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Elezioni comunali 2013: come si vota nei 564 comuni chiamati alle urne. Roma la sfida più attesa

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A tre mesi esatti dalle elezioni politiche nazionali, domenica 26 e lunedì 27 maggio 2013 si vota in 564 comuni per il rinnovo dei consigli comunali e l'elezione dei nuovi sindaci. Sono 7 milioni, un quinto del corpo elettorale, i cittadini italiani chiamati alle urne: i seggi sono aperti fino alle 22 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì. Questa tornata di elezioni amministrative coinvolge meno di 100 comuni con più di 15000 abitanti e 16 capoluoghi di provincia, tra cui la Capitale.

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Roma è certamente è la sfida più importante ed attesa: la corsa per il Campidoglio ha segnato un record con la presenza di 19 candidati sindaco ed una scheda elettorale lunga ben 120 centimetri. E tuttavia proprio la sfida romana ha segnato più marcatamente il timore per l'astensionismo: la chiusura di campagna elettorale nella Capitale è stata decisamente sottotono, con piazze quasi vuote per i comizi finali nonostante la presenza dei leader di partito come Berlusconi, Epifani e Grillo (l'unico a reggere nello scenario di Piazza del Popolo).

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Tra gli altri capoluoghi chiamati al voto in questo fine settimana non proprio primaverile, ci sono anche Ancona, Brescia, Lodi, Sondrio, Treviso, Vicenza, Avellino, Isernia, Barletta, Iglesias. Si vota anche a Siena: un test importante per il capoluogo toscano ancora scosso dalle vicende dello scandalo Monte Paschi.

Per essere ammessi al voto è necessario presentanrsi nella propria sezione elettorale con un documento di identità valido e la tessera elettorale. A seconda della dimensione, sono diverse le modalità di voto per i comuni chiamati a rinnovare sindaco e consigli.

Nei comuni fino a 15.000 abitanti ciascun candidato alla carica di Sindaco è affiancato dalla lista elettorale che lo appoggia: il voto per il sindaco e quello per il Consiglio sono collegati, in quanto votare per un candidato significa dare una preferenza alla lista che lo appoggia. Non è ammesso voto disgiunto. E' eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti: in caso di parità tra due candidati, questi andranno al ballottaggio la seconda domenica successiva.

Nei comuni sopra i 15 mila abitanti è possibile votare il candidato sindaco e la lista collegata, oppure si può indicare solo il candidato sindaco o solo una delle liste a lui collegate: il voto in questo modo sarà attribuito sia al candidato sindaco che alla lista. Esiste anche la possibilità del voto disgiunto, cioè sostenere il sindaco non apparentato alla lista prescelta. Nei comuni con più di 5 mila abitanti, debutta inoltre il voto di genere: si potranno indicare due candidati di una lista, purchè siano un uomo e una donna. Nel caso in cui si votino due candidati dello stesso sesso, la seconda preferenza è annullata. Laddove nessuno dei candidati supererà il 50% delle preferenze, tra due settimane si tornerà alle urne per il ballottaggio tra i due candidati che al primo turno hanno ottenuto il maggior numero di voti. Al secondo turno è eletto Sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti.

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