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Egitto, riesplode la protesta a piazza Tahrir

  • LaPresse

Weekend di sangue in Egitto. La protesta è riesplosa sabato a piazza Tahrir, luogo simbolo delle contestazioni, con violenti scontri tra manifestanti e polizia.



Almeno tredici persone sono rimaste uccise mentre mille e cinquecento sono le persone ferite, stando a dati forniti dal governo. Quattro agenti della polizia sono stati presi in ostaggio e Bothaina Kamel, la candidata alle elezioni presidenziali in Egitto, che dovevano tenersi il 28 novembre, è stata arrestata durante l'incursione.

Le foto degli scontri, guarda

Essam Sharaf, l'attuale premier, ha convocato una riunione di emergenza dell'esecutivo per cercare di governare la crisi. Dall'incontro è emerso un dato importante e cioè che le elezioni parlamentari si terranno comunque il 28 novembre.

Il video shock: corpo trascinato tra i rifiuti

Ad accendere la miccia delle proteste è stato lo sgombero di un sit-in che chiedeva giustizia per le violenze scoppiate durante le rivolte contro l'ex presidente Hosni Mubarak, sabato mattina. La polizia ha sparato i gas lacrimogeni per disperdere la folla e in un attimo in migliaia hanno reagito lanciando pietre.

Questa mattina l'iman della moschea Omar Makram ha rilasciato una dichiarazione alla televisione pubblica, spiegando di avere raggiunto un accordo con le autorità militari e che la situazione ora è tornata tranquilla.

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