Excite

Elena Morali, lite per il Trota al processo Ruby

  • YouTube

Mentre al Quirinale in qualche modo si cerca di dare un governo al Paese, a Milano continua il processo Ruby, che da solo basta purtroppo a spiegare perché l'Italia versa in acque tanto cattive. Oggi infatti l'ex 'Pupa' oltre che ex fidanzata di Renzo Bossi Elena Morali si è resa protagonista di un episodio al limite dell'oltraggio alla Corte, mostrando una maleducazione e un'arroganza che il litigio di Fabrizio Corona all'ultima udienza sembra la spacconata di un bullo spaventato.

Tutte le notizie sul processo Ruby

I fatti. Morali è in Aula in qualità di teste e a un certo punto il pm Antonio Sangermano le chiede, "anche per identificarla meglio", se "ha avuto una relazione, un'amicizia sentimentale, con il figlio di un noto politico italiano", sottolineando che non è interesse di nessuno fare il nome della persona in questione, ovvero 'il Trota' Renzo Bossi. Ma la soubrette reagisce malissimo e risponde: "Non è affare vostro", scocciata, lasciando interdetto Sangermano e costringendo la presidente della Corte a intervenire e a spiegare che "non stiamo dicendo il nome" proprio per non ledere la privacy della testimone.

I toni si scaldano e alla fine l'ex Pupa dice "allora no", aggiungendo poi rivolta al pm: "Sono cose mie private: io non le chiedo chi è sua moglie, perciò...". Sangermano abbozza con una risata, ma la presidente invece va su tutte le furie e ricorda alla showgirl che lei "è un teste e risponde alla domanda, se la domanda è ammessa". "Ma non è ammessa", replica con incredibile faccia tosta Morali, beccandosi dalla presidente: "Sono io che le ammetto".

Insomma, un siparietto al quale mai si sarebbe voluto assistere, che vede la soubrette continuare a rintuzzare la Corte e il pm, con quest'ultimo che prova a dire: "Il processo non è un gioco" e l'ex Pupa che risponde: "No, neanche il suo. Mi sta offendendo", provocando un nuovo intervento stizzito e incredulo, soprattutto, della presidente: "Non ci siamo", che si sente rispondere: "A me non me frega niente che avete tutti le tonache: le mie cose private sono mie".

Morali è un fiume in piena: "Me ne posso anche andare", dice a un certo punto e quando la Corte replica: "Se lei esce la mando a prendere dai carabinieri", si ritira in un silenzio offeso, con il pm che domanda al presidente di sospendere l'udienza. La Corte chiede allora alla soubrette se "non si sente bene, se vuole fermarsi un attimo", ma quest'ultima come tutta risposta dice: "No, io voglio andare avanti perché devo andare a lavorare e mi avete già fatto perdere un sacco di tempo".

Per carità, magari la domanda non era esattamente pertinente (il Trota non è indagato nel processo), ma un briciolo se non di rispetto per una carica dello Stato, almeno di educazione?


Il litigio di Elena Morali con la Corte e il pm

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017