme mostrate in modo inequivocabile dalle foto diffuse in rete poco fa, sottolineano giornalisti e politici degli ambienti dell'opposizione, è stata attuata “legalmente” grazie ad una norma varata dai militari allo scopo di limitare le iniziative di protesta dei Fratelli Musulmani.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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